• Lun. Giu 14th, 2021

An Invitation from a Crab: Recensione

È da un po’ che non parlavo di manga qui sul sito, fortunatamente ho deciso di tornare con un lavoro veramente di alto livello. Non fatevi ingannare dal titolo, non è assolutamente una lettura scontata come io scioccamente ho pensato, anzi.

Panpanya (il nome dell’autore) riesce, infatti, a costruire una storia geniale proprio perché non è una storia unica, ma una raccolta. Tutti brevi racconti che almeno narrativamente non hanno grandi legami fra di loro, eccezion fatta per la protagonista ovviamente, ma hanno una metodologia che li accomuna e te li fa vivere quasi fossero legati da una sorta di sequenzialità.

La trama di ogni singolo racconto è semplice, ma non facile, scorrevole ma allo stesso tempo impegnativa. Messa così può significare tutto e niente, lo so, ma ora vi spiego meglio.

La storia è raccontata tutta attraverso gli occhi di una bambina, quindi per forza di cose ha dovuto rendere tanto i dialoghi quanto la trama semplici, infatti prende in esame situazioni molto quotidiane alle volte anche banali oppure ragiona per assurdo proprio come una bambina delle elementari. Esattamente per questo è un racconto semplice da leggere, ma non facile da capire perché bisogna immedesimarsi nella protagonista e cogliere tutti quegli aspetti, sciocchi o banali per noi ma immensi e fantastici per lei.

La genialità dell’opera sta proprio nel prendere questioni per noi quasi scontante, per le quali non ci poniamo nemmeno più domande ed accettiamo così come sono, fatte vivere da una bambina in preda a tutta la sua voglia di sapere ed esplorare. Ci Invita a riflettere su quegli aspetti della nostra vita che spesso diamo per scontati, quasi inutili ai nostri occhi, mentre in questi racconti sono esaltati sono resi degni di tutte le attenzioni, e quindi belli da leggere ed apprezzare.

Questa visione, però, non si applica solo alla storia ma anche ai personaggi sia dal punto di vista fisico (infatti non vediamo faccie puramente umane negli adulti) sia ne modi e nelle azioni che compiono. Tutto è visto e interpretato da una bambina con una fervida immaginazione, per cui tutto è reso quasi magico. Senza perdere il senso di realtà e lo scopo di riflessione che si prefigge l’autore.

Non parlerò di caratterizzazione dei personaggi, perché di fatto non c’è. Quindi ha commesso un errore Panpannya? Assolutamente no, è una scelta ed anche molto azzeccata. Tutti i personaggi, che si tenga conto del singolo racconto o della raccolta, sono funzionali alla storia. Ognuno di loro ha un compito, una direzione ben precisa da seguire, non deve evolversi non deve compiere chissà quale missione, deve semplicemente fungere per uno scopo ossia quello di aiutare la protagonista a farci recepire un messaggio. Quindi non aspettatevi una storia ricca di colpi di scena o di personaggi profondi, leggete solo attentamente quello che vuole trasmettervi il racconto.

I disegni sono “strani” , meglio dire “sono strani per noi”. Usa un tratto e uno stile ai quali non siamo abituati noi lettori occidentali che principalmente leggiamo Shonen o comunque manga moderni. Fatto sta che proprio questo stile rende ancora più apprezzabili i racconti, quel tratto quasi caoitco e poco dettagliato è usato proprio per dare ancora più peso alla trama e al messaggio che vuole trasmetterti. Ovviamente non si va a perdere nessun senso artistico essendo una scelta voluta e ponderata e non una non capacità nel disegnare, tutt’altro.

Per concludere posso dire di essere super felice del mio errore di giudizio fatto a scatola chiusa. È una raccolta bella, ricca di significati e con una vena quasi ironica rispetto a come un adulto si approcia a determinate cose o situazioni. Mi sento di consigliarlo veramente a tutti questa volta, sia per coloro che vogliono cambiare e uscire dalla zona di comfort sia per coloro che vogliono semplicemente leggere un bellissimo manga. Mi raccomando non fatevelo scappare.

Voto:9/10

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