• Mar. Set 21st, 2021

Weekend è un dramma/thriller del 2020 uscito in esclusiva su Amazon Prime Video e diretto da Riccardo Grandi.

Il film si apre ad un vernissage organizzato dalla madre di Alessandro, morto misteriosamente anni prima, dove quattro amici del ragazzo si rincontrano. Si inizia a ballare e a bere e i quattro iniziano ad accusare confusione e giramenti di testa fino a svenire e risvegliarsi in una baita di montagna lontana da tutto. Scopriamo che il luogo è situato dove Alessandro morì e l’obiettivo dei rapitori è conoscere la verità su quello che dovrebbe essere un suicidio, ma che in realtà potrebbe rivelarsi un omicidio.

Da questo momento in poi assistiamo ad una escalation di verità non dette, scheletri nell’armadio e sembra che tutti abbiano avuto un motivo per uccidere il povero Alessandro. Questa, in breve, la trama che potrebbe anche sembrare interessante ma che in realtà viene messa in mostra in un modo quanto mai banale e amatoriale.

Partiamo dalla recitazione, che vede i ragazzi sempre troppo impostati, mai naturali, sempre in bilico tra il ridicolo e l’accademico. Questo ci fa perdere ogni tipo di empatia verso di loro, non riuscendoci mai ad immedesimare nelle loro vicende e nei loro dialoghi scontati e basati su luoghi comuni. Parliamoci chiaro, nessun ragazzo di vent’anni e nessun uomo di trenta parlerebbe mai o si comporterebbe mai così.

Passiamo alla trama, che anche in questo caso fa di tutto per non farci entrare in contatto con la realtà, cosa a mio parere fondamentale in film del genere. I ragazzi vengono mostrati tutti come doppiogiochisti, nessuno è realmente pulito e tutti sembrano poter essere in grado di compiere un omicidio per motivazioni molto futili. Su cinque ragazzi romani sulla ventina è praticamente impossibile che tutti possano avere un lato da serial killer o qualcosa del genere.

La regia e la fotografia rimangono piatte, basilari, televisive, tranne qualche bel passaggio tra la neve che dà almeno un po’ di fiato ai nostri occhi. In conclusione questa pellicola è una occasione persa tra dramma, thriller e poco pochissimo horror che ci mostra solo banalità di dialoghi ed esagerazione nel provare ad esasperare dei personaggi che dovremmo poter essere noi, ma che non rispecchiano mai la quotidianità messa a repentaglio da una situazione eclatante.

Un film adatto ad una visione distratta, in una fredda serata di Novembre su Rai1, sotto le coperte aspettando che Morfeo ci porti con lui nel mondo dei sogni.

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

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