• Gio. Set 23rd, 2021

Questa volta non parleremo di un singolo numero del rilancio Dc Panini in Italia, ma bensì di tutto il resto della line-up mancante (quindi tutte le testate al momento note, escluse Superman e Lanterna Verde). Abbiamo optato per questa scelta per due motivi: 1) evitare di creare un qualcosa di troppo dispersivo, 2) perché non volevamo portarvi articoli troppo corti.

Questo articolo sarà scritto a quattro mani con Massimiliano Perrone, altro responsabile e cofondatore di questo progetto.

Tengo anche a precisare il fatto che, essendo solo dei numeri uno, non saranno delle vere e proprie recensioni ma bensì uno spunto di discussione su questo epocale rilancio italiano. Leviathan sarà escluso da questo articolo perché abbiamo deciso di recensirlo direttamente ad evento concluso.

Ora bando alle ciance ed iniziamo.

SUPERMAN/BATMAN

Forse questa era la testata più incerta secondo me, un’idea di team-up che non mi entusiasmava. Fortunatamente mi sono ricreduto almeno da questo primo numero.

Disegni e storia sono affidati rispettivamente a: Joshua Williamson, David Marquez , un’ottima accoppiata. I disegni sono gradevoli e la storia procede bene. Ad ora, considerando solo il primo numero, direi che la dinamicità dei disegni è il punto forte.

Adesso tocchiamo il punto che veramente vi interessa: è possibile iniziare a leggere direttamente da questo numero 1? Si! In questo caso è possibile iniziare da qui senza problemi, basta tenere conto alcuni collegamenti a Metal ma che comunque vengono spiegate anche durante la narrazione.

Viste le svariate critiche delle ultime settimane per alcune traduzioni di questo nuovo lancio DC, mi sento in dovere di dirvi che in questo caso specifico non ho trovato tali problematiche.

Perciò non abbiate timore di acquistare questo primo numero di Batman/Superman, potrà essere letto senza problemi.

Questo primo numero passa tranquillamente l’esame, aspetto con ansia il numero 2

Voto: 7

JUSTICE LEAGUE

Passiamo ora a Justice League, il super gruppo più famoso e amato di casa DC, un gruppo iconico tanto quanto gli Avengers e che gran parte di noi ha visto evolversi più volte nel corso degli anni.

Da questa testata così importante mi aspettavo molto, soprattutto da questo numero che per noi lettori italiani dovrebbe segnare un nuovo punto di partenza. Devo dire che non sono affatto rimasto deluso, anzi, ho finito di leggere il fumetto con un bel sorriso sulle labbra.

È esattamente quello che ti aspetti da una strofa sulla JL. Piena di azione, di pericoli e di personaggi iconici e nuovi (destinati a diventare iconici). Grandi conferma e immensi ritorni contornano questa prima storia, con ovvi riferimento a “L’anno del criminale” è comunque un perfetto punto di partenza per i nuovi lettori. Capace di coinvolgere e darà da subito un’idea generale della situazione che si sta vivendo.

James Tynion IV e Scott Snyder hanno saputo gestire veramente bene la narrazione, un prima storia che non vi farà vedere l’ora di scoprire il resto.

Assolutamente un ottimo punto di partenza per tutti, ed anche qui non ho riscontrato errori nella traduzione.

Voto 8.5

Batman (Connect e #1)

Per quanto riguarda Batman, problemi di traduzione a parte (come già sottolineato altrove), il volume Connect riprende le redini successivamente a Knightmares, con The Fall and the Fallen. Notoria la caduta qualitativa nello storytelling di Batman, specie dopo l’arco narrativo del matrimonio fallito (davvero ci si aspettava qualcosa di diverso? Voglio dire, neanche Colosso e Kitty si sono sposati), questi ultimi due archi narrativi non fanno eccezione e, probabilmente, scontano il fatto che King già sapesse che non avrebbe mai finito Batman con il numero 100. Continua quindi la quest for hope di Bruce Wayne, il quale si strugge nell’immaginarsi una vita parallela con Selina, al prezzo di non essere però più Batman. Questo dimostra un notevole shift nella sua personalità, il Batman di King crede nella speranza e nella redenzione, diversamente dal Crociato di Morrison o di Snyder. L’arco narrativo riprende altresì la relazione col Thomas Wayne (con cui collide in un interessante scambio di pugni e calci) di flashpointiana memoria, sostituendo lui alla Batman Family a cui siamo abituati, ecco anche perché, all’inizio di City of Bane, Batman sia virtualmente solo. Sempre fenomenale il team artistico di Mikel Janin e Jordie Bellaire, anche se si tratta di uno stile diverso dal solito, piegato anche ad esigenze di storytelling. Tuttavia persiste, da questo punto di vista, la lacuna più grande. King non ha mai offerto una spiegazione concreta e soddisfacente concernente i motivi, ed il ritorno, di Thomas Wayne (di Flashpoint), il che avrebbe avuto molto più senso, specie per quanto riguarda gli eventi successivi a The Button (la Spilla, da noi), ovvero al modo in cui Thomas Wayne si sia ritrovato nella linea temporale principale. Una lacuna non da poco.

Il numero 1 dello spillato regolare prende invece le mosse dallo status quo di Gotham dopo gli eventi di Fall and the Fallen, ancora non è chiaro da quanto manchi Bruce a Gotham, sicuramente da abbastanza tempo da aver permesso a Bane di impadronirsi della città, lasciando il compito di vigilante a Gotham Girl (ma non era morta?), dato che né la famiglia né la JL paiono essere interessati a Gotham. Si tratta, diversamente dall’arco narrativo sopra menzionato, di un ritorno all’azione per King, dopo una serie di archi narrativi opachi e poco concreti, con una storia spalmata su 12 capitoli. Riuscirà Bruce a sconfiggere Bane dopo che questo ha spezzato il nostro Batman più di una volta? Specie dopo gli eventi con Thomas Wayne?

Osservabile anche un cambio di marcia relativamente allo storytelling, se negli archi narrativi Batman guardava sempre al passato, qui possiamo vedere come il focus sia sull’avvenire, sul futuro. Interessante anche l’utilizzo di Joker e dell’Enigmista come detective della GCPD, una sorta di what if molto apprezzato. Tony Daniel e Mitch Gerads (insieme a Tomeu Morey, pupillo di Clay Mann) svolgono un lavoro eccellente, tanto sul mondo quanto sui personaggi, ricordando la versione videoludica di Gotham City (ovvero Arkham City e quella di Arkham Knight). Ma è sicuramente il nuovo Cavaliere Oscuro a essere interessante, senza spoiler possiamo dire che King ha sentito le critiche verso un personaggio in particolare e ne ha riscritto alcune caratteristiche, ed il risultato si vede tutto. Ottima l’apparizione in chiusura, densa di implicazioni per la prossima saga di Batman di King, di Catwoman. Nel numero successivo prosegue la storia, con l’introduzione ufficiale del nuovo Dinamico Duo e di altri personaggi, tra cui Atom e Kite Man, ancora latitante Bane. Con questi due numeri King dimostra di essere in grado di tenere ancora perfettamente Batman, ma solo quando si tratta di storie action oriented e non introspettive.

Voto: 6.5 per The Fall and the Fallen/7 per i primi due numeri di City of Bane

Aquaman (spillato)

Diversamente da altri personaggi, Arthur Curry non gode del trattamento Connect e si presenta direttamente con uno spillato sostanzialmente insipido, due storie, entrambe incomplete. Dato che il numero 47 riguarda la seconda parte di Unspoken Waters, mentre il 48 l’inizio di un nuovo arco narrativo. Posto che non sono un grande fan del personaggio, avendone lette ben poche run di recente (l’ultima relativa al Trono di Atlantide, firmata Johns/Reis), apprezzabile è lo sforzo della scrittrice (la DeConnick) nell’imbastire una mitologia concreta e solida per un personaggio spesso bistrattato e considerato la copia inutile di Namor, con una storia matura con diversi punti di interesse, umani e divini che siano. Sicuramente fuori di testa, da un punto di vista qualitativo, è lo stile di Robson Rocha (merito anche di Sunny Gho e Daniel Henriques), specie nelle pagine finali. Il numero successivo, che vede il clone di Capullo, Viktor Bogdanovic, ai disegni, funge da nuovo approdo per i lettori e vede un breve recap delle vicende di Aquaman, a cui si aggancia una lotta metaforica con il Mother Shark, uno squalo servente da porta per il mondo al di là, un essere con cui Arthur dovrà fronteggiarsi per scendere a patti con la propria mortalità. Fin dal suo arrivo al numero 43, lo stile della DeConnick è risultato essere lento e abbastanza cauto, ma questo le ha permesso un totale controllo del personaggio e delle vicende attorno a questo, coadiuvata da un team artistico stellare, forse è la volta buona che di Aquaman si parlerà in bonis.

Voto 7 (a causa della parzialità sia del primo racconto, che si inserisce in una storia a cinque parti; sia del secondo, che costituisce solo la prima metà di una storia). Sarebbe stato utile fornire un Connect per Unspoken Waters, coprente i numeri da 43 a 47, il quale avrebbe permesso al lettore un vero e proprio starting point.

FLASH

Passiamo al “numero 1” di Flash, dove troviamo Rafa Sandoval, Joshua Williamson alla realizzazione.

La storia non è noiosa, procede bene se pur in maniera molto lineare. La sceneggiatura è ben scritta, le varie inquadrature sfruttate ottimamente. Complice anche un disegno che ben si sposa con la dinamicità di flash e delle sue storie, unito ad un sapiente uso dei colori.

Nel complesso nulla che ti faccia veramente rimanere con il fiato sospeso o quanto meno coinvolto nella lettura. Un pregio, nonostante questo, c’è: aver messo un buon numero di vicende sul tavolo che se sviluppate a dovere potrebbero tirar fuori una bellissima storia.

Grande problema dell’albo in sé è che difficilmente capirete qualcosa se non avete letto le saghe prime, per via dei troppi riferimenti ai numeri passati di rinascita e non solo. Quindi se siete dei neofiti per quanto riguarda il corridore scarlatto, vi conviene recuperare altri numeri prima.

Voto:6

WONDER WOMAN

Per la realizzazione di questa storia troviamo: Lee Garbett, Jesus Merino, G. Willow Wilson.

Devo essere onesto non amato particolarmente questa storia, nonostante o disegni fissero veramente bellissimi il resto non mi ha convinto molto, ma andiamo con ordine.

Anche in questo albo troviamo lo stesso problema di Flash, non è esattamente consigliato ad un nuovo lettore perché potrebbe rimanere confuso, per via di informazioni mancanti, ma insomma è un po’ un problema dei vari numeri 1 di questo rilancio italiano (non per tutti, ovviamente).

Ho voluto menzionare subìto questo problema, perché la debolezza della storia non è data dalla scelta editoriale della Panini, ma dalla scrittura in se.

È stata troppo confusionaria, poco accattivante e decisamente non scritta bene. Nonostante il colpo di scena finale che mi lascia ben sperare.

Voto:6

HARLEY QUINN

In questo caso sono stato piacevolmente sorpreso, mi sono veramente divertito nel leggere questo primo numero.

La storia non è impegnativa ma intrattiene, i personaggi sono gestiti a dovere ed anche le varie inquadrature non cozzano con il resto. Il disegno ben di sposa con il tipo di storia che viene raccontata.

Questo primo numero mi ha convinto perché è coerente con la protagonista, non è un qualcosa da prendere troppo seriamente ma riusciamo, comunque, a scorgere alcuni lati interessanti di Harley. Insomma, nel complesso, sono stato soddisfatto Mirka Andolfo, John Timms, Sam Humphries, Mark Russell (i realizzatori di questo albo) hanno fatto un buonissimo lavoro.

A differenza dei precedenti due, questo è un ottimo starting-point per il personaggio.

Voto:7

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