• Gio. Giu 24th, 2021

L’Anello dei sette mondi-la recensione

Grazie a Renoir Comics abbiamo messo mano sul volume dell’anello dei sette mondi. Una fumetto di stampo fantascientifico, anche un po’ “apocalittico” se vogliamo, tutto made in Italy. Ai testi troviamo: Giovanni Gualdoni e Grabriele Clima, mentre ai disegni ed ai colori rispettivamente Matteo Piana e Davide Turotti.

La storia è semplice, non è noiosa ed è assolutamente scorrevole. Si alternano momenti di grande azione ad altri più riflessivi, che servono a spiegare magari alcune tematiche o dinamiche di quel mondo. Una narrazione che se pur lineare non manca di colpi di scena e momenti di phatos, specialmente sul meraviglioso finale. Una sceneggiatura pulita ed ottimale, ottimo uso delle inquadrature e della sequenzialità della narrazione, condita con dei bei dialoghi, semplici ma di impatto. Vorrei un attimo esprimere un leggero disappunto su queste due parti però: nonostante abbia detto che la sceneggiatura è ben realizzata (perché in effetti è così) si fa un po’ fatica a seguire il tutto per via di un uso confusionario delle inquadrature (ovviamente succede in un paio, forse 3, occasioni in tutto il fumetto, ma era giusto riportalo); per quanto riguarda i dialoghi, se pur efficaci e di sicura comprensione a tutti, avrei preferito fossero leggermente più ricercati, ma ammetto che questo possa essere più un gusto personale che un errore da parte dello scrittore.

Prima di passare ai disegni vorrei fare un piccolo focus sulla costruzione del mondo in se. Un struttura socio-politica veramente vasta, bene strutturata e per nulla difficile da comprendere anche tenendo conto della sua grandezza. Fra varie compagnie, caste sociali e ruoli governativi, tenere insieme e far legare tutto da un filo logico non è assolutamente semplice e mostra una grande maestria da parte dello scrittore.

Dal punto di vista artistico sono rimasto piacevolmente sorpreso dal tratto del disegnatore. Non è esattamente lo stile che più prediligo, ma lo trovo adatto a questo tipo di storie, non risulta noiso o fastidioso alla vista ed ha una cura molto buona per alcuni dettagli del volto. Anche sui colori non ho grandi rimostranze, azzecati per la maggior parte delle tavole, salvo forse quelle nei sotterranei che sono risultate troppo “luminose” per essere, appunto, nel sottosuolo.

Tirando le somme posso tranquillamente dire che l’anello dei sette mondi, è una piccola perla tutta italiana che merita di essere letta. Se dovessi scegliere a chi consigliarla, comunque, lo farei ad un pubblico che vuole tuffarsi in quelle atmosfere del genere fantascientifico anni 80-90 ma rivisitati in chiave moderna.

Voto: 7.5

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