• Mar. Set 21st, 2021

Cosa ti ha spinta ad intraprendere la strada da fumettista?

Non definirei la mia strada come quella di un fumettista, il fumetto è sempre stato una mia grande passione ma il media che sento più mio è ancora il video. Tuttavia sono molto affascinata dallo storytelling in generale, e cercare di declinare storie per mezzi differenti la trovo una sfida in grado di farmi imparare sempre cose nuove. Più progetto fumetti più mi accorgo di quanto poco conosco a riguardo; la cosa mi spaventa e mi affascina allo stesso tempo.

Com’è nata l’idea di creare il libro/fumetto “Il fantastico pianeta e bla bla bla”?

Il fantastico pianeta è nato come un progetto scolastico: ai tempi stavo frequentando il NID di Perugia e uno dei compiti era presentare un progetto editoriale a scelta. Io decisi, sotto consiglio di RichardHTT, di creare un testo pseudo-scientifico su un pianeta ancora sconosciuto e molto stravagante. Dopo aver vinto una nomina ad un concorso internazionale come miglior libro per bambini, mi convinsi a presentare il progetto a Shockdom che lo accolse con molto entusiasmo.

Ti piacerebbe collaborare nuovamente con un tuo collega?

Istintivamente quando lavoro tendo ad isolarmi in una bolla di concentrazione e sono molto suscettibile alle interruzioni. Detto sinceramente, questo lato di me non mi piace per niente. Preferisco andare contro questa mia natura, perché collaborare con altri professionisti è una delle cose che finora mi ha stimolato di più e non riesco ad immaginare un futuro senza un team. Per il momento ho lavorato sempre in piccoli gruppi, dove c’è molto scambio e tutti sanno fare molte cose. E’ un ambiente molto bello perché stando a stretto contatto con tutti conosci meglio anche il lavoro degli altri.

Hai già pensato a possibili progetti futuri?

Ce ne sono in cantiere parecchi. Il primo tra tutti è concludere Children of Silentown, il videogame indie che io e Elfgames stiamo sviluppando. E’ stato il progetto più lungo nel quale sono stata coinvolta finora, circa tre anni, ma finalmente la conclusione si affaccia all’orizzonte. Tra i sogni nel cassetto poi si sarebbe quello di illustrare un gioco da tavolo.

Su YouTube hai veramente tanto seguito, io in primis ti seguo da tempo ormai, volevo sapere se questa tua carriera sul web vada alla pari con il tuo lavoro di disegnatrice o sia una sorta di secondo lavoro.

Sebbene agli occhi di molti il web sia meno autorevole rispetto alla carta stampata io lo ritengo alla pari. Sono due mezzi che richiedono un approccio diverso, ai miei occhi un libro è più simile ad uno sprint mentre il web sembra più una lunga maratona. Sicuramente non ho un lavoro primario rispetto agli altri, tutto procede più o meno di pari passo ed è per questo che faccio tanta fatica a spiegare quale sia il mio lavoro!

Hai un personaggio a cui sei particolarmente legata e sul quale vorresti lavorare?

Uno dei personaggi a cui sono più legata è Paperon de Paperoni, dopo aver scoperto lui mi sono legata imprescindibilmente al fumetto. Non credo che allo stato attuale io sia abbastanza preparata per lavorare su un personaggio del genere, ma se mai dovesse capitare in futuro sarebbe un sogno che si avvera!

Come vi siete, e vi state rapportando, con la pubblicazione seriale del vostro fumetto? E quanto la serialità ha cambiato i vostri tempi lavorativi?

La serialità in effetti richiede dei tempi strettissimi, comunicazioni rapide ed efficienti. Fortunatamente non è una cosa nuova per noi dal momento che sul web le chiavi sono costanza e reattività. Siamo abituati a lavorare con tempi ridicolmente brevi, quindi l’adattamento non è stato difficile. Un plauso va a Federica Paolelli, la disegnatrice del fumetto, che si è dimostrata capace di realizzare tavole splendide e coloratissime in pochissimo tempo.

Il fatto che i protagonisti siano dei veri e propri derivati delle mascotte dei vostri canali implica anche una maggiore interattività tra il media fumetto e il media dei vostri canali on-line?

Sicuramente l’interattività non è un elemento che abbiamo trascurato, Rupert e il Riccio si sono potuti permettere un ruolo da protagonisti perché con la loro personalità avevano già conquistato schiere di seguaci e ammiratori sui nostri due canali. Ci piacerebbe continuare a dar loro una doppia voce: quella online, finalizzata a mantenere un contatto con il loro pubblico; quella cartacea, dove, alle prese con avventure sempre più estreme, si troveranno ad unire le forze e affrontare anche le loro debolezze.

La presenza della posta del Riccio e di Rupert è simbolo di una maggior contatto che volete mantenere con il vostro pubblico?

Assolutamente sì, ci piace l’idea che Rupert e il Riccio possano parlare autonomamente con i loro lettori senza usare noi come intermediari. Chissà che l’aiuto del pubblico non sia determinante per salvarli da un’avventura dove tutto sembra ormai perduto…

Per concludere: Ti piacerebbe lavorare con esponenti del mondo del fumetto internazionale? Se si, quali?

E’ una domanda che non mi ero mai posta. Al momento credo sia ancora prematuro, ma non escludo di valutare l’idea – o anche solo il sogno – in futuro.

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