• Ven. Giu 18th, 2021

“The Eddy” è una miniserie TV drammatica, originale Netflix, ideata e sceneggiata da Jack Thorne che uscirà domani, venerdì 8 maggio.

Le mie impressioni in breve

Personalmente trovo che “The Eddy” abbia un grosso potenziale a livello di trama, nel complesso gli attori sono abbastanza bravi e si affrontano svariate tematiche, ma qui ci devo mettere un grosso punto. Mancano i colpi di scena inaspettati, manca una vera evoluzione non statica della trama e spesso il tutto risulta un po’ pesante.

È uno di quei “film perfetti quando non hai altro da vedere”.

Ma partiamo dal principio (ATTENZIONE contiene qualche spoiler):

Il “The Eddy” è un locale nella periferia di Parigi, il cui proprietario, Elliot Udo, è un ex musicista molto famoso in Francia. La morte del figlio Fred e i disguidi con la ex moglie lo fecero allontanare da New York, dove lasciò la figlia Jude molti anni prima.

Elliot e la figlia Jude

Jude oggi è appena adolescente, ma ha carattere, sa quello che vuole e sa come ottenerlo, rischiando però di risultare talvolta troppo infantile da cacciarsi in qualche guaio… o da cacciarci qualcuno al suo posto, come vedrete nella puntata dedicata a Sim, il barista del locale per cui Jude ha una cotta.

Non è un buon momento per il locale, gli incassi stanno calando, le persone si interessano sempre meno al jazz, ma un evento spiacevole cambierà radicalmente il corso degli eventi: Farid, socio e migliore amico di Elliot, viene ucciso, lasciando così la moglie Amira e due bambini.

L’omicidio di Farid avviene nella seconda metà della prima puntata e da lì in poi la tematica principale, per tutta la durata della stagione, sarà capire chi ha ucciso Farid e perché. Elliot si troverà spesso a dover scontrarsi con la giustizia e a fare i conti con degli imprevisti che gli complicheranno la vita.

Tra i suoi affetti più vicini c’è anche la sua band e Maja, la cantante, che è una delle persone a lui più care. Elliot si accorge dell’affetto che prova per Maja proprio quando lei riceve una proposta di lavoro e sta per andarsene, anche a seguito di alcuni litigi, e torna a darle quell’importanza che da tempo non le dava più.

Elliot e Maja

Maja è una figura che spicca di più nella seconda parte della serie, quando torna ad essere lucida e viene a conoscenza di tutti i retroscena illegali attorno alla morte di Farid.

Infatti Farid si era messo in contatto con un certo Sami, il capo di una grossa organizzazione criminale chiamata G-19. Anzi, per essere più precisi, Farid tramite Katarina la batterista della band, si era rivolto a Zivko, un tizio che riciclava denaro; è stato attraverso lui che Farid venne contattato da Sami, che voleva essere socio del club per diversi motivi: è un buon posto dove riciclare denaro, ed in più Sami adora in jazz essendo un grande fan di Elliot. Ma adesso basta con gli spoiler, spero che questa sinossi della prima puntata vi sia piaciuta e che vi abbia invogliato a vedere la serie.

È presente la regia dinamica di Damien Chazelle, produttore cinematografico statunitense nonché direttore del film musicale “La La Land” e l’influenza marocchina della regista francese Houda Benyamine.

Per quanto riguarda la sceneggiatura è ben presente la componente drammaturgica dello sceneggiatore britannico Jack Thorne.

La fotografia è affidata ad Eric Gautier, direttore fotografico francese. Tra le immagini che più ricorrono nella stagione, troviamo i primi piani di Maja mentre canta al locale con la band e quelli degli strumenti musicali, in particolar modo del piano, lo strumento di Elliot, e della tromba, quello dell’amico Farid.

La scelta della musica jazz, molto ricorrente nella stagione, è stata affidata a Glen Ballard, produttore discografico, talent scout e musicista di fama mondiale.

Per quanto riguarda l’interpretazione, a mio parere ci sono due livelli: da un lato quello più alto e profondo di André Holland, Elliot nella serie, che trovo si sia completamente immedesimato nel personaggio, facendo suoi sia i momenti felici che quelli tristi; dall’altro lato invece mi sento di collocare quasi tutti gli attori, poiché ritengo, per quello che ho potuto vedere, che nessuno di loro sia all’altezza dell’interpretazione data appunto da André.

Dal finale della stagione possiamo comunque intuire che la serie tv non finisce qui… STAY TUNED !

Voto: 7/10

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