• Mar. Set 21st, 2021

I Tre Joker: Una cocente delusione

Quando nell’ormai lontano 2018 venne annunciato il progetto denominato “Three Jokers” , scritto dal celebre Geoff Johns, apprezzato per i suoi lavori su Flash e Lanterna Verde, coadiuvato alle matite da Jason Fabok, disegnatore molto apprezzato dal pubblico, ci sembrò naturale aspettarsi un fumetto degno di nota ed in grado di compiere un buon lavoro nello sviluppo di una trama, che si ponesse l’obbiettivo di scavare profondamente all’interno della continuità narrativa dell’Universo DC. La presenza di Tre Joker all’interno dell’universo Batmaniano, era già stata anticipata dal 2016 durante la saga Darkseid War. L’attesa per il progetto era tanta, e le speranze ancor di più. Dopo 4 lunghi anni finalmente il progetto vede la luce, durante l’autunno dell’anno appena passato, ma le aspettative e le speranze riposte nei confronti del fumetto saranno veramente soddisfatte? Sarà valsa l’attesa? Scopriamolo insieme.

La Trama del volume è molto semplice, I tre Joker, chiamati il Gangster, Il Clown e il Comico, hanno sparso per Gotham una lunga serie di delitti. Batman, Batgirl e Red Hood (Jason Todd) dovranno inseguire la figura che ha tormentato le loro vite ed inoltre saranno costretti a confrontarsi con i loro traumi passati. Qual è però il piano dei Joker? Creare un quarto e definitivo Clown Principe del Crimine!

Durante tutto il fumetto respiriamo un’aria molto cupa e drammatica, questo mentre seguiamo Batman e i suoi compagni nel viaggio all’interno dei loro traumatici ricordi, causati da uno dei criminali più efferati della storia dei comics americani. Il fumetto, escluso il concept alla base della storia, non è però rivoluzionario e anzi, si sviluppa come una classica storia di Batman dove il numero dei protagonisti è aumentato. Questo è un difetto enorme per un progetto della linea Black Label, che si propone di pubblicare delle storie innovative e scritte dai migliori artisti in circolazione. Inoltre assieme alla trama piuttosto banale troveremo dei personaggi quasi completamente privi di evoluzione. Sembrano infatti essere retrocessi ad un periodo precedente della loro vita editoriale. Batman è ancora un uomo traumatizzato da tutto quello che ha subíto nella vita, e per tutto il fumetto rimane il modello più stereotipato della sua figura. Jason Todd regredisce alla sua caratterizzazione di 15 anni fa, quando tornò dalla morte sotto le vesti di Red Hood. Barbara Gordon passa da un Oracle che già negli anni 90 sosteneva letteralmente di “non aver perso nulla dopo quello che le fu fatto da Joker” a una figura che nel suo inconscio desidera ardentemente la morte del criminale. E la parte peggiore è che soprattutto i due membri più giovani del team, durante tutto il fumetto daranno vita a una serie di dialoghi usciti dal peggiore Dawson’s Creek, con solo ambientazioni oscure a contraddistinguerli dal famoso teen drama. Il fumetto oltre a tutto ciò ci propone una serie di riferimenti al passato della lotta tra Batman e il Clown pazzo di Gotham, costituendo un aggiunta sì carina, ma che risulta essere l’unico elemento vagamente appagante della sceneggiatura. La maggior parte dei riferimenti sono rivolti a storie viste e riviste, che puntualmente si portano dietro una sorta di chiusura stereotipata nelle storie che vedono affrontarsi le due nemesi più famose dei Comics Americani. Voglio chiarire però come io abbia una forte stima nei confronti di Johns, e seppur lo ritenga sopravvalutato per quel che riguarda alcuni dei suoi lavori, lo considero comunque un fumettista abile e capace, che più volte mi ha soddisfatto con le sue opere. In questo caso ahimè non ci siamo davvero, stiamo parlando di una delle sue peggiori sceneggiature, sin dal suo esordio.

Se da un lato troviamo un arco narattivo decisamente non appagante, dall’altro è praticamente impossibile non notare il bel tratto foto realistico di Fabok, che per tutto il fumetto illustrerà delle anatomie perfette. Inoltre valorizzerà il suo lavoro con dei leggeri ma molto graditi cambiamenti al character design dei protagonisti. Di grande pregio sono anche le inquadrature che Fabok adotta per tutto il fumetto, andando a costruire un bellissimo effetto cinematografico che valorizzerà l’azione e il movimento, che non sono solitamente tra i punti a favore di un disegnatore. Unico lato negativo è forse il layout delle pagine, troppo rigido e fisso ad uno schema passato, probabilmente voluto per l’intenzione di citare The Killing Joke.

In conclusione I Tre Joker è uno dei prodotti più deludenti prodotti dal mercato statunitense mainstream dell’ultimo anno. Un’opera che non ha osato quando doveva, né nei personaggi, né nelle scelte narrative. Un vero peccato.

Pietro

Amante dei supereroi sin da bambino vi esporrà le sue opinioni su fumetti e cinema con tutta la sua passsione.

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