• Gio. Giu 24th, 2021

The Sound of Metal è un film drammatico del 2019, aggiunto da pochi giorni sul catalogo Amazon Prime Video ed esordio alla regia per Darius Marder.

La prima sequenza della pellicola ci catapulta su un palco dove il nostro protagonista, Ruben (Riz Ahmed), si prepara a dare il via al concerto della sua band metal, che vede alla chitarra e voce la sua fidanzata Lou (Olivia Cooke). Nel momento esatto in cui i piatti vengono colpiti dalle bacchette vediamo il Ruben trasformarsi in una bestia da palcoscenico, che percuote ogni singolo elemento della batteria come fosse l’unica cosa che lo fa sentire davvero vivo, l’unica cosa che vuole davvero fare con tutto se stesso. Ci risvegliamo il giorno dopo nel camper dove i due musicisti vivono e condividono ogni parte della loro vita, e l’attenzione del regista si concentra sui piccoli rumori come quello della centrifuga, della macchinetta del caffè, la quotidianità fatta di suoni e voglia di sfondare con la musica. La band è in tour, è un classico pomeriggio da club di musica dal vivo, tra stand in allestimento, soundcheck e birre, e al nostro protagonista succede ciò che gli cambierà la vita per sempre.

Senza alcun preavviso perde l’udito: ogni rumore diventa ovattato, quasi solo una piccola vibrazione percepita dal suo corpo e noi siamo con lui, siamo lui, la prospettiva della pellicola cambia e viviamo questo dramma quasi come fosse nostro. La vita di Ruben si sgretola tra le sue dita e la prospettiva di poter subire un intervento diventa una montagna da scalare quando viene a conoscenza del prezzo dell’operazione, e l’unica alternativa diventa convivere con la patologia e dover rinunciare alla musica, forse, per sempre. Questo è il momento in cui iniziano le sue lotte, interiori e con la fidanzata, il suo ingresso in una comunità che aiuta chi ha problemi di udito e i suoi sacrifici per provare a riavere la sua vita.

Non mi dilungherò sulla trama perché è un film che va visto e va “sentito” fino in fondo con Ruben, con le sue scelte, con la sua rabbia, la sua delusione, la sua debolezza che potrebbe farlo tornare nell’incubo della tossicodipendenza. Un grande plauso va fatto al lavoro tecnico dietro il film, un sound design curato nel dettaglio che ci fa vivere ogni attimo della sordità del protagonista. I rumori ovattati, distorti, lontani diventano vera e propria colonna sonora delle immagini e dell’anima devastata del protagonista. Eppure questo film non parla di sordità, ma dell’animo umano, dell’accettazione dei cambiamenti, dell’accontentarsi, del vedere quanta bellezza c’è intorno a noi se solo ogni tanto riuscissimo a fermarci ed osservare.

Il regista e gli sceneggiatori ci mettono davanti ad un qualcosa di reale, che può accadere, e ce lo raccontano nel modo migliore possibile, ci raccontano una vita e delle strade da poter intraprendere una volta trovato un ostacolo enorme. The Sound of Metal parla di vita, di passioni, di amore, di lotta, di resa, di paura, di rabbia, parla di ogni sfaccettatura dell’anima e delle reazioni che abbiamo quando tutto ci sembra andare in fumo.
The Sound of Metal è un dramma bellissimo ed il film che dovete guardare.

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *