• Lun. Lug 26th, 2021

Come? Massimiliano che recensisce un film e non un fumetto. Pazzesco.

Scherzi a parte, Greenland è un film decisamente curioso, con una storia produttiva tipica del periodo storico in cui ci troviamo. Distribuito in Italia da Universal e quindi dalla Lucky Red di Occhipinti.

Concepito inizialmente per un rilascio cinematografico è stato poi ritardato a causa del Covid-19 ed infine rilasciato in on demand (su Prime Video/HBO Max) nel territorio statunitense. Nel resto del mondo è stato talvolta rilasciato nei cinema, talaltra no.

La storia segue Re Leon…ehm, scusate, John Garrity (interpretato da Gerard Butler), che è un ingegnere edile, osservare il passaggio di una cometa interstellare vicino alla Terra (chiamata Clarke), insieme ai suoi vicini e famiglia.

Solo per scoprire, attraverso un’allerta presidenziale, che in realtà la cometa colpirà la Terra, anziché passarci accanto. L’allerta lo informerà che è stato sorteggiato, in quanto persona utile alla società, per rifugiarsi con la sua famiglia presso dei bunker di sicurezza in una location non ben precisata (che poi si scoprirà essere la Groenlandia).

Una serie di eventi tipici dei film con Gerard Butler accadranno, la famiglia verrà divisa a causa di alcuni problemi coinvolgenti il figlio, ci saranno combattimenti e lotte per la vita ed anche, incredibilmente vi sarà anche un lieto fine, una cosa non scontata per i suoi film, solitamente.

Greenland - Film (2020)

La cosa insolita è che Greenland, nonostante sia stato pubblicizzato come disaster movie, è in realtà un drama molto più sottile ed elaborato, nonché incredibilmente piacevole da vedere. Alla fine la cometa Clarke è usata solo come pretesto per mostrare l’involuzione della società e la missione di un uomo qualunque, John, intento a salvare la sua famiglia e quel che resta della società. Un film per certi versi “toccante” ma pur sempre votato all’azione. Si tratta invero di un rarissimo caso di disaster movie positivo e ben fatto, anche con un budget ridotto come questo. Insomma è dai tempi di The Day After Tomorrow che non se ne vedeva uno di questa caratura, un plauso al regista Ric Roman Waugh.

Butler recita impeccabilmente le parti dell’uomo qualunque, nessun Re di Sparta o guardia del corpo presidenziale, nessun mitra o pugni e calcia, Garrity è un uomo normale, con un lavoro normale e una famiglia normale, lanciato in una situazione fuori dall’ordinario.

Anzi, una famiglia disfunzionale, moglie distante dal matrimonio (a causa dell’infedeltà maritale) e figlio malato di diabete, e saranno proprio questi due elementi le catene portanti del film, con l’apocalisse di Clarke a fare solo da contorno. Per alcuni la scelta di non puntare tanto sulla spettacolarità della distruzione pare fosse da imputare al budget contenuto, la verità è che anche i film della serie Fallen viaggiavano su budget di 40-80 milioni (Greenland 38 circa), da imputarsi al marketing che al rilascio cinematografico globale.

Il film è poi molto concreto e pragmatico nel mostrare il fallimento della logica umana nel momento in cui questa scopre della prossima estinzione. Con scenari di sciacallaggio e violenza nelle strade, tutti alla ricerca di un modo per salvarsi, rappresentato dal braccialetto a disposizione della famiglia Garrity, il quale permette loro di potersi imbarcare sull’aereo per salvarsi. Aereo che non prenderanno mai. Chiaramente vi sono dei buchi di trama e limitazioni (perché è stato sorteggiato John? Ci saranno altri ingegneri edili in tutta l’America?).

In conclusione, anche a livello di scenografia e sonoro, Greenland si conferma un ottimo disaster movie, ben lontano dalla roba di Michael Bay tutta esplosioni e basta, questa è una storia di sopravvivenza, di libertà e di riscatto (ben visibile negli ultimi frames del film) con anche alcun sequenze davvero emozionanti ed emotive. Insomma, decisamente un bel film per un pomeriggio diverso.

Voto: 7.5

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