• Mar. Set 21st, 2021

Orochi: recensione del primo volume del manga horror di Kazuo Umezu

Orochi è un manga che viene pubblicato nel 1969, è la terza opera di Kazuo Umezu, ma la prima ad avere veramente successo. Ad Orochi seguirà circa quattro anni dopo il più famoso The Drifting Classroom, un capolavoro tra i manga di genere horror che sarà anche premiato con il prestigioso Shogakukan Manga Award. In Italia il primo volume, composto da due storie, “Sorelle” e “Ossa”, uscirà il 24 febbraio per la Star Comics, ma noi di Octonet abbiamo avuto l’onore di leggerlo in anteprima e quindi adesso ve ne parlerò un po’ più nel dettaglio.

Il titolo del manga rimanda alla co-protagonista dallo stesso nome, Orochi, una ragazzina con poteri sovrannaturali che gira il mondo spiando le persone per comprendere meglio i sentimenti umani, ma finisce sempre per farsi coinvolgere nelle spaventose avventure che vedono come protagonista le famiglie che sceglie di “studiare” da vicino. Orochi quindi non è la vera protagonista, ma è la spettatrice degli orrori che vivono le persone che sceglie di seguire e che, spinta da grande altruismo, cercherà in qualche modo di aiutare.

Nel primo racconto Orochi, per sfuggire al brutto tempo, si rifugia in una casa in cui vivono due bellissime sorelle. La permanenza della bambina doveva essere inizialmente di un giorno, ma un terribile segreto e la spaventosa sorte che dovrebbe spettare alle ragazze la spingono a prolungare il suo soggiorno. Infatti, al compimento dei 18 anni le due sorelle avrebbero seguito il destino di tutte le altre donne della loro famiglia: sarebbero diventate degli esseri estremamente brutti. Tuttavia, un segreto che la madre rivelerà in punto di morte, non farà che peggiorare la situazione ed aggiungere altre infelicità alle vite delle sorelle.

Nel secondo racconto, Orochi, questa volta nei panni di un’infermiera, assisterà alla tragedia di una donna dall’infanzia infelice che perde tragicamente il marito. Desiderosa di aiutare la povera donna, cercherà di riportare in vita il marito defunto, ma non sa che la vedova nasconde un oscuro segreto e non è del tutto innocente riguardo l’incidente dell’amato.

Partiamo dal presupposto che sono sempre stata una grande estimatrice dei manga horror giapponesi e le opere di Kazuo Umezu sono state per me una piacevole scoperta. In particolare, la cosa che più mi ha sorpresa di questo primo volume è che, nonostante la presenza dell’elemento sovrannaturale, vista la natura sicuramente non umana di Orochi, il vero horror è dato da tematiche più prettamente legate alla natura dell’uomo, come la corruzione o la vendetta, o ancora l’odio, l’invidia e i segreti oscuri che abitano l’animo e il cuore dei personaggi.

Spendo appena due parole per i disegni: già dalle prime tavole si vede che siamo alle prese con un manga non molto recente, ed i tratti hanno quell’aria “vintage” che però non stona affatto, anzi, conferisce ancora più inquietudine e terrore alle vicende. Così come le espressioni e le emozioni dei personaggi, che sia di terrore, di disperazione o di rabbia, sono molto estremizzate, ma anche questa è stata a mio avviso una scelta azzeccata e in grado di rendere ancora di più l’angoscia. Non vedo l’ora di leggere gli altri volumi e sono contenta che anche quest’opera sia disponibile a breve in Italia. Dico “anche” perché, vi ricordo, che della testata Umezz Collection della Star Comics fanno già parte altre due opere del maestro, ovvero Baptism e Io sono Shingo.

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