• Mar. Set 21st, 2021

“Kids With Guns” – Un capolavoro di colori !

Il fumettista piemontese Capitan Artiglio riesce ad imporsi nel panorama italiano senza ricorrere a mezzi oramai abusati (come il fumetto comico/ parodistico con disegni arrangiati), sfruttando tutta la sua abilità e proponendo al pubblico una serie fresca ed innovativa, il cui successo è perfettamente meritato all’interno del marasma delle Graphic Novel italiane.

La “Bambina senza Nome” contro degli avversari

Nonostante il quantitativo importante di informazioni date al lettore nel solo primo volume, tra bande western, varchi spazio/temporali, teschi  dalla capacità di trattenere poteri mistici e donare abilità straordinarie al corrispettivo possessore, il tutto incorniciato da un mondo popolato da strani alieni e giganteschi dinosauri, il testo e la storia risultano sin da subito chiari e scorrevoli, con delle pagine che volano via una dopo l’altra, complici anche delle tavole ultra-dettagliate, ma non per questo troppo piene o stucchevoli. Elementi a prima vista discordanti tra loro, risultano già dopo poche pagine familiari e abituali al lettore, con l’immersione totale che Capitan Artiglio riesce a mettere in atto.

Panorama Urbano


La trama si sviluppa su diversi piani, andando ad intrecciare le vicende dei tre banditi Dave, Dan e Duke, ovvero i fratelli Doolin, figli del potente e temuto Bill (la Morte), capo di una pericolosissima banda criminale, il “Mucchio Selvaggio“, che imperversa in tutta la Valle. La vita di Dave cambierà per sempre quando adotterà una bambina, in seguito denominata “la bambina senza nome“; le sue origini sono sconosciute, e la piccola sembra non essere in grado di esprimersi a parole, il che rende ancora più misterioso il suo passato. Ma, addestrata dal padre adottivo Dave, e in seguito da una cacciatrice di taglie e sua amica, diventerà un’abile ed imprendibile bandita, alla quale si uniranno prima un mastodontico T-Rex e poi un gruppo di tre ragazzine, affascinate dalla sua rapidità e bravura con le pistole.  A seguito di alcuni incidenti, i tre fratelli scopriranno che i teschi ricevuti  in dono dal proprio padre sono in realtà dei contenitori dello spirito della Dea Madre, idolo della tribù originaria  del pianeta e oramai estinta, i quali racchiudono un potere talmente immenso da risultare fatale e distruttivo se non adeguatamente controllato. Due di loro, grazie a questo antico manufatto, sono oramai immortali, mentre Dave ha acquisito la possibilità di sfruttare una misteriosa energia in grado di abbattere gli avversari e aprire portali verso altri luoghi e realtà; sprigionando questo potere, verrà proiettato in una dimensione mentale dove avrà modo di venire in contatto con un antico sciamano, creatore dei Teschi di Moloch, che lo avverte del danno che quell’energia sta apportando al suo fisico e lo aiuterà ad allentarne il processo.  Sarà poi tramite il padre, che verranno a conoscenza del numero totale di questi artefatti e della possibilità, tramite essi, che venga  disintegrato l’intero universo, o la possibilità di costruire un mondo più prospero.

Alcuni dinosauri usati come mezzo di trasporto


Gli elementi scelti da Capitan Artiglio per arricchire la realtà in cui si muovono i personaggi sono profondamente diversi, ma armonizzati in maniera eccellente. La trama, parte delle ambientazioni e le prospettive delle vignette ricordano un classico western, pregno di saloon, sparatorie e vendette personali, e gli stessi antichi abitanti di quella terra sono perfettamente riconducibili al popolo dei nativi americani; contesto accompagnato da oggetti di tecnologia moderna, dinosauri sfruttati come mezzi di trasporto e combattimento al posto dei cavalli, e scenari urbani. Innumerevoli sono le ispirazioni, dalla cultura musicale dei Gorillaz (non a caso il titolo della storia è lo stesso di un loro singolo) ai manga shonen.
Tornando sulla parte grafica ogni sezione è un’illustrazione su cui soffermarsi visto l’innegabile capacità dell’autore di realizzare panorami ampi, particolarizzati e soddisfacenti allo sguardo; la creatività non manca e i tanti soggetti, tutti diversi, protagonisti o comprimari che siano, hanno una struttura interessante sotto il profilo del design. La colorazione ha poi fornito maggiore effetto nella cura dei dettagli, risalto delle scene e percezione di ampiezze e vastità dei luoghi.

Dave attiva il suo potere inconsciamente


I primi due volumi, pubblicati dalla Bao Publishing, sono stati una piacevole scoperta, difficilmente troveremmo dei difetti di cui valga la pena far menzione senza sembrare che stessimo ricercando il pelo nell’uovo; “Kids with Guns” è il fumetto di cui le librerie italiane necessitavano per presentare sugli scaffali un prodotto valido ed originale tra tantissime scopiazzature e materiale poco ispirato. Col terzo ed ultimo albo speriamo si chiuda degnamente una saga che, al momento, ha solo la nostra totale ammirazione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *