• Mar. Set 21st, 2021

Act-age 1 – La Recensione

Act-age è una Serie Manga pubblicata in Giappone dalla Shueisha, mentre in Italia dalla J-Pop. L’opera è scritta da Tatsuya Matsuki e disegnata da Shiro Usazaki.

La storia ha come protagonista la liceale Kei Yonagi, che aspira a diventare un’attrice. Un giorno decide di partecipare a un’audizione per giovani attrici emergenti organizzata dalla Stars, una delle agenzie più importanti del settore, e inseguire così il suo sogno. Durante quest’audizione viene respinta a causa del suo modo di recitare alquanto pericoloso. Tuttavia, viene notata dal regista Sumiji Kuroyama che rimane affascinato dalle capacità recitative della ragazza e crede di aver trovato il diamante allo stato grezzo che cercava. Riuscirà a far emergere Kei nel mondo del cinema?

Questo primo volume potrebbe destare interesse negli appassionati di recitazione, in quanto vengono analizzate le dinamiche dei provini e vengono presentate alcune tecniche di allenamento utilizzate dagli attori, ad esempio il “Method Acting”. Quest’ultimo, conosciuto anche come Metodo Stanislavskji-Strasberg addestra gli attori ad immergersi completamente nella parte. Kei è molto brava a rievocare eventi del proprio passato per richiamare alla mente le emozioni provate in quei momenti, così da poter interpretare al meglio il ruolo richiesto. In questi istanti le espressioni del viso sono fondamentali e qui la disegnatrice ci sa indubbiamente fare.                                                                      In tutto questo però, alcune situazioni risultano essere davvero strane! Infatti è surreale vedere che una ragazza che è appassionata di cinema e che vuole diventare attrice, non sa cosa sia una comparsa. È importante dire che il “Method Acting” può essere rischioso in quanto l’attore può rimanere intrappolato nel personaggio ed essere vittima di crolli emotivi, ma la ragazza in una determinata scena non si rende nemmeno conto che un set è finzione e non la realtà. Si sfiora il ridicolo.
L’opera vorrebbe trattare la psicologia degli attori, ma nel primo volume questo intento non convince del tutto.

I personaggi sono molto stereotipati:

Kei Yonagi ha 16 anni, vive con il fratello e la sorella, la loro madre è morta. Il padre li ha abbandonati. Sogna di diventare un’attrice in modo da poter crescere i suoi fratelli senza problemi economici, cliché visto più volte nei Manga.

Sumiji Kuroyama è un regista di fama mondiale. Insieme a Kei è protagonista di alcuni siparietti che dovrebbero far ridere.

Arisa Hoshi è presidentessa dell’agenzia Stars, in passato era un’attrice ma per qualche motivo ha dovuto rinunciare alla propria carriera

Chiyoko Momoshiro, l’attrice bella e famosa del momento. Denominata l’angelo della Stars, è presuntuosa, perfida e dà l’impressione di essere l’antagonista della storia.

Akira Hoshi è attore e figlio della presidentessa della Stars.

Takemitsu Karasutama, Akane Yushima, Masaki Minamoto: Trio di attori emergenti, si intuisce che diverranno non solo colleghi ma anche amici di Kei.

Il tratto del disegno è pulito, gli sfondi sono quasi inesistenti, ci si concentra maggiormente sul rappresentare le espressioni e gli stati d’animo dei personaggi quando recitano. Come si evince dalle mie parole, il primo volume di Act-age non mi è piaciuto. Ha del potenziale, ma i personaggi e le vicende della storia non sono stati sviluppati in maniera tale da coinvolgermi. L’opera è ancora in corso in Giappone e forse chissà, nei prossimi volumi la narrazione subirà un’evoluzione convincente.

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