• Ven. Giu 18th, 2021

Dark – Il capolavoro Netflix da recuperare

Lo scorso 27 giugno è uscita in tutto il mondo la terza ed ultima stagione della serie evento tedesca targata Netflix.

Scritta da Baran bo Odar e Jantje Friese narra la storia della misteriosa città di Winden in Germania. I protagonisti assoluti di queste tre stagioni sono Jonas (Louis Hofman) e Martha (Lisa Vicari).

Il punto di forza di questa trama e allo stesso tempo ciò che non ha convinto quelli a cui la serie non è piaciuta, è l’incredibile complessità dei fatti. Certo, non bisogna esagerare, la storia si segue molto bene (a meno che non passiate la maggior parte del tempo al telefono) ed alla fine rimarrete assolutamente soddisfatti. Certo non tutti i nodi vengono risolti e chiariti al 100% in un certo senso, ma questo rende ancora di più il messaggio che lascia e vuole dare Dark.

L’unico difetto che gli si può rinfacciare è il non aver fatto almeno una puntata in più nell’ultima stagione per approfondire un’ ultima volta alcuni piccoli aspetti. Si tratta proprio di sottigliezze ma qualche minuto per approfondire o delineare meglio certi aspetti sarebbe stato perfetto e non eccessivo.

Lo stile registico adoperato in tutte le tre stagioni, con qualche ritocco poi nella terza, è veramente sbalorditivo e quelle tipiche scene (circa una ad episodio) con un brano sotto per fermarsi meglio su quella scena è un qualcosa di veramente geniale e funzionale.

Gli attori, per lo più sconosciuti al grande pubblico, hanno dato veramente prova di loro confermandosi capaci e genuini. Una serie questa, sopra le righe (che deve essere vista assolutamente da tutti), specialmente per i divoratori seriali di serie tv.

Dark non è solo il titolo della serie ma proprio lo stile complessivo di quest’opera. Violenza presente ma in dosi “normali” e ben calcolate, i tratti semi horror (soprattutto nella prima stagione) immergono immediatamente lo spettatore in questo contorto e sbagliato mondo.

Piano piano che si procede con la visione si aggiungeranno domande alle quali avrete risposta nella puntata subito dopo o addirittura nell’ultima. Interessante come tutta questa storia che si dirama sempre di più ci viene quasi supportata scientificamente, rendendola ancora più intrigante ed appassionante.

Dark inoltre dimostra che per far parlare di sè non serve inserire forzatamente temi attuali (non tutte le storie della nostra vita includono tutto e tutti no?), basta sapere cosa si scrive e saperlo mettere in scena nel migliore dei modi.

Per alcuni però, il non avere risposte semi immediate potrà risultare fastidioso, ma proprio adesso che è disponibile nella sua interezza e potete finirvela in pochi giorni in modo da tenere una continuità, vi consigliamo caldamente il recupero di questa serie che potrebbe veramente rimanervi nel cuore.

Senza anticiparvi troppo, nel finale prima dell’epilogo la musica che sentiamo sembrerebbe un tributo alla colonna sonora del monologo di Rutger Hauer in Blade Runner: che sia vero o sia solo una coincidenza (ma come ci insegna Dark, nulla accade per caso) ciò rende la scena ancora più poetica e struggente. Chissà se anche la famiglia Tannhäus non sia un rimando alle celebri porte di  Tannhäuser citate da Roy Batty nel suo monologo finale.

In conclusione Dark non è altro che una grande e poetica storia d’amore mossa dai sentimenti più puri dell’essere umano. Considerando tutti i fatti e tutte le stagioni, non posiamo che giungere a questa conclusione, lasciandoci ancora di più un senso di vuoto e di fine, che abbiamo ogni volta finisce una serie TV che abbiamo amato.

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