• Mar. Set 21st, 2021

Bloodshot nuova serie vol. 2: la recensione

La scorsa volta ci eravamo lasciati parlando del primo volume della nuova serie di Bloodshot pubblicata in America da Valiant ed in Italia dalla Star Comics. Quest’oggi riprendiamo il filo da dove ci eravamo fermati precedentemente.

Infatti Bloodshot, dopo il finale dello scorso volume, è stato “rapito” dall’organizzazione dei “Bruciati“, gruppo non governativo composto da Agenti speciali ed Hacker precedentemente facenti parte di organizzazioni spionistiche appartenenti ai governi d’innumerevoli paesi del mondo. Da questo momento in poi Bloodshot inizierà a collaborare con i Bruciati in varie missioni, inoltre sempre all’interno del volume troveremo il nostro protagonista intento a salvare Eidolon, ragazza dai poteri psionici apparsa nel volume precedente, attualmente al servizio del Black Bar.

una tavola presa dall’interno del secondo volume di “Bloodshot: nuova serie”

Inizio col dire che nel complesso ho apprezzato questo secondo volume, probabilmente anche più del primo. Nonostante ciò sono presenti dei difetti che più volte mi hanno fatto storcere il naso. Primo tra questi è senza dubbio la scarsa caratterizzazione dei personaggi all’interno del volume, i quali, per ora, risultano essere piuttosto piatti, nonostante i timidi passi avanti che Tim Seeley, lo scrittore, sta cercando di fare nei confronti di questo aspetto. Altra pecca sono anche alcune reazioni umane che avvengono in momenti cardine del volume. Il difetto maggiore del volume rimane comunque il disegnatore, che esattamente come nel precedente capitolo, risulta essere il vero problema di un volume nel complesso molto piacevole. Difatti Brett Booth mantiene uno stile molto anni 90′, che stona moltissimo con le tendenze grafiche di oggi. In particolare trovo insopportabili le vignette oblique che Booth spesso utilizza all’interno delle sue pagine. Nonostante questo, i disegni ci regalano comunque alcune tavole, che talvolta risultano essere degne di nota.

Il fumetto nel complesso è comunque promosso, poiché per tutta la sua durata ho provato una genuina sensazione di divertimento, obbiettivo di un fumetto che nella sua estrema leggerezza punta esattamente a trasmettere quelle sensazioni. Inoltre ho trovato particolarmente interessanti alcuni colpi di scena che mi hanno invogliato moltissimo a leggere il volume successivo. Altro elemento di spicco sono i dialoghi i quali, seppur eccessivi in alcune situazioni, risultano essere ben scritti e ricchi di un’ironia che più volte mi ha divertito.

In conclusione ritengo questo secondo volume di Bloodshot ancora una lettura estremamente piacevole, nonché ricca di piacevoli spunti per il futuro della serie.

Pietro

Amante dei supereroi sin da bambino vi esporrà le sue opinioni su fumetti e cinema con tutta la sua passsione.

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