• Gio. Set 23rd, 2021

October Faction Vol. 4 e 5 – Recensione

Eccoci tornati con i volumi 4 e 5 di October Faction, I fumetti della Magic Press scritti dallo statunitense Steve Niles e disegnati da Damien Worm. Tempo fa ci eravamo occupati anche dei primi tre volumi, che fungevano un po’ da presentazione della famiglia Allen, il cui patriarca Fredrick è stato un cacciatore di mostri, ora sposato e dedito all’insegnamento universitario. I due figli (Geoff e Vivian) sono esperti nell’occulto e sono desiderosi di portare avanti la tradizione di famiglia per combattere le forze oscure.

Inizio subito questa recensione con una considerazione personale, ovvero che questi fumetti mi stanno prendendo sempre di più: la storia è un crescendo di intensità narrativa e, soprattutto in questi ultimi due volumi, le azioni ed i combattimenti tengono il lettore incollato alle pagine desideroso di sapere quale sarà la sorte dei nostri protagonisti.

La storia, come dicevo, si fa sempre più intrigante, infatti nel quarto volume Fredrick dovrà fare i conti personalmente con tutti i figli dei mostri che aveva ucciso quando era un cacciatore a pieno ritmo e che cercano vendetta per la sorte dei propri familiari. Verrà organizzata una vera e propria caccia all’uomo in una cittadina desolata, e, se non fosse stato per il coraggio e la caparbietà di tutti i membri della famiglia, Fredrick se la sarebbe vista brutta. È proprio dopo aver visto con i suoi occhi quello di cui sono capaci i suoi figli, e la potenza che hanno potuto raggiungere i loro poteri, che il nostro Fred deciderà di ritirarsi definitivamente (forse) dalla sua carriera e lasciare il posto ai figli, aiutati da Deloris, Dante, Lucas e Phill. Ci sarà anche una new entry in famiglia, Erik, un non morto che rifiuta la sua condizione e vuole abituarsi a nutrirsi come un essere umano. Il quinto volume vede protagonisti assoluti i figli di Fred: a quanto pare dovranno combattere un potentissimo “uomo-capra” che trasforma gli esseri umani in mostri.

Sui disegni non ho nulla da aggiungere rispetto alla scorsa recensione, mi piacevano già nei primi volumi, soprattutto i disegni celebrativi a pagina intera. I personaggi che ho preferito meno per come sono stati disegnati sono i vampiri, che magari mi sarebbe piaciuto fossero più mostruosi, feroci e meno cartooneschi. La caratterizzazione dei personaggi è la cosa migliore, soprattutto per quanto riguarda il discorso introspettivo su quanto ci sia di umano nei mostri e viceversa.

È sicuramente un fumetto che incuriosisce, e spero vivamente che i seguiti siano altrettanto validi, se non migliori.

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