• Ven. Giu 18th, 2021

Fuoco sotto la terra-recensione

Ciao a tutti e bentornati (o benvenuti) su Octonet! Inizio dicendo subito che sono particolarmente contenta di scrivere questo articolo, e spero che possa attirare la vostra attenzione nei confronti del libro di cui oggi andrò a parlare.

Il romanzo in questione è Fuoco sotto la terra, dell’autrice Giulia Esse, che gentilmente ha deciso di collaborare con noi, dandoci modo di scoprire un’affascinante ed intricata storia che ha come tematiche principali l’Amore e la Guerra.

Dalle premesse sono sicura abbiate capito che mi è piaciuto molto questo libro, ma è il momento di scendere nel dettaglio.

Trama: La storia è ambientata in un’epoca lontana, su suolo coreano. Due regni in conflitto si consumano nella guerra e nel dolore. In questo contesto catastrofico ci viene presentata Yoon-ah, una giovane guerriera di famiglia nobile. Oltre alle capacità belliche, però, la ragazza porta dentro di sé un’eredità sciamanica messa sotto sigillo dal padre, a cui è estremamente legata. Nonostante il divieto imposto decide di rientrare in contatto con i suoi poteri e leggere la terribile profezia legata al regno di Nadong. Dopo la misteriosa dipartita del padre, prende il suo posto come generale dell’esercito e a quel punto il suo destino le è ormai chiaro: se vuole salvare il suo regno, deve farlo come prigioniera nei territori nemici. Ed è così che diventerà la serva personale dello stratega Kang-jo, portando sulle spalle il peso della sconfitta e l’odio dei suoi soldati umiliati.

Tra di loro nascerà una passione impossibile da nascondere, ma in qualche modo “ingiusta”. Yoon-ah, sola in un ambiente ostile, non potrà che fare affidamento sull’enigmatico principe Namgil, prigioniero come lei.

Commento: Una delle cose che mi ha maggiormente colpita di tutta la storia è stato il continuo riproporsi di contrasti tra forze ed elementi opposti che risultano, però, inestricabilmente connessi. Gli stessi Yoon-ah e Kang-jo (rappresentati idealmente da fuoco e acqua) sembrano provenire da ambienti troppo diversi, e avere valori troppo divergenti, perchè fra di loro possa nascere un qualsiasi legame. Invece continuano a cercarsi come se “l’acqua desiderasse ardentemente scottarsi, e il fuoco spegnersi”. Un’altro contrasto che spesso si ripete è quello tra lealtà e tradimento, accompagnato da quello tra onore ed emozione, che mette in evidenza la volubilità di concetti come questi, fin troppo inafferrabili e mutevoli a seconda del contesto. Ciò che intendo dire è che non è solo sul campo di guerra che avviene la battaglia, ma anche nell’animo dei personaggi, che si trovano intrappolati tra le mura di un quesito, ma quest’ultimo non trova risposta. Questo elemento in particolare renderà partecipe il lettore, che spesso si domanderà cosa avrebbe fatto al posto dei personaggi. Un altro aspetto a favore è sicuramente il linguaggio utilizzato, adatto al contesto storico, ma scorrevole e ricco di vocaboli legati alla tradizione coreana, che aumentano la credibilità della storia. Anche la caratterizzazione dei personaggi è ben costruita e mostra una particolare cura dei dettagli da parte dell’autrice. Questa cura si riflette anche nella descrizione di elementi naturali come i fiori delle azalee e le foglie del pruno scosse dal vento, che non solo ricordano subito un paesaggio orientale, ma danno un tocco di poesia ad ogni momento del romanzo a cui si legano.

Sono stata molto contenta di ritrovare in questo romanzo delle donne forti da cui facilmente si può trarre ispirazione, e mi è stato facile affezionarmi a Yoon-ah ma il personaggio più affascinante, secondo il mio punto di vista, è il principe Namgil che sembra convenire ci sia un’ambivalenza tra Bene e Male, oltre a provare rancore e nostalgia nei confronti della sua patria d’origine.

In generale è un romanzo che vale la pena di leggere al quale do volentieri un 8.5.

Per chi fosse interessato è disponibile su Amazon sia in versione Kindle a 2.99 euro, che Cartaceo a 10.02 euro.

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