• Mer. Giu 23rd, 2021

Una nuova avventura in arrivo per Bear Grylls

Salve a tutti lettori di Octonet!

Eccoci qui oggi a recensire Scuola di sopravvivenza: Missione Safari, una nuova avventura targata Netflix con protagonista Bear Grylls.

Prima di iniziare però vogliamo ringraziare Netflix che ci ha permesso di guardarla in anteprima.

Ma prima di passare alla Trama: chi è Bear Grylls?

Bear Grylls, pseudonimo di Edward Michael Grylls, è un conduttore televisivo, alpinista e militare nord irlandese. È conosciuto per la serie televisiva Man vs Wild (conosciuta anche come Ultimate Survival). Nel 2012 è stato protagonista del programma televisivo L’ultimo sopravvissuto – Metropolis, in cui mostra come sopravvivere in caso di pericoli che si possono verificare in luoghi apparentemente sicuri. Scout dall’età di otto anni, è stato il britannico più giovane a scalare l’Everest all’età di 23 anni; durante la spedizione alcune persone hanno perso la vita. Nel luglio 2009 è stato nominato capo dell’associazione scout britannica, all’età di 35 anni, il più giovane ad assumere questo incarico. Il soprannome “Bear” (in italiano “Orso”), gli fu dato dalla sorella appena nacque.

Di seguito vi lasciamo la Trama

Dopo un improvviso blackout in una riserva safari, Bear Grylls viene chiamato ad aiutare, ma anche lui avrà bisogno di aiuto a sua volta. La situazione è grave: un leone fuggito viene avvistato in un villaggio vicino, un babbuino è scappato e si sta dirigendo verso le scogliere e la corrente deve essere ripristinata prima che altri animali riescano a fuggire.

Passiamo adesso alle nostre impressioni.

La cosa particolare di questo Documentario è il fatto che sia interattivo, ovvero sta allo spettatore compiere alcune scelte per andare avanti nella storia, e quest’ultima prenderà delle pieghe diverse in base a quello che verrà selezionato dallo spettatore stesso.

A differenza di un altro prodotto interattivo di Netflix, Black Mirror: Bandersnatch, in caso di scelte “sbagliate” non si torna subito al punto di partenza, ma si va avanti con la missione o si passa ad un’altra, e solo al completamento degli altri compiti viene chiesto se si vuole riprovare a portare a termine la missione precedente andata male.

Per quanto riguarda lo stile, questo riprende in pieno lo stile survival documentaristico, a cui siamo stati abituati da Bear Grylls per anni. Tutto il filmato in prima persona, ovvero con il nostro punto di vista che corrisponde a quello della cinepresa, che lo filma mentre si muove nei territori più pericolosi.

Grazie a questo la fotografia risulta pulita e semplice, impreziosita da alcune scelte di inquadratura che ci regalano un campo visivo più ampio, il quale rende ancora più immersiva l’esperienza, poiché vediamo per bene il luogo dove ci troviamo, anche se solo virtualmente. Plauso va anche alla musica, che in ogni momento ci accompagna senza mai risultare disturbante e anzi, è sempre di ottimo aiuto.

Voto: 7/10

E voi cosa ne pensate? Fatecelo sapere sulle nostre pagine Instagram e Facebook.

Alla prossima!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *