• Mar. Set 21st, 2021

La processione funebre di K – La recensione

Il tutto inizia con un funerale abbastanza fuori dal comune: il protagonista della cerimonia, il Signor K, non è presente e nessuno sa dove si trovi il suo corpo. Nonostante questo, però, tutti gli inquilini del condominio dove abitava non hanno dubbi sul fatto che fosse morto. Chi era K? E cosa gli è successo veramente? Sarà Mikaya, il nuovo inquilino dell’appartamento del Signor K, ad indagare sulla misteriosa scomparsa e sul ruolo che hanno i bizzarri abitanti del condominio nella vicenda.

Questa, in breve, è la trama di “La Processione Funebre di K”, il manga creato da Maki Kusumoto nel 1994 e pubblicato in Italia da Edizioni Star Comics l’8 luglio. Si tratta di un volume unico di 256 pagine, che trascina il lettore a poco a poco in una misteriosa storia dai toni dark. Ricordiamo infatti che Maki Kusumoto è una delle mangaka più note in Giappone, che a metà anni Novanta ha “riscritto” le regole del fumetto femminile giapponese, inaugurando uno stile reso poi popolare da Ai Yazawa con il suo celebre Nana.

Ma torniamo a noi. Una delle cose che salta subito all’occhio in questo manga è la caratterizzazione dei personaggi: il sacerdote che ha celebrato il funerale del Signor K è anche il tuttofare del condominio; il signor Uozumi indossa sempre degli occhialini da nuoto e invita i suoi ospiti ad accomodarsi all’interno di una vasca da bagno per conversare; una ragazza con una passione morbosa per i cadaveri in decomposizione; uno strambo macellaio che veste come un signorotto del Settecento; un ragazzo che passa le sue giornate andando di casa in casa a raccogliere strani oggetti chiamati “morcufara”. Questi sono solo alcuni degli inquilini con cui Mikaya avrà a che fare per riuscire a risolvere il mistero della scomparsa del corpo del Signor K. Infatti, l’indagine, sembra quasi un pretesto per mettere in risalto tutti questi personaggi, la loro solitudine, e le maschere che indossano per nascondersi dal giudizio altrui.

A mano a mano che procediamo nelle indagini riusciremo a capire che nessuno è mai stato in grado di comprendere la vera natura d K, pur sostenendo di averlo conosciuto bene, e sapremo qualcosa di più su questa misteriosa figura soltanto alla fine, dopo aver scoperto la causa della sua morte. La trama dunque, abbastanza lineare, ci porta per mano a scoprire i segreti di questo strano condominio, tassello dopo tassello, in un susseguirsi di eventi che tengono il lettore curioso di conoscere perché K è morto e, soprattutto, chi è il responsabile di questo omicidio.

Cosa dire dei disegni? Sicuramente Kasumoto utilizza un tratto particolare, passando dall’essenzialità delle ambientazioni ai dettagli delle espressioni dei personaggi, che presentano dei tratti quasi androgini. Anche l’utilizzo di un forte contrasto tra bianco e nero rende più evidente questa differenza, risaltando le smorfie e le emozioni sui volti.

Ricapitolando, un mistero da svelare, personaggi bizzarri ed enigmatici, stile minimalista, io direi che i presupposti per un buon manga ci sono tutti. Fateci sapere cosa ne pensate e se avete intenzione di acquistarlo.

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