• Lun. Giu 14th, 2021

The New Mutants è il film più travagliato della tempesta fumettistica che sta inondando le nostre sale, una gestazione durata tre anni, tre montaggi diversi, riprese aggiuntive e un cambio di distribuzione che ha visto arrivare al comando la Disney. Queste premesse insieme al regista Josh Boone, che annovera nel suo curriculum Colpa delle stelle, la presenza di attori che sembravano messi lì solo per far andare gli adolescenti al cinema e la presentazione in pompa magna come “film horror” mi hanno fatto entrare in sala con tutti i pregiudizi del caso ma, questa volta, sono stato smentito.

Ci troviamo a mio giudizio dinanzi ad una pellicola che fa a dovere il suo unico lavoro, intrattenere, e lo fa senza presunzione, senza voler essere a tutti i costi “cupo ed introspettivo”. Il film cita in maniera cauta colossi del cinema (Qualcuno volò sul nido del Cuculo, Shining) rubandone ambientazione e Mondo onirico che si confonde con la realtà senza mai provare nemmeno a sfiorare la sacralità di questi titoli, e anzi immergendoli in qualcosa che è rivolto ad un pubblico adolescenziale senza mai sfociare nel ridicolo. L’ospedale come unica ambientazione ci evoca la stessa sensazione di claustrofobia provata dai ragazzi, ignari di tutto ciò che sta accadendo intorno a loro e costretti a seguire le regole di una dottoressa che sembra volerli “correggere” e renderli coscienti delle loro capacità.

La lotta tra bene e male si mescola e si rimescola lasciando lo spettatore piacevolmente confuso e mostrandoci come non esiste l’assoluto, ma che il cattivo, l’errore può essere sempre dietro l’angolo e che il buono si può ritrovare dentro qualsiasi creatura. Le evoluzioni dei personaggi riescono ad essere credibili senza capovolgimenti improvvisi e insensati, ma anzi lasciandoci conoscere ognuno di loro con tutte le problematiche ed i traumi che porteranno alla loro trasformazione. I temi tanto cari agli X-Men come la diversità, lo strano, l’emarginato vengono toccati ma anche qui senza cadere nel banale o nella sviolinata buonista ad ogni costo. La regia ed il montaggio sono puliti e non cercano il sensazionalismo ad ogni costo, anzi seguono la storia in maniera lineare, rallentando dove necessario e accelerando nella parti più action facendoci capire cosa realmente stia accadendo nei vari scontri.

Il sangue c’è, la paura è mostrata con degli effetti speciali senza infamia e senza lode (non è Venom ma logicamente nemmeno Endgame) e gli attori dimostrano che non sono solo i bei visini prestati ad alcuni dei titoli più in vista degli ultimi anni (Stranger Things, Game of Thrones, Split) ma che possono essere una speranza per la futuro.

Che altro dire? A me dispiace solo che abbiamo la quasi certezza che quella che doveva essere una trilogia si fermerà a questo unico capitolo e che i detrattori continueranno a tessere lodi a titoli più chiacchierati.
Andate a vederlo!

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

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