• Mar. Mag 18th, 2021

Come avete letto dal titolo oggi andiamo a toccare un classico della letteratura che di recente è stato adattato a fumetti: Cuore di Tenebra.

Il romanzo di Joseph Conrad non è assolutamente soggetto ad un sola interpretazione, né ha una sola chiave di lettura. Probabilmente lo stesso autore lo interpretava in più modi, perciò in questa recensione vi esporrò 3 punti di vista, a tratti simili ma frutto di tre menti differenti: il mio, quello che credo fosse il pensiero di Conrad e quello di Peter Kuper.

Partendo proprio dallo scrittore originale abbiamo l’impressione che lui credesse veramente nell’opera colonialista europea fra l’800 e il 900 dello scorso millenio, per carità non lo biasimo, era figlio del proprio tempo e credeva negli ideali comuni che poi ha trasmesso nel suo libro. Credeva nel Colonialismo perché partiva dal presupposto che noi bianchi fossimo quelli civilizzati e i Congolesi (per prendere in esame quanto visto nel romanzo), invece fossero l’emblema dell’inciviltà. Con l’idea di quanto una terra selvaggia e priva di regole come quella potesse minare la salute mentale dell’uomo Europeo, che andava lì a cercare fortuna attraverso il commercio d’avorio. Detto in poche parole il pensiero di Conrad volgeva sul fatto che l’uomo bianco fosse vittima di quella terra, che i Congolesi in quanto popolo incivile bramassero un senso di ordine sociale, e a riprova di ciò c’è di fatto un’intera tribù che ha iniziato a venerare uno dei protagonisti come fosse una divinità proprio per le sue conoscenze “superiori”. L’analisi narrata in Cuore di Tenebra non si limita a raccontare la caduta nell’oblio di una persona per colpa di un luogo selvaggio e brutale, ma è un confronto quasi filosofico fra la nostra civiltà (o per meglio dire l’idea che la nostra civiltà fosse la sola degna di questo nome) e quella di un popolo come congolesi, che hanno avuto un storia, uno sviluppo e un retaggio totalmente differenti. Conrad credeva che fossimo veramente dalla parte della ragione, nonostante magari mettesse probabilmente in dubbio determinati metodi.

Il pensiero di Peter Kuper, inevece, è praticamente l’antitesi di quello di Joseph, ed è stata una vera sfida riportarlo in questo adattamento. La cosa complicata di quando si adatta una storia ad un fumetto (specialmente se si tratta di un libro), è che non si puó o comunque non si dovrebbe in alcun modo cambiare l’idea e il messaggio dell’autore originale. Come fare allora quando la si pensa diversamente? Kuper deve averci riflettuto molto, ed essere arrivato alla conclusione che se non poteva “traviare la storia” per esprimere la propria visione, poteva almeno mostrarla. Attraverso i disegni sì riesce infatti a percepire tutto il dissenso e la lontananza da quel Sistema Colonialista che tanto ha dilaniato e schiavizzato il territorio del Congo, quanto il popolo che lo abitava. Un lavoro mastodontico che nasconde dietro un grande studio non solo del libro in sé, ma anche del periodo storico trattato. Così facendo è riuscito a mantenere la tesi originale e allo stesso tempo ad esprimere la propria opinione. Il pensiero di Peter Kuper è molto marcato e diretto: l’Europa aveva torto.

Ora arriva la parte più difficile: spiegarvi il mio pensiero. Complicato perché sotto certi punti di vista potrebbe essere la fusione dei due precedenti.

Partiamo dal presupposto che non ho intenzione di dare del razzista a Conrad come hanno fatto negli anni molti prima di me, perché non sta a me dare un giudizio simile. Io posso solo dire che lui effettivamente credeva di essere dalla parte delle ragione e credeva che l’Europa stesse facendo del bene in quel frangente. Se questo fa di lui un razzista, io non posso dirlo in questo contesto.

Se dobbiamo essere onesti anche io sono convinto fosse una contrapposizione fra Civiltà e Inciviltà, fra Ordine e Caos per cosi dire… Ma chi si trovava dalla parte dell’Ordine? Vedete è qui che fondo i due pensieri di Conrad e Kuper, formulando il mio. Sono convinto che ci fossero due mondi a confronto, due società a confronto, ma non credo proprio che fosse la nostra ad essere quella Civile. A prescindere dal pensiero dello scrittore originale del romanzo, Cuore di Tenebra risulta essere un enorme documento di denuncia, perché racconta le atrocità commesse in Congo in nome di un’ideologia ormai completamente estranea ai giorni nostri (o che almeno dovrebbe esserlo). Quindi io sono totalmente dalla parte di Kuper, ma sostengo che di questa storia vada letta e compresa anche l’ideologia di Conrad, se si vuole arrivare a formulare un pensiero completo e costruttivo. E l’adattamento a fumetti ti permette proprio di averli davanti entrambi.

Arrivando alle conclusioni posso dire di aver amato questa Graphic Novel. Una cura dei dialoghi e dei disegni sopraffina, con tutta la voglia di mandare un messaggio chiaro e preciso. Lo sapete io non amo portare riassunti di trama nelle mie recensioni, mi limito ad analizzare il prodotto, perché secondo me le cose vanno lette in prima persona.

Vi ho messo davanti tre pensieri, tre idee che la letteratura è riuscita a trasmettere, ora tocca a voi. Recuperate assolutamente questo capolavoro, formulate il vostro pensiero e magari venite a condividerlo con noi creando un bel dibattito.

Voto: 9/10

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