• Mar. Set 21st, 2021

I ventuno vaffanculo di Zeno: un originale fumetto italiano

“Cosa fareste con gli ultimi giorni della vostra vita? Zeno non ha dubbi: quello che desidera è mandare a quel paese tutte le persone che gli hanno fatto un torto.”

Con un incipit del genere non possiamo certo aspettarci un banale fumetto; infatti, l’opera di Niccolò Roy Testi e Giulio Ferrara edita da Double Shot, è una vera e propria scoperta. La capacità di strappare qualche sorriso e l’inaspettata evoluzione “tenera” della vicenda sono gli elementi vincenti di questo fumetto. Certo, non vi aspettate chissà quale entusiasmante storia, stiamo parlando pur sempre del viaggio di un vecchio burbero, ma a volte quelle storie che ci sembrano assurde o pensiamo non facciano per noi possono stupirci.

Iniziamo quindi con il delineare in breve la trama di questo originale fumetto. Zeno è un anziano che, come purtroppo accade, viene messo di fronte ad una terribile diagnosi. A questo punto decide di seguire una sua particolarissima “black list”: andrà a trovare ventuno persone che nel corso della sua vita gli hanno fatto qualche tipo di torto e li manderà a quel paese. Nessuno viene risparmiato dalla sua furia vendicativa, ne vanno di mezzo anche un sacerdote e perfino un defunto. Si scopre, seguendo il cammino di Zeno, che la sua vita è stata profondamente segnata dalla guerra e l’ultima persona da mandare a quel paese è proprio il grande amore della sua vita, un amore che non resistette al conflitto. Ma qui la lista di Zeno si inceppa, forse c’è ancora voglia di vivere in lui.

Il personaggio di Zeno ci appare inizialmente come un vecchio rancoroso, solo e perennemente insoddisfatto della sua vita, e il cui unico desiderio prima di morire è quello di urlare contro le persone che gli hanno causato un qualche tipo di dolore: molto spesso si tratta di torti banali, alcuni risalenti addirittura ai primi anni di scuola. Quando bussa alla porta di Delta, la donna amata in gioventù, si blocca e non riesce ad urlargli contro quella parola che gli era uscita con così tanta facilità e soddisfazione per gli altri venti. Veniamo a scoprire che la donna, ormai anziana e su una sedia a rotelle, ha avuto una vita felice, e l’unica cosa di cui si dispiace non è di non essere andata in stazione quando Zeno è tornato dalla guerra, ma del fatto che con quel gesto lo ha reso un vecchio arrabbiato. Come spesso accade, la vita dà una seconda possibilità, e Zeno inizia a passare dei bei momenti con Delta ritrovando una serenità che sembra non abbia da parecchio tempo, o forse non l’ha mai avuta.

Questi sprazzi di felicità vengono a volte interrotti da flashback in cui il protagonista rivive alcune vicende di quando combatteva in guerra, in particolare il dolore provato per l’uccisione di un suo caro amico. Questo, unito all’abbandono della donna amata, ha reso Zeno un uomo infelice, tormentato dai vecchi fantasmi del passato: è proprio quando si prende coscienza di tutto ciò che ha dovuto affrontare che si riesce effettivamente ad empatizzare con il protagonista e ad essere contenti della felicità finalmente raggiunta. L’orologio regalatogli dal suo caro amico durante la guerra funge da simbolo decisamente azzeccato; infatti all’inizio Zeno si lamentava del fatto si fermasse spesso, mentre per tutto il tempo che ha passato con Delta non si è mai fermato…Si dice che quando si sta bene e ci si diverte il tempo vola, no?

L’originalità si riconosce anche nei disegni. I tratti spigolosi e poco armonici rispecchiano appieno il protagonista, e anche la scelta di utilizzare una tavolozza di colori molto limitata che va dal giallo al rosso risulta essere interessante e fa capire fin da subito che non si tratta di un comune fumetto (cosa percepibile anche solo leggendo il titolo).

Siamo giunti dunque alla fine della recensione di “I ventuno vaffanculo di Zeno”.  Personalmente, la lettura di questo fumetto all’inizio mi ha divertito e, alla fine, intenerito; non so se consigliarlo, è certamente una lettura piacevole, e il fatto che susciti delle emozioni nel lettore è sempre un elemento positivo anche se l’ho trovato un po’ troppo breve e con un finale affrettato.

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