• Sab. Set 18th, 2021

Thor: Inizia l’era di Donny Cates

Ci siamo, dopo la lunga gestione Aaron, è iniziato l’era di Cates. Astro nascente della casa delle idee, diventanto famoso grazie alla storia “Thanos vince”, passato poi su Venom e su un breve ciclo dei Guardiani della Galassia ha fatto ben presto parlare di sé, divenendo uno degli scrittori/sceneggiatori più amati del momento.

Questa volta, però, deve scontrarsi con una forte eredità: quella del Thor di Jason Aaron. Non assolutamente una sfida semplice, considerando il fatto che il ciclo sopracitato è uno dei più amati della storia del tonante, quasi al pari di quello di Walter Simonson. Sarà quindi in grado, la nostra stella nascente, di sopportare un tale peso? Sarà quindi in grado di scrivere un ciclo degno di tale eredità?

Prima di rispondere, in base ovviamente alla lettura del primo numero, facciamo un recap della situazione.

Il re degli elfi oscuri, Malekith, ha scatenato la guerra dei regni un enorme conflitto che ha quasi distrutto i dieci reami posti sul grande albero Yggdrasil. L’ultimo a resistere è stato Midgard, la Terra, che forte degli innumerevoli eroi che la popolano si è ersa contro i nemici.

In questo frangente uno su tutti si è distinto, Thor e le sue innumerevoli versione richiamate dagli angoli dello spazio-tempo. Il figlio di Odino, dimostratosi nuovamente degno del potente Mjolnir sconfigge il capo degli elfi oscuri e riporta la pace nei regni. Alla fine di questa guerra, il padre di tutti Odino, decide di lasciare tale onere al suo figlio prediletto. Ecco che abbiamo Thor, come nuovi RE DI ASGARD.

Da qui inizia la storia che Cates vuole raccontarci ed, evitando gli spoiler, cercherò di farvi capire perché secondo me questo è un ottimo starter point per questa nuova gestione.

Tutti conosciamo l’autore in questione, è esuberante, fuori dalle regole e decisamente sopra le righe. In questo primo numero non si smentisce, e capiamo subito che sarà un Thor diverso dal solito.

La storia è bella, ti intriga e ti coinvolge, ed è volta a farti arrivare determinate emozioni del Dio del Tuono che al momento si ritrova con un regno come Asgard da governare. Ce la sta mettendo tutta, ma sente che qualcosa gli manca. Proprio in quel momento, ecco che arriva il primo colpo di scena, un personaggio che nulla ha in comune con la storia di Asgard fa il suo ingresso. Da questo momento si aprono le danze, gli Dei e non solo si mobilitano.. una nuova minaccia è alle porte. In linea di massima è un trama molto lineare quella di questo primo numero, ma è il finale che apre delle svolte veramente imprevedibili e misteriose, in pieno stile Cates.

Per quanto riguarda la sceneggiatura, rimane sempre una garanzia, belli i dialoghi e le inquadrature così come la gestione dei personaggi nelle varie scene.

Al disegno, invece, troviamo Nic Klein (famoso per il suo lavoro su Deadpool) che mi ha colpito particolarmente. Trovo molto adatto il suo stile al Thor che Donny vuole raccontare, con una cura piuttosto marcata per alcuni dettagli (come il manico del martello) e capace di deliziarci con delle splash page incredibili. Ottimo anche l’uso del colore, specialmente per il nuovo design di Thor.

Per concludere vorrei giusto qualche precisazione: non è questa un vera e propria recensione, ma solo un primo punto di vista sulla nuova gestione, darò comunque un voto come è mio solito fare ma per una vera e propria revisione aspettiamo la fine della prima saga, almeno. L’altra cosa è che non vi aspettate l’inizio della gestione Aaron, sono due stile troppo differenti e soprattutto non c’è Ribic come disegnatore, in tutta onestà io però non l’ho rimpianto.

Per rimanere in tema di punti di vista aggiungerò quindi qui sotto le impressioni di Max, l’altro nostro capo-redattore, su questo primo numero del Thor di Donny Cates.

Ragnarok & Roll All Over Again

Scelta di titolo di paragrafo non casuale, che rimanda ai fasti del periodo Simonson. Si è appena conclusa la lunga gestione Aaron su Thor e già ci stiamo interrogando sul valore di Cates sul personaggio, quasi come se fosse uno scrutinio di merito sulle sue intenzioni.

Sappiamo che nell’arazzo narrativo di Thor vi sono ben poche run che posso definirsi classiche e seminali: quella di Simonson, leggendaria e antica come poche. Quella di Aaron è, tra quelle moderne, sicuramente qualche spanna sotto ma, considerati gli standard attuali, ben sopra la media, complice anche Ribic, prima, Dauterman, dopo. Impossibile saggiare, quindi, la bontà di Cates (su cui come Autore non può dirsi nulla, specie considerato il lavoro portato avanti da questo su alcuni personaggi secondari della Casa delle Idee), tuttavia vi sono stati almeno due suoi lavori rimasti poi lettera morta in punto di continuity, forse perché troppo ambiziosi o per altri motivi: La morte degli Inumani e i dodici numeri dei Guardiani della Galassia. La sensazione è che questo ciclo di Thor potrebbe rimanere proprio come quest’ultimi: un semplice punto sulla lavagna del tempo. I cambi apportati dal Cates sul personaggio non risultano così eccessivi, se non fosse per la parentesi dell’araldo finale (di cui abbiamo un’immagine qui sopra), dato che il resto sembra prefigurare una sorta di space quest a spasso per i limiti sconosciuti dell’Universo in compagnia per personaggi davvero pericolosi (quasi tutti toccati dalla penna di Cates). Su Klein abbiamo già speso un paio di parole e non posso che confermare il pregio e la qualità del suo tratto. Diverso il discorso concernente la storia, che per il momento non va oltre (come già successo per alcuni primi numeri del Cates) un 6. Solo il futuro saprà dirci quale sarà il posto di questo ciclo nel pantheon delle avventure del Tonante.


In definiva questo primo numero è un’ottima base, fa capire subito che Cates vuole portare quel vento di novità che serviva al personaggio.

Voto: 8

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