• Gio. Giu 24th, 2021

Siamo giunti al quarto capitolo della storia targata Kirkman e De Felici. Quando inizia a leggere il primo volume, mai mi sarei aspettato tali evoluzioni, nel bene o nel male. Ma ora vi spiego nel dettaglio.

Andiamo per gradi, prima andremo a parlare degli aspetti più “tecnici” del prodotto, poi vi dirò quello che penso e soprattutto perché, su alcuni aspetti di Oblivion Song.

Anche in questo nuovo atto, la trama regge benissimo non risulta noiosa o ripetitiva rispetto ai numeri precedenti, anzi. La forte coerenza con il lavoro precedente è sicuramente un grande punto a favore, insieme agli innumerevoli colpi di scena che Kirkman è solito mettere nelle sue opere. I personaggi, anche quelli secondari sono ottimamente caratterizzati e tutti hanno un ruolo nella storia, nessuno è messo a caso, il che rende la narrazione decisamente più appagante. Per cocleare il discorso sulla storia di questo numero 4, volevo sottolineare il grande focus sui rapporti interpersonali dei personaggi, un aspetto molto spesso sottovalutato ma che in questo caso viene esaltato e reso parte integrante della storia.

Ritroviamo, ovviamente, il buon Lorenzo De Felici ai disegni che si riconferma una delle promesse italiane del disegno all’estero. Il suo tratto non può essere confuso, è suo e basta. Anche in questo volume si vede il suo esercizio di stile, la sua capacità di adattare il tratto alla narrazione, la sua cura per le espressioni facciali, la maestria nel disegnare gli scenari sono tutti aspetti presenti in questo volume. Non dimentichiamo che è stato proprio lui a dare forma alla dimensione di Oblivion insieme a tutte le sue creature, una più bizzara e fantasiosa dell’altra. Adesso arriva un ma, nonostante la grande bravura del disegnatore non è questo l’aspetto grafico che più colpisce ma bensì il colore… Annalisa Leoni, la colorista, appunto, padroneggia il colore veramente in maniera impeccabile: la scelta dello stesso per ogni componente del disegno e il gioco si luci che è in grado di mettere in scena lasciano senza parole. Lei e Lorenzo sono una delle coppie di artisti italiani più promettenti al momento, sono sicuro sentiremo a lungo parlare di loro.

Ho detto la mia sul lato tecnico, adesso vorrei esprimere la mia perplessità su un punto.

Nathan, il protagonista che tutti conosciamo, non è assolutamente un eroe nel senso più a noi consono del termine. Commette molti errori e cerca di porvi rimedio, si può quasi dire che il senso di colpa a spingerlo più che il suo desiderio di aiutare gli altri. Sinceramente è proprio questo che ho sempre adorato di lui, l’imperfezione mi affascina sempre.

In Oblivion Song 4, però, questo suo senso di colpa viene portato troppo all’estremo si arriva quasi ad un punto di becera autoflagellazione priva di un vero fondamento logico. Nathan è un persona molto, molto intelligente e nonostante ha sicuramente le sue colpe e ne sia consapevole non dovrebbe arrivare a questo punto, quasi fosse un bambino capriccioso che deve per forza fare di testa sua fregandosene di tutto e tutti. Non ho molto gradito questo tipo di “evoluzione” nel personaggio, doveva essere trattato meglio.

Ovviamente non è il sole aspetto che esce fuori della caratterizzazione del protagonista, e non è nemmeno stabile lungo tutto lo scorrere della storia. Semplicemente nei momenti in cui viene esaltato questo aspetto ho decisamente storto il naso.

In conclusione, però: cosa ne penso di Oblivion Song 4? Si riconferma una grande saga, che merita di essere letta ma che non è assolutamente per tutti i palati.

Voto:8

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