• Gio. Giu 24th, 2021

“Il Confine” è il nuovo titolo di Sergio Bonelli Editore ideato dagli sceneggiatori Mauro Uzzeo e Giovanni Masi, con la collaborazione visiva di Lorenzo “LRNZ” Ceccotti (copertine), Emiliano Mammucari (character design e supervisione colori), Federico Rossi Edrighi (layout) e la grafica di Fabrizio Verrocchi. Si preannuncia come il primo progetto crossmediale di questa casa editrice, e infatti, già da un primo sguardo, si riescono a percepire degli elementi comuni a serie tv cult come Twin Peaks, Lost, e anche la più recente Dark, ovviamente mantenendo una propria originalità. Un progetto molto ambizioso quindi, quello di partire dal fumetto per poi realizzare anche una serie live action coprodotta con Lucky Red, romanzi, giochi di ruolo e forse anche altro. Ma diamo ora un primo sguardo alla trama di questo nuovo e coinvolgente titolo.

Sulle Alpi, al confine tra Italia e Francia, svanisce misteriosamente un pulmino che trasporta una scolaresca in gita. Questa tragedia porta le autorità italiane e francesi a dover collaborare per risolvere il caso e tra gli inquirenti spiccano Laura Denti, che fa parte dell’Interpol italiana, e Antoine Jacob, consulente francese e grande conoscitore delle foreste in cui è avvenuta la sparizione. La prima ipotesi avanzata è che i ragazzi e gli insegnanti siano stati vittime di una valanga che ha travolto il pulmino in cui viaggiavano, tuttavia la misteriosa riapparizione del mezzo senza nessuno dentro e con uno strano simbolo disegnato su un fianco, sconvolge completamente le indagini. Cosa è accaduto realmente ai ragazzi scomparsi?

Questo è l’interrogativo che ci accompagnerà durante tutta la lettura dei primi quattro volumi di questo fumetto. Il Confine cattura l’attenzione del lettore al primo colpo, precisamente con la tavola d’apertura, infatti il tragico incidente è la punta di un immenso iceberg di intrecci, enigmi e macchinazioni che queste prime sessanta pagine lasciano solo presagire. Lo stile narrativo è già pensato per i successivi adattamenti: il realismo la fa da padrone, i contenuti sono adulti e contemporanei (con tanto di dialoghi realistici, scene di sesso e sangue in bella vista), il ritmo è veloce ed i colpi di scena sono pronti a sconvolgere il lettore proprio quando si pensa di essere giunti alla soluzione.

Ecco, forse l’unico difetto che riesco a trovare è proprio la troppa velocità della narrazione, che rende difficile empatizzare con i personaggi, tra l’altro molto interessanti e complessi caratterialmente. Infatti, i due investigatori, Laura ed Antoine, sono figure dal carattere molto difficile e controverso rispetto al ruolo che ricoprono, però il lettore viene a poco a poco a scoprire che questo è dovuto ad un passato doloroso di cui si hanno solamente brevi cenni.

L’ambientazione si sposa perfettamente con il tipo di storia che si vuole raccontare: le montagne innevate offrono uno scenario suggestivo, misterioso e pieno di insidie. Inoltre l’idea di ambientare questi fumetti tra Italia e Francia rende molto bene il concetto di “confine” anche geografico. Infatti non sono pochi i riferimenti alle diversità culturali dei personaggi, italiani e francesi, con battute e allusioni a stereotipi a go-go: noi tutti siamo a conoscenza delle rivalità che ci sono da sempre tra questi due Paesi, e qui vengono rappresentate in modo molto realistico.

Altro aspetto interessante sta nella “struttura” dei volumi: all’inizio di ogni volume c’è il riassunto di quello precedente, e alla fine ci sono le anticipazioni di quello successivo. Ma non è finita qui! Infatti, le ultime pagine di ogni volume ci illustrano il “dietro le quinte” del fumetto, ovvero la realizzazione, l’evoluzione dei disegni, i commenti dei disegnatori e di tutte le persone che hanno collaborato alla sua realizzazione. L’ho trovata una decisione davvero interessante, perché ci permette di partecipare attivamente alla stesura di ogni volume e capire il perché di determinate scelte stilistiche e narrative.

Per quanto riguarda i disegni, ogni volume ha un suo artista: Giuseppe Palumbo apre le danze nel primo numero, Bruno Cacciari si occupa del secondo episodio, Carlo Ambrosini e il suo stile tradizionale rendono al meglio l’ambientazione e i costumi della Prima guerra mondiale del terzo volume e, infine, Silvia Califano ci illustra il quarto volume. Oltre a loro, troviamo una figura intermedia tra scrittore e disegnatore: si tratta dell’artista Federico Rossi Endrighi, che ha il compito di realizzare i layout, in una sorta di preimpostazione della tavola, che sarà poi completata dal disegnatore del volume. Si tratta di una soluzione che aiuta a donare omogeneità all’opera, favorita senza dubbio anche dalla colorazione di Adele Matera sotto la supervisione di Emiliano Mammuccari, che predilige i toni del rosso.

Io sicuramente seguirò con interesse e curiosità tutte le evoluzioni di questo progetto, ma adesso lascio la parola a voi: cosa ne pensate di questa innovazione della Bonelli? Avete già avuto modo di leggere questi fumetti?

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