• Gio. Giu 24th, 2021

“La Stanza” è un thriller psicologico diretto da Stefano Lodovichi e uscito direttamente sulla piattaforma Amazon Prime Video. La pellicola si apre con una donna (Camilla Filippi) vestita da sposa che si trova in piedi al centro di una grossa finestra pronta al suicidio, mentre la pioggia inonda tutto ciò che circonda la sua casa. Il campanello al portone sembra svegliarla da questa specie di trance e la fa scendere per andare a controllare chi ci sia a bussare. Un uomo (Guido Caprino) dice di aver prenotato una stanza in quella che ora ha tutte le sembianze di una villa, ma la nostra protagonista esita perché ormai non affittano da tempo. Dopo svariate battute tra i due finalmente lo lascia entrare e da lì la situazione diventa sempre più inquietante: il nostro intruso sembra conoscere alcune abitudini della padrona di casa e la situazione esplode quando il marito (Edoardo Pesce) rientra. In casa c’è una quarta presenza, silenziosa, chiusa nella sua stanza e che potremo vedere solo alla fine del film, il figlio della coppia. La trama che diventa sempre più complicata è accompagnata da un’interpretazione davvero notevole con dei cambi repentini di umore e delle “trasformazioni” interpretate con grande maestria. Il comparto tecnico è di pregevole fattura, dalla regia lenta, fredda, che ci mostra particolari della casa, che aumentano il nostro senso di inquietudine alla fotografia realistica, ma che riesce a donare una patina quasi gotica a tutta la pellicola. Una nota di merito anche agli effetti speciali che riescono a rendere il tutto ancora più tangibile, vivo.

Ed eccoci arrivati a quella che è la parte più complicata del film, nel vero senso della parola, la sceneggiatura. Evidente è che la pellicola parli di famiglia, di errori, di drammi che possono colpirci e che colpiscono ogni giorno migliaia di persone, ripercuotendosi non solo sulle nostre vite, ma anche su quelle di chi ci è più vicino e nel farlo usa l’espediente thriller/horror e lo fa in maniera a dir poco intrecciata. Lo sci-fi fa capolinea nella pellicola, ma lo fa senza che ci siano basi abbastanza solide da farlo sembrare necessario, le cose si complicano e si perde la percezione con una realtà così cattiva. Il presente, il passato e il futuro si intrecciano tra realtà e aldilà portando ad una confusione che, durante la visione, mi ha portato a perdere la concentrazione per cercare di capire cosa stesse succedendo. Questo non fa perdere punti ad un film che ritengo davvero bello e meritevole almeno di una visione, ma forse una scrittura più semplice lo avrebbe potuto rendere un instant cult del cinema di genere nostrano. “La Stanza” rimane una delle cose migliori uscite negli ultimi anni in ambito thriller/horror italico e spero Stefano Lodovichi possa continuare a sfornare pellicole in una terra che ha fatto la storia di questo tipo di cinema, e che ora ha bisogno di una rinascita.

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

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