• Gio. Set 23rd, 2021

Hanna 2 – La recensione

Arriviamo un po’ ritardo, ma ecco anche la mia recensione sulla seconda stagione di Hanna.

Ringrazio Amazon per averci permesso di vederla in anteprima, anche se purtroppo non sono riuscito a scrivere la recensione prima di ora. Ma bando alle ciance ed iniziamo.

Farò un breve riassunto della trama, dopodiché un breve punto della situazione della stagione precedente e si partirà con la recensione vera e propria.

Hanna è una bambina molto speciale, data via da sua madre ad una strana agenzia, viene modificata in laboratorio per diventare più forte, agile e veloce. Ripensandoci, però, la madre convince l’agente Erik Eller a liberare la piccola. Dopo la fuga la madre di Hanna muore, ed Erik la crescerà come una figlia, nella foresta. Preparandola sotto ogni punto di vista, o quasi, ad affrontare il mondo.

Nella scorsa stagione, abbiamo visto il percorso di Hanna che si approccia per la prima volta al mondo esterno. Ha sperimentato cosa significa essere un’adolescente, ha capito da chi la stava proteggendo il padre adottivo, è riuscita a scoprire la verità sul suo passato e su chi lei sia. Ha scoperto che il progetto che l’aveva creata non è stato archiviato, quindi si adopera per andare a salvare le altre ragazze. In questa missione, però, perde il padre e si ritroverà a doversi occupare della sola ragazza che ha deciso di seguirla.

Ora che abbiamo fatto tutte le premesse, iniziamo con la recensione vera e propria.

La trama mantiene i ritmi action con un pizzico di dramma, proprio anche della prima stagione, caratteristica che ho apprezzato parecchio. La cosa che cambia, invero, o che si evolve, sono i tipi di dramma che vengono affrontati. Se prima avevamo una Hanna più “bambina” impegnata oltre che a salvarsi la vita ad affrontare i problemi adolescenziali, in questa stagione ha un approccio più materno in quanto si sente responsabile per Clara. Come ci avevano abituato precedentemente, nemmeno qui mancano i colpi di scena, anche qui nessuno è quello che sembra, sia in positivo che in negativo. La trama è accompagnata poi da una buonissima sceneggiatura, con un’ottima gestione delle inquadrature, in particolar modo nelle scene d’azione. Un altro punto forte sono stati, secondo me, i dialoghi.

Passando invece ai personaggi troviamo una buonissima scrittura ed un evoluzione non da poco dei vecchi protagonisti. Ora vi spiego: Hanna (interpretata da Esme Creed-Miles) ha sicuramente sviluppato un senso materno, per via del fatto che è responsabile per Clara ma anche un senso di diffidenza non da sottovalutare verso chiunque, ancora più di prima non vuole rispettare nessuna regola, vuole fare sempre e solo come dice lei proprio perché non si fida più di nessuno. Abbiamo poi Marissa Wiegler (interpretata da Mireille Enos) colei che nella prima stagione era la villain per buona parte delle puntate, la ritroviamo qui intenzionata a terminare quella sorta di percorso di redenzione per avvicinarsi sempre di più ad Hanna, che quasi considera come una figlia, nonostante quello che la ragazza pensa di lei non demorderà nel tentare di fare capire a “sua figlia” che si può fidare di lei. Passando a Clara, questo è un personaggio che ho trovato piuttosto interessante. Forte, veloce ed agile come Hanna, risulta più testarda e sprezzante delle regole, proprio questa sua impulsività la rende facilmente manipolabile ma, allo stesso tempo, comprensibile fino al punto di sviluppare una sorta di empatia verso di lei. L’aspetto che più di tutti vediamo rimarcato, almeno nelle prime puntate di questa stagione, è il suo disperato bisogno di trovare la madre di capire perché sia stata abbandonata e se sia mai stata amata, questo renderà Clara una facile pedina di gente molto più spietata.

Ci sarebbe ancora un personaggio chiave della serie: John Carmichael, il villain di questa stagione, che ho trovato un po’ insipido (è infatti una delle mie perplessità) un uomo senza scrupoli e dedito al suo incarico, non si fermerebbe davanti a nulla. Tuttavia, l’insipida caratterizzazione ne ha pesantemente minato la struttura seriale.

Altra perplessità che ho avuto, tra le altre, è questo rimarcare troppo l’inesperienza, fra molte virgolette per Hanna, ed il lato infantile sia suo che di Clara. Nonostante il loro passato e le loro “credenze”, ancora cadono vittime dei propri istinti ed ancora si fanno manipolare. Capisco che siano adolescenti, ma non di certo comuni.

Insomma, alla luce di quanto ho appena detto mi sento vivamente di consigliare questa serie in generale, specialmente agli amanti del genere action. Fatemi sapere se riscontrerete o avete già riscontrato le mie stesse perplessità.

Voto:7.5

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