• Sab. Set 18th, 2021

Fin da quando abbiamo visto il primo di trailer, siamo stati incuriositi da questo nuovo progetto di Netflix. Soprattutto perché, già dal primo sguardo, sapevo non avrebbe rispecchiato la serie animata tanto amata da 15 anni a questa parte. Quindi ci siamo chiesti: per quale motivo un colosso delle streaming come la grande N ha scelto di cimentarsi nella trasposizione o, per meglio dire, nell’ispirarsi ad un fenomeno televisivo tanto grande? Credo che la risposta si possa dividere in due punti:

1) Necessitava di un erede spirituale de “Le terrificanti avventure di Sabrina”.

2) Voleva dare una nuova immagine, meno per bambini e più per adolescenti, di un prodotto dalla fama immensa e che sicuramente avrebbe suscitato interesse.

Per dare ciò hanno deciso di usare la serie animata creata dal nostrano Igino Straffi (sì, le Winx sono un prodotto italiano) e portarlo ad un pubblico nuovo e diverso. La domanda è se ci siano riusciti o meno, ma la risposta ve la darò alla fine dell’articolo.

Fate: The Winx Saga non vuole essere una trasposizione fedele del cartone animato, bensì vuole trarne ispirazione per proporre una storia diversa, più cupa e adulta se così possiamo dire. Quello che ci troviamo a guardare è dunque un teen drama in chiave Fantasy o Dark Fantasy per certi versi, che ricalca quello visto con Sabrina. Pur mantenendo tutti i crismi del suo genere, ultimamente visti e rivisti, riesce a donarci un sentore di novità forse perché inevitabilmente la paragoniamo al cartone che ci accompagnava da bambini, situazione molto sfruttata da questa nuova incarnazione.

Anche se la struttura della trama rimane una cosa vista più volte in varie salse, proposta ispirandosi alle Winx la rende meno scontata, meno prevedibile e quindi più apprezzabile anche da chi si è un po’ stancato dei soliti cliché. La storia rimane comunque ben scritta, con dei colpi di scena più o meno prevedibili, ma ricca di riferimenti alla serie originale, con un potere rievocativo enorme, capace di rendere più intrigante la visione di ogni puntata (ovviamente è un discorso che vale solamente per i fan di vecchia data).

Fra storie d’amore complicate, rapporti di fiducia che vanno consolidati o addirittura guadagnati, possiamo sicuramente inserire, come già accennato, The Winx Saga nella classificazione teen. Si presta quindi molto bene ad un pubblico adolescenziale ma, allo stesso tempo è capace di intrigare anche spettatori più grandi.

Il lavoro migliore, però, è stato fatto sui personaggi, nonostante l’impressione iniziale di noi tutti. Inutile che ve lo dica, ma lo ribadisco per sicurezza: non aspettatevi le Winx che conosciamo da un punto di vista caratteriale, salvo non vogliate rimanere delusi. Messo in chiaro questo, abbiamo davanti 5 ragazze molto diverse fra loro ma perfettamente “assemblabili” l’una con l’altra. Ognuna di loro ha un carattere ben definito, condito con tutte le possibili paure e insicurezze di una ragazza di 16/17 anni (piena adolescenza per intenderci) applicate però al loro essere fate. Insomma, ci troviamo davanti a nuovi personaggi, con nomi certamente nostalgici, ma senza la pretesa o la voglia di ricalcare le portatrici originali di quei nomi. Come ho già detto, questo live action porta solo i nomi e i luoghi caratteristici di Winx Club, ma di fatto è un’altra storia ed è giusto che i suoi protagonisti siano un’altra cosa. Infatti posso dire senza problemi che il lavoro sui personaggi è stato veramente egregio, riuscendo a donare una nuova incarnazione delle fate più amate della TV.

Prima delle conclusioni è doveroso esporre un problema, legato proprio al nome altisonante scelto per ispiare questo live action. Se è vero che la serie è confezionata bene, con degli ottimi effetti speciali, una regia molto più che buona, così come l’interpretazione dei vari attori, è allo stesso tempo vero che sia stata presentata come una trasposizione, anche se così non è, di un “classico” dell’animazione. I cambiamenti e la nuova direzione generale non possono far contenti tutti e quindi mi chiedo quanto potrà influire sulla longevità della serie, meritevole senza dubbio di fare il suo percorso e poter affascinare nuove generazioni di “fatine”.

Per concludere, posso dire che ci troviamo davanti ad un prodotto con molto potenziale, forte della sua diversità rispetto all’opera originale amata a livello mondiale, ma che necessitava un nuova interpretazione. Consiglio veramente la visione tanto ai fan storici quanto alle nuove generazioni che si stanno approcciando al Fantasy.

Voto: 8

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