• Gio. Set 23rd, 2021

Le opere di Lovecraft tutte da vedere: “H.P. Lovecraft: La Tomba” e “H.P. Lovecraft, La musica di Erich Zann e altri racconti”

Edizioni NPE ci ha dato la possibilità di riscoprire alcuni dei più famosi racconti di H.P. Lovecraft, in una chiave totalmente nuova. Tutti gli amanti del genere horror sono a conoscenza della grande influenza sulla cultura popolare di questo autore che, nonostante una vita avara di soddisfazioni e riconoscimenti, segnata da ristrettezze economiche e difficoltà di vario genere, non accenna a diminuire. Il creatore dei miti di Chtulu, oltre ad essere considerato il più grande scrittore di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe, è spesso indicato come il precursore del genere fantascientifico e del moderno “new weird”. Autori contemporanei continuano a celebrarlo, basti pensare al recente “Providence”, l’epopea di Alan Moore che si riferisce proprio alla città natale di Lovecraft.

Ebbene, D.D. Bastian ci propone un adattamento, una versione illustrata, dei romanzi di Lovecraft e in questo articolo vi parlerò di due fumetti in particolare: “H.P. Lovecraft – La musica di Erich Zann e altri racconti” e “H.P. Lovecraft: La Tomba”. Nonostante abbiano comunque dei punti in comune, ho deciso di analizzarli separatamente in modo da dare il giusto risalto alle storie e soprattutto ai disegni, essendo fatti da due artisti diversi (Sergio Vanello e Nino Cammarata).

H.P. Lovecraft: La Tomba

La Tomba è uno dei racconti brevi più famosi, nonché il primo racconto maturo scritto da un Lovecraft ormai ventisettenne ma ancora incerto sulla direzione da prendere nella vita. La storia è quella di un ragazzo, Jervas Dudley, che racconta in prima persona le strane vicende capitategli in giovinezza. Fin dall’età di 10 anni era un bambino solitario che passava le giornate a leggere libri antichi e fare escursioni nel bosco, finché non si imbatté in una tomba di granito appartenente agli Hyde, un’antica famiglia caduta nell’oblio dopo che un violento temporale ha mandato a fuoco la casa dove abitavano, e da lì ha inizio la sua ossessione per questa famiglia, tanto da condurlo alla pazzia.

Dal punto di vista stilistico ho trovato estremamente azzeccata la scelta di non utilizzare dialoghi, ma di descrivere le tavole tramite didascalie riportanti le frasi del racconto originale. Così facendo, il focus è sui disegni e non si va a perdere l’atmosfera cupa e misteriosa tipica degli scritti di Lovecraft. D’altronde, come viene perfettamente riportata nella prefazione di Roberto Recchioni, “Show, don’t tell” (mostra, non raccontare) è una delle regole principali per essere un buon narratore, regola che trova l’eccezione con Lovecraft. Tutta la sua narrativa si basa sul concetto che ci sono degli orrori indicibili e quindi impossibili da descrivere, concetto che rende difficile a chiunque una fedele rappresentazione visiva delle opere lovecraftiane.

Il compito principale quindi spetta ai disegni, realizzati egregiamente da Nino Cammarata: l’uso accurato dei colori per richiamare le atmosfere cupe, date da ambientazioni spesso prive (o quasi) di luce, nonché l’inserimento all’interno delle tavole dei simboli delle opere di Lovecraft come il sigillo dell’esilio dei Grandi Antichi (gli autori, secondo Lovecraft, del Necronomicon), oppure l’occhio e i tentacoli per indicare Cthulhu, completano questo preciso lavoro di illustrazione.

Un compito difficile quello di adattare quest’opera allo stile della graphic novel ma, in questo caso, assolutamente riuscito.

H.P. Lovecraft, La Musica Di Erich Zann E Altri Racconti

Il fumetto in questione presenta al suo interno la trasposizione a fumetti di due opere di Lovecraft con l’aggiunta di una storia del tutto nuova ed originale ad opera di uno degli autori, ovvero Sergio Vanello.

“La musica di Erich Zann”, racconta l’inquietante incontro tra l’anonimo protagonista e il misterioso signor Zann, capace di suonare con il suo violino melodie non solo di grande bellezza ma di una potenza tale da tenere lontane forze misteriose in agguato oltre una finestra. “Samsara” è l’angosciante viaggio (fisico e introspettivo) per i vicoli di una città di un uomo che cerca di negoziare con se stesso e con il proprio sentire. Infine, “Un’illustrazione e una vecchia casa”, racconta la storia di un uomo che, colto da un violento temporale, cerca rifugio in una vecchia casa decrepita in cui trova un misterioso libro e il cui proprietario è un altrettanto misterioso vecchio.

In questo fumetto la prefazione è stata realizzata da Giovanni Masi che ci fornisce un excursus della vita di H.P. Lovecraft, analizzando tutte le sfumature di quella che è stata un’esistenza difficile e travagliata, povera di successi se non dopo la sua morte. «Il sentimento più forte e più antico dell’animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell’ignoto»: è proprio in questa frase che si riassume tutto il pensiero di Lovecraft, pensiero che trova fondamento in ogni suo romanzo o racconto.

Anche qui gli autori, sia nelle due storie del maestro (“La musica di Erich Zann” e “Una illustrazione e una vecchia casa”) sia in quella originale di Vanello stesso(“Samsara”), hanno fatto un ottimo lavoro nel cercare di ricreare al meglio l’atmosfera di orrore tipica lovecraftiana. I dialoghi sono totalmente assenti sia in Erich Zann che in Samsara, mentre sono presenti solo nella seconda parte di Un’illustrazione e una vecchia casa per una ragione narrativa legata all’inquietante proprietario della baracca nel bosco in cui si imbatte il protagonista.

Vanello ha il compito di descrivere visivamente tutte e tre le storie, rafforzando, così, la coerenza narrativa con quella grafica. L’acquerello dell’artista si presta con straordinaria efficacia alle atmosfere nervose e cupe dei racconti anche là dove la luce del giorno sembra essere predominante. Dopotutto sono le ombre, i punti scuri, l’oscurità stessa, a dare forma al mondo di Lovecraft. Molte tavole riescono ad evocare pienamente le stesse tenebrose emozioni provate leggendo l’opera originale, cosa assolutamente necessaria vista l’eredità che questo volume porta sulle sue spalle.

In merito allo stile di disegno devo dire che ho preferito le illustrazioni di Cammarata, ma più per un fattore di gusto personale, in quanto non prediligo l’utilizzo dell’acquerello. Tuttavia non ho nulla da dire sulla bravura di Vanello, che ha reso delle tavole di fumetto vere e proprie opere d’arte.

In conclusione, mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del maestro H.P. Lovecraft di leggere questi adattamenti. Per chi invece non ha mai letto nulla di questo autore, consiglio di recuperare prima qualche opera originale, per poi poter godere appieno delle meravigliose tavole di questi fumetti. Inoltre Natale si sta avvicinando, quale idea migliore per un regalo (o auto-regalo)?

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