• Ven. Giu 18th, 2021

Phantom Stalker Woman- fra incubo e follia

Ultimamente mi sto di nuovo avvicinando al mondo dei manga e sono contento di potervene parlare e magari anche consigliare qualcuno.

Oggi parliamo di una lavoro di Minetaro Mochizuki, un manga horror veramente ben riuscito dal titolo Phantom Stalker Woman.

Il tema trattato da questo manga non è affatto semplice da raccontare ma, purtroppo, rappresenta un triste realtà che molte persone hanno vissuto, o stanno vivendo, sulla loro pelle. Come avrete sicuramente intuito dal titolo si tratta dello stalking, un crimine ignobile quanto pericoloso.

Michezuki lo condisce con del soprannaturale, tematica molto amata dal pubblico giapponese, ma non per questo la gravità del problema viene intaccata in questo tipo di narrazione, semplicemente viene raccontata secondo altri canoni, comunque efficaci, affinché il messaggio venga recepito.

Ci troviamo davanti ad un storia molto solida e ragionata, proprio per far sposare alla perfezione la natura soprannaturale del racconto con una tematica forte e spaventosa come quella dello stalking, un esperimento riuscito in pieno. Il manga scorre egregiamente, la lettura è profonda e avvolgente (personalmente non mi sono quasi accorto del tempo trascorso mentre leggevo). Riesce a trasmettere perfettamente tutte le emozioni, per lo più negative, provate dal protagonista (la vittima di fatto) senza distogliere l’attenzione sul contesto principale.

I personaggi sono ben caratterizzati e perfettamente calzanti nel loro ruolo, quasi non fossero stati scritti ma scelti per interpretare una parte.

La realisticità è molto forte in quest’opera, nonostante la componente mistica, e si riflette anche nei disegni, in assoluto il punto forte del manga, tanto da arrivare a farti guardare sotto al letto o fuori la porta per paura ci sia qualcuno ad ossevarti.

Il tratto deciso e pulito accompagnia la storia senza sbavature e con una profondità incredibile. Particolare cura si nota nelle espressioni facciali usate, a volte, al posto delle parole per spiegare cosa succedendo o semplicemente per trasmettere una forte emozione.

Discorso a parte vale per il metodo narrativo che ad un certo punto fa sì che l’immaginazione del lettore faccia il lavoro che serve per trarre una conclusione adeguata. Quindi c’è un buco di trama? Assolutamente no, ma sarete voi a scoprire cosa intendo leggendo il libro. Sapete bene che odio gli spoiler.

Fin qui tutto bello, ma di manga scritti bene ne esistono tanti. Allora cos’ha di speciale questo? Molto semplice, ti invita a riflettere…

Leggendo Phantom Stalker Woman non si può non pensare a quante persone possano aver subito un tale incubo, aver patito qualla sensazione di oppressione che li ha portati a doversi guardare in ogni angolo in ogni momento per paura che il loro stalker fosse lì. E se anche noi che leggiamo, per fortuna, non abbiamo mai subito nulla del genere sicuramente ci aiuta ad immedesimarci in quelle situazioni tanto brutte, tanto surreali alle volte.

Lo scopo del mangaka era sicuramente suscitare delle emozioni nel lettore e devo dire che c’è riuscito, ovviamente non tutti proveremo le stesse cose e magari intraprenderemo anche percorsi di riflessione differenti. L’unica cosa sulla quale sicuramente ci ritroveremo tutti, o almeno mi auguro sia così, è la conclusione che questo problema va combattuto con ogni mezzo necessario perché nessuno ha il diritto di minare la libertà di un’altra persona.

Voto:9/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *