• Mar. Set 21st, 2021

Complice il caldo, il lavoro, lo studio, questa recensione arriva con un bel po’ di ritardo sulla tabella di marcia. A cui si somma anche l’imminente trasferimento a Torino. Ma si sa, chi va piano, va sano e va lontano.

Recensione dell’edizione cartonata, edita da saldaPress, di Nuovo Mondo di Ales Kot e Tradd Moore (con Heather Moore). Il nuovo racconto distopico (nonché ucronico) di Ales Kot.

Nuovo Mondo di Ales Kot e Tradd Moore si presenta fin da subito come un prodotto estremamente solido, qualitativamente elevato, ancorché derivativo non solo di opere fumettistiche (la tematica degli amanti nati sotto una cattiva stella, le space sagas, la “guerra” tra esseri diversi sfociante poi in una situazione simil Romeo + Giulietta, le situazioni alla Black Mirror S2, Hunger Games e Dredd) ma anche di altri medium. Alla base la trama è sempre questa: “Due soggetti diversi ma fin troppo simili si incontrano e si innamorano, decidono quindi, per necessità o virtù, di scappare dalla propria vite e dai propri usi e costumi locali, figli del mondo oppressivo in cui vivono, per ricercare la felicità e l’amore, la loro definizione di Nuovo Mondo.

Quello che spicca, in questa miniserie di cinque numeri, ennesima “sleeper hit” di casa Image è sicuramente non tanto il comparto narrativo, quanto quello artistico di Tradd Moore e colorista.

Il Moore, già visto all’opera nella Casa delle Idee con Donny Cates, risulta avere uno stile fuori dall’ordinario, per certi versi simile a quello di Michael Allred e della moglie, psichedelico, esagerato, grottesco, rotondo ai limiti, quasi cartoon, piatto ma sullo stile di Murakami. Il sublime risultato, tanto che alcune splash pages sono davvero fuori di testa, è sicuramente amplificato anche dalla colorista, la moglie di Tradd, Heather Moore.

Scelta insolita, dato che Tradd è stato di recente visto al lavoro su Silver Surfer Nero della Casa delle Idee, con Dave Stewart ai colori e Donny Cates alla storia. La scelta della moglie come partner può spiegarsi forse come ulteriore rafforzamento dell’intesa artistica sul racconto.

Oltre a questi due nuovi pesi massimi, le copertine, sia normali sia variant, possono vantare del trattamento di Tom Muller, già graphic designer della Age of X-Men (rilancio Hickman dei mutanti). Interessante notare anche come l’anno del racconto sia il 2037, Kot non è nuovo a questo genere di rimandi all’assetto geopolitico reale, ricordiamoci anche del suo Soldato d’Inverno, nonché ai costumi etico-sociali di riferimento. Oltretutto per Kot questo è il secondo titolo ucronico creato, il primo fu Days of Hate, in Italia edito da Eris Edizioni, la cui sinossi ricalca forse fin troppo l’attuale momento storico:

“Stati Uniti d’America, 2022. La supremazia bianca è al potere. Due donne vengono divise da un terribile lutto. Una finisce nelle braccia dello stato di polizia che controlla l’ordine pubblico e sociale. L’altra sceglie di combattere contro i suprematisti bianchi per rabbia, per odio, per il diritto alla propria identità e alla libertà. Questa è la storia di una guerra, una tragedia in due atti che porta il lettore in viaggio per degli Stati Uniti cupi, feroci, senza speranza dove l’unica alternativa possibile sembra essere o la violenza, la guerriglia, o una resistenza più sottile per non cedere alle pressioni psicologiche del sistema”.

Molto simile a quello dell’attuale Nuovo Mondo, dove l’incipit segue il seguenti leitmotiv:

In un futuro fin troppo vicino al nostro, l’America è sconvolta e distrutta da alcune esplosioni nucleari (musica di Kenshiro in sottofondo), a questo seguirà una fittizia ma probabile Seconda Guerra Civile che dividerà gli USA in quattro aree ben separate fra di loro. Il racconto parte dalla zona della Nuova California. Si riporta per convenienza anche la quarta di copertina italiana, dove vi è una sinossi ben fatta sul contesto di riferimento.

“[…]USA dopo la terribile Seconda Guerra Civile Americana. Un hacker vegano sempre pronto a mettersi nei guai e una poliziotta edonista star di un singolare reality show in onda 24 ore su 24. Due persone che non avrebbero dovuto nemmeno incontrarsi e che, invece, si innamorano l’una dell’altro. L’intera Repubblica della Nuova California gli darà la caccia. Ma loro scappano. Scappano, sparano e si amano in un trip lisergico di forme e colori“.

Tornando alla trama, si tratta di una space/love opera dai canoni non tradizionali ancorché, come detto sopra, derivativi. La storia prende il largo da due personaggi (Stella e Kirby), diametralmente opposti, sia fisicamente che assiologicamente. Immersi in un contesto fanta-politico vicino ad Hunger Games/Battle Royale, dove il mondo delle telecamere e quello della realtà si sono indissolubilmente fusi in un mondo a-la truman show (il cui Rubicone è dato da una ipotetica Seconda Guerra Civile Americana), troveremo la nostra protagonista (Stella) impegnata in una battaglia tanto fisica quanto morale, contro dei principi in cui non ha mai creduto veramente, nonostante gli insegnamenti del Nonno (un personaggio di alto calibro nella storia). Numero due dei Guardiani, gli enforcers della legge locali, le cui decisioni vengono confermate in diretta televisiva dagli spettatori, eterna seconda poiché troppo attaccata al valore della vita umana, un valore non così alto secondo quegli standard televisivi. Il secondo protagonista è invece Kirby, figlio dell’era tecnologica (fin troppi i richiama al mondo 4.0), mago della cyber-warfare e del not-so ethical hacking, inizierà una “guerra” con la nostra Stella, inizialmente di matrice politica, infine di matrice sentimentale ed ideale.

Inutile dire come Nuovo Mondo si concluda in un modo tale da far pensare certamente ad un sequel. Sicuramente questo volume rimarrà negli annali del mondo del fumetto più per lo splendido comparto artistico, come già detto sopra, che per l’apparato narrativo. Ales Kot è bravo nel creare storie politiche (o fanta-tali), ma in questo caso ha forse voluto mettere troppa roba in “una stanza troppo piccola”. Chiaro che il lettore troverà, invero molte volte nel corso della lettura, argomenti che conosce e con cui è d’accordo o meno. Vi è però quella sensazione che si tratti di un macro-universo di argomenti gettati un po’ a casaccio. Il che è un peccato, visto il meraviglio aspetto grafico del racconto. Si tratta comunque di una miniserie di alta qualità che non disdegna l’introspezione su temi futuri, ma in realtà molto attuali e imminenti, ma che nel farlo si perde un po’ per strada a volte. Fortunatamente Tradd e Heather fanno un egregio lavoro nel non perdere il lettore per strada e tenerlo, perciò, a bordo del racconto. Per dirla in brevissimo, non è un capolavoro, ma è certamente un divertente passatempo con argomenti non proprio facili da digerire, accompagnati da una parte artistica a cavallo tra il lisergico e l’eccesso senza limiti.

7/10

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