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Ratched-Un’infermiera bella da Morire

Posted by MARTINA FRATTINI on SETTEMBRE 17, 2020

C’è molta attesa per l’uscita di questa nuova serie tv Netflix e, personalmente, nutrivo grandi aspettative verso questo prodotto e in effetti non sono state deluse, anche se vi è qualche piccolo punto buio nella trama, non si può negarlo. Ratched è una serie tv che fonde elementi Drama con quelli di un classico Thriller, certo non si può dire che manchino i colpi di scena. La serie trae spunto dal personaggio dell’infermiera Ratched protagonista nel romanzo del 1962 di Ken Kesey “Qualcuno volò sul nido del cuculo” ambientato in un ospedale psichiatrico americano. Nel panorama cinematografico si può ricordare il film drammatico con analogo titolo diretto da Miloš Forman nel 1975 e interpretato da Louise Fletcher (infermiera Ratched) e Jack Nicholson nei panni di un paziente dell’ospedale un po’ insubordinato, il film a suo tempo è stato il secondo a vincere tutti e cinque i principali Academy Awards ( miglior film, attore nel ruolo principale , attrice nel ruolo principale , regista e sceneggiatura ) pertanto consiglio di rimediare se ancora non lo si è visto.

Sarah Paulson interpreta l’infermiera Ratched in questo drama creato da Evan Romansky e Ryan Murphy. Altri attori di spicco sono Judy Davis e Sharon Stone. La Paulson la si ricorda piacevolmente per le sue interpretazioni nella serie tv American Horror Story e direi che come scelta di protagonista è stata più che ottima.

Mildred Ratched arriva nel 1947 nel nord della California a Lucia per cercare lavoro come infermiera in una importante struttura psichiatrica gestita dall’eccentrico e visionario Dr. Richard Hanover (Jon Jon Briones) che ha idee decisamente non convenzionali per curare le malattie psichiche che affliggono i suoi pazienti. In contemporanea all’arrivo di Mildred viene trasferito alla clinica l’assassino Edmund Tolleson (Peter Wittrock) in attesa della sua sentenza per aver ucciso brutalmente quattro preti. L’infermiera Ratched da subito appare una donna solida, fredda, calcolatrice e disposta a tutto per ottenere il posto di lavoro da infermiera nella struttura, ci riuscirà diventando la pupilla del Dr. Hanover e facendosi odiare dalla capo infermiera Betsy Bucket che non vede di buon occhio il rapporto creatosi fra la nuova infermiera Ratched e il direttore della clinica Hanover, appunto, di cui lei è infatuata.

Presto vi sarà un susseguirsi di eventi e colpi di scena che permettono di far scorrere velocemente la narrazione, verranno alla luce varie sfaccettature dell’infermiera Ratched, si tratteranno temi molto delicati come l’utilizzo di idroterapia, che non è certo un piacevole bagno caldo ma si tratta di bagni in acqua eccessivamente calda per poi passare repentinamente in acqua gelata, e delle lobotomie per andare a curare malattie quali l’omosessualità (condannata come appunto devianza sessuale) e la melanconia (poi conosciuta nel corso degli anni successivi con il termine medico di “depressione”). Si verrà a contatto con le storie di altri infermieri come Huck (Charlie Carver)  che lavora lì da diverso tempo e che è sfigurato ad un lato della faccia a causa di un incidente mentre prestava servizio militare e la giovane stagista Dolly (Alice Englert) che all’inizio sembra un personaggio vuoto e di contorno ma che in realtà si dimostrerà importante per lo svolgimento della storia. Altro personaggio controverso, interessante ma a mio avviso poco sviluppato è quello di Lenore Osgood interpretata da una stupenda Sharon Stone, è una ricca donna influente che cerca vendetta nei confronti del Dr. Hanover per una questione di negligenza che ha causato problemi gravi a suo figlio. Anche il personaggio di Betsy Bucket nei primi episodi mi aveva colpita molto, donna risoluta e pronta a difendere la sua posizione con le unghie e con i denti ma purtroppo non comprendo la scelta fatta riguardo ad un cambiamento repentino del suo comportamento nei riguardi di Mildred Ratched. Bello il legame che si verrà invece a creare fra Mildred e Gwendolyn Briggs (Cynthia Nixon) assistente del governatore che si troverà alla clinica psichiatrica per discutere del destino di Edmund Tolleson e che riuscirà a toccare il cuore della fredda protagonista.

La prima stagione di questa serie è composta da 8 episodi da 50 minuti più o meno ciascuno. Interessante far notare la cura per i dettagli a partire dai sontuosi ambienti utilizzati per lo svolgimento della storia, il panorama suggestivo che si intravede dal motel dove soggiorna l’infermiera Ratched al di fuori del lavoro, i costumi perfetti (menzione particolare per la scelta di abiti del personaggio impersonato dalla Stone, meravigliosa!). Le musiche scelte sono sicuramente suggestive e sfruttano bene l’effetto un po’ dark che hanno voluto trasmettere a questa serie tv. Azzeccatissimo anche l’utilizzo dei colori che vanno ad accentuare i comportamenti dei personaggi, per lo più il rosso e il verde volendo indicare atteggiamenti aggressivi, lussurriosi o violenti.

In conclusione posso dire con certezza che non sentivo il bisogno di un prequel di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” ed in effetti non lo è, a tutti gli effetti. È una serie a sé che aggiunge un tocco di oscurità in più ad un personaggio che non si deve idealizzare durante la visione, l’infermiera Ratched del film dei 75′ è decisamente tutt’altra cosa. Posso dire però che ho passato piacevolmente il tempo durante la visione che mi ha tenuta occupata grazie al ritmo incalzante della narrazione. Il finale di serie ha lasciato più spiragli di sviluppo, le porte verranno aperte di nuovo per una seconda stagione? Troppo preso per dirlo e se ne riparlerà presumibilmente nel 2021.

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