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The Haunting of Bly Manor- perfettamente splendida ma non troppo

Posted by MARTINA FRATTINI on OTTOBRE 13, 2020

Abbiamo finalmente trovato il 9 di Ottobre nei nostri cataloghi di Netflix THE HAUNTING OF BLY MANOR è la seconda stagione della serie antologica The Haunting, il primo capitolo rimasto impresso alla maggior parte degli estimatori del genere Horror è THE HAUNTING OF HILL HOUSE, quest’ultima riconosciuta da molti come la miglior serie horror presente ad ora nel catalogo Netflix. A due anni dall’uscita della prima parte Bly Manor non è altro che il secondo capitolo ma non collegato alla prima storia, i fili conduttori che ci riportano al ricordo di Hill House sono alcuni degli attori, l’ambientazione e la colonna sonora e naturalmente il tema principale: i fantasmi. La serie Americana creata da Mike Flanagan questa volta è tratta dal romanzo di Henry James del 1898 The turn of the screw (il giro di vite). Gli attori che ritroviamo con estremo piacere sono Victoria Pedretti, Oliver Jackson-Chohen, Henry Thomas, Kate Siegel e Carla Cugino.

Sinossi

California settentrionale, 2007. Una donna si trova a partecipare ad una cena di prova per un matrimonio, non sappiamo nulla del collegamento fra lei e gli sposi ma si ritroveranno intorno ad un camino a sera tarda a parlare di storie di fantasmi, la donna esordisce dicendo che anche lei ha una storia da condividere anche se non è la sua. Cambia lo scenario e ci troviamo nell’Inghilterra del 1987 dove una giovane istitutrice ed insegnante elementare si trova a cercare di cambiare vita, si chiama Dani Clayton e si è trasferita da sei mesi lì dall’America. Sfogliando gli annunci di lavoro ne ha trovato uno molto interessante: si parla di prendersi cura di due bambini rimasti orfani in una grossa villa isolata in campagna nel piccolo paese di Bly. A Dani sembra perfetto dato che pare voler sfuggire non solo dai suoi ricordi ma anche da qualcos’altro. Al colloquio trova Henry Wingrave lo zio alcolizzato dei due bambini che le spiega quali sarebbero i suoi doveri da istitutrice e parla benissimo sia dei bambini che del luogo in cui abitano, Dani riesce a convincere l’uomo ad assumerla e si trova così ad essere accompagnata dal cuoco Owen (Rahul Kohli) al maniero. Dani resta subito affascinata al primo sguardo su Bly Manor non provando inizialmente inquietudine ma ricredendosi ben presto. Una volta arrivata conosce subito Flora e Miles i due bambini di cui si prenderà cura, la governante Hannah Grose (T’Nia Miller) e la giardiniera della tenuta Jamie (Amelia Eve). Dani verrà così a conoscenza anche della morte improvvisa della precedente istitutrice dei bambini trovata annegata e riversa a faccia in giù nel lago all’interno del perimetro della villa sei mesi prima del suo arrivo. La ragazza noterà poi nel corso dei giorni i comportamenti bizzarri dei due bambini che all’inizio paiono decisamente inquietanti e senza alcuna logica ma poi naturalmente verrà fatta chiarezza su tutto.

Bly Manor è una serie tv “perfettamente splendida” come direbbe la piccola Flora ma che non può essere paragonata a Hill House, anzi, a chi ancora non l’ha iniziata consiglio di guardarla non ritenendola una vera e propria serie dell’orrore come la prima stagione ma più come una serie “drammatica psicologica”. Bly Manor è la tormentata storia di grandi amori che non si evolvono nel tanto agognato “E vissero tutti felici e contenti”, no, anzi parla di come sia dolorosa la perdita di una persona amata, di come sia difficile abbandonare i ricordi, di come sia piacevole riviverli per la pura egoistica voglia di non dimenticarli. Però ad ogni ricordo bello, come tutti sappiamo fin troppo bene, vi si antepongono altrettanti ricordi angoscianti e dolorosi. Una storia triste da cui si verrà a capo di tutto dopo il quinto episodio, vi è da dire che prima di quello la narrazione (a parte per il primo episodio) è un po’ lenta e tediosa, fastidiosamente ripetitiva, ma se si avrà il coraggio di oltrepassare questa invisibile barriera l’ottavo e il nono (ultimo episodio) meritano i giusti riconoscimenti per ciò che ci viene raccontato.

NON POSSIAMO CONTARE SUL PASSATO.
NOI CREDIAMO DI AVERE CATTURATO TUTTO NEI RICORDI,
MA I RICORDI SFUMANO E POSSIAMO SFUMARE PURE NOI
.”

Una volta arrivati all’episodio finale consiglio innoltre di tornare indietro a rivedere i primi dieci minuti dell’episodio iniziale per guardare il tutto con una maggiore consapevolezza di ciò che realmente abbiamo visto precedentemente ma senza comprenderlo a pieno. Insomma, siamo dinnanzi ad un prodotto promettente, sviluppato bene ma appunto non troppo. Come già detto (e come viene detto dalla stessa narratrice della storia alla fine) the Haunting of Bly Manor non è una storia di fantasmi ma è una storia di amore, ve lo sareste mai aspettati? Non mancano certo momenti di tensione, inquietudine e quel tocco di pelle d’oca per scene improvvise a carattere grottesco ma se con Hill House si doveva stare attenti a mantenere un tono di volume audio basso per non farsi soggiogare dalla paura, in questo caso potete andare tranquilli. Particolare menzione per l’episodio otto che è estraneo alla narrazione delle vicende raccontate in quel determinato momento ma che fanno luce sulla maledizione che aleggia intorno a Bly, episodio interamente in bianco e nero con una fantastica Kate Siegel. I panorami sono semplicemente perfetti e la casa lo è altrettanto anche dopo aver saputo cosa vi è annidato al suo interno.

Sei tu, sono io, siamo noi.

In conclusione The Haunting of Bly Manor non è incisiva come la precedente stagione ma sicuramente fa il suo dovere: REGALARE EMOZIONI FORTI. Chi ancora non l’ha vista si precipiti a rimediare subito.

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