• Gio. Set 23rd, 2021

Il Migliore dei Mali- l’Uomo di latta: la recensione

Qualche giorno fa, la Shockdom, ci ha inviato il secondo numero de IL MIGLIORE DEI MALI, che onestamente non vedevo l’ora di leggere.

Lo scorso anno recensii il primo numero, che mi piacque molto, e mi lasciò con una grande voglia di leggere come sarebbe continuata la storia. Finalmente ho un pezzetto in più del mosaico.

Esattamente come ipotizzato dopo la lettura del primo numero, qualcosa bolliva in pentola, e in questo secondo numero ne ho avuto la conferma.

La premessa l’ho fatta, anche più lunga rispetto a mio solito, ora passiamo alla recensione vera e propria.

Il migliore dei mali è un fumetto italiano creato da Violetta Rovetto (in arte ViolettaRocks) e Marco Tarquini (in arte Tarma) rispettivamente storia e disegni.

Esattamente come lo scorso numero la storia, anche questa volta, convince fino in fondo. Per quanto semplice, è ricco di colpì scena, non ti annoia e a tratti porta quel senso di ironia che non guasta mai.

Ottima caratterizzazione dei personaggi, ognuno di loro ha un scopo nell’insieme della “banda”, ma funziona anche come solista, sinonimo di una grande cura nella costruzione del carattere dei personaggi principali. Lo stesso livello di cura, però, non è riservato anche i personaggi secondari ma qui non è un male, anzi, aiuta ancora di più a comprendere la validità dei protagonisti.

Mi è piaciuto anche il lavoro di sceneggiatura con le sue inquadrature, la sua gestione delle scene, e i dialoghi. Proprio sui dialoghi vorrei spendere due paroline: si vede quanto si voglia rimandare agli anni 90, e quanta ricercatezza anche nei modi di parlare ci sia stata, aspetto che personalmente ho gratido molto.

Violetta, lungo la storia, ha anche nascosto varie citazioni alla cultura Pop anni 90, un chicca molto carina e in linea con il racconto in sé.

Passando al disegno, invece, riconfermo quanto detto per il numero precedente, ovvero come non mi convinca. Non tanto per il tratto (il disegnatore ha il suo stile, che possa piacere o non piacere è un altro discorso) ma perché non lo trovo adatto al tipo di storia che si va a raccontare. Bello invece l’uso dei colori, i giochi di luce, l’uso delle ombre e le varie sfumature sia sui personaggi che sull’ambiente circostante.

Prendo un attimo in esame il lettering. Bello, poco da dire, mi piace la scelta dei caratteri e l’impostazione generale del tutto.

Per trarre le conclusioni anche questo secondo numero passa l’esame con ottimi risultati, una bella storia che ti prende e non ti fa annoiare. Lo sconsiglio a tutti coloro che vogliono un qualcosa di semplice ma non banale o noioso.

Voto: 7+

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