• Ven. Giu 18th, 2021

Siamo arrivati, finalmente Doomsday Clock è terminato anche in Italia, e posso parlarvene liberamente. Girovagando sul web, molto sono rimasti delusi dallo svolgimento di questa fatica di Geoff Johns, magari si aspettavano di più o magari avrebbero preferito altri risvolti per i personaggi, altri ancora si aspettavano il vero e proprio continuo dell’opera di Moore.

Qui torniamo, dunque, alla domanda del titolo: Doomsday Clock è l’erede spirituale di Watchmen? La risposta, secondo me, è sì ma non è il suo diretto seguito. Questo fa di DD Clock una brutta storia? Assolutamente no! Anzi, è una delle migliori lette ultimamente.

Certo non è perfetta, e in alcuni punti mi ha fatto un po’ dubitare, ma credo che il vero problema di quest’opera (un po’ ironicamente se ci pensate) sia il tempo. Prima di spiegarvi cosa voglio dire, però, è giusto che vi spieghi perché ho apprezzato tanto questo evento.

In primis perché c’è Johns, non è un segreto la bravura di questo scrittore/sceneggiatore, nonostante sia un po’ sottotono in alcune cose che scrive ultimamente, in DD Clock è riuscito a trasmettere tanto, andando anche contro l’ostacolo del tempo di cui vi parlavo prima. La storia si dirama in tante direzioni, presenta tante situazioni che si incastrano poi perfettamente l’una con l’altra, rivelando una trama complessa e ben organizzata tramite espedienti narrativi veramente godibili. Un lavoro, dunque, assolutamente non lasciato al caso o scritto semplicemente per rivangare la gloria di Watchmen ma scritto per raccontare qualcosa di importante, qualcosa di nuovo sotto certi punti di vista.

Certo, i personaggi di Alan Moore (eccetto ovviamente il Doc) hanno avuto un ruolo marginale, quasi di sottofondo alla trama vera e propria, anche appurato questo non sono risultati meno godibili o bene scritti, anzi forse proprio grazie al fatto che siano state più che altro contorno invece di parte predominante nella storia, ha fatto in modo di non snaturare le caratterizzazioni originali.

Seguendo questa filo, poi, Geoff Johns è riuscito and integrali anche molto bene con il resto del pantheon dei personaggi DC presenti (scopo originale del progetto).

Considerando quanto detto nel precedente paragrafo mi voglio addentare nell’aspetto, secondo me più azzeccato di tutto l’evento in questione: LA CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI.

Esattamente, il lavoro più riuscito in questo maxi-evento, che ne ha subite di tutti i colori, sono proprio i personaggi, perché gli analizza in maniera quasi fredda, quasi come se non fosse lui a scriverli ma dovesse solo giudicarli. Li mette davanti a delle scelte, li pone in situazioni dove qualunque cosa fai potrebbe essere sbagliata o fraintesa, dove molto spesso l’eroismo non è più la strada giusta ma in quanto eroe lo devi perpetrare, dove la paura e la paranoia rubano il posto alla bontà e al buon senso. Tutto questo è espresso (da alcuni più da altri meno), a seconda delle situazioni che devono affrontare, ovviamente Batman non reagirà allo stesso modo di Superman e così via. Ci troviamo davanti a personaggi tanto forti, quanto fragili se colpiti nel punto giusto, nessuno è immune dall’ondata di odio e disperazione che dilaga nel mondo, nemmeno l’Uomo d’Acciaio o la Justice League tutta, la differenza sta nel come affrontarla.

Johns ci fa vedere quello che secondo lui è un vero eroe, e come se anche tu non lo sia, tu possa diventarlo.

In ultimo, ma non per importanza, parlerei del comparto artistico dato in mano a Gary Frank (voglio aprire una parentesi sul lavoro di Brad Anderson che si occupato dei colori in maniera eccellente). Un comparto artistico di tutto rispetto, perfetto per accompagnare la storia in questione, un ottimo tratto e una grande cura per i dettagli soprattutto nei volti o rimarcature di alcuni tratti specifici del corpo.

Per trarre le conclusioni posso dire con estrema fermezza che non è il continuo di Watchmen, non una brutta copia di nulla. Raccoglie l’eredità del capolavoro degli anni 80 scritto da Moore e disegnato da Gibbons, ma cammina con le proprie gambe proponendo una storia bella da leggere e da vedere. Lo consiglio a tutti gli amanti di Johns in generale, ma soprattutto a chi vuole leggere qualcosa di “diverso” se così vogliamo dire. Mi raccomando, se non aveste già fatto, di recuperare Watchmen e anche il grossover “La spilla”.

Voto:9

Ps. Ho ancora i brividi per il finale, alla prossima.

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