• Sab. Set 18th, 2021

I Cine-consigli di Octonet-Febbraio 2021.

Anche questo mese il trio Pietro, Paolo e Foschini ci regala i consigli cinefili:

Cult:

Memorie d’un assassino (2003)

(Pietro)

Memorie di un assassino è il primo grande successo del regista coreano Bong Joon-ho, che all’inizio degli anni 2000, insieme a Pan Chan Wook, diede il via a quello che è il grande filone di film coreani che sempre più stanno riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica, raggiungendo il vertice del successo nel 2019, con Parasite, dello stesso Bong Joon-Ho. Memorie di un assassino, uscito nel 2003, narra le vicende riguardanti le indagini su di una serie di omicidi commessi dal primo serial killer della storia coreana. Il film narra, con il classico stile grottesco del regista, un thriller riuscitissimo in tutte le sue forme, sia come film di genere in grado di mantenere una grande suspance per tutta la sua durata, sia una critica rivolta alla polizia del tempo, non preparata ad affrontare una tale minaccia e maggiormente interessata a trovare un capro espiatorio, piuttosto che il vero colpevole dei crimini, perpetrando la propria idea di giustizia esclusivamente tramite la violenza. La regia è particolarmente curata, nonostante sia solo uno dei primi film del regista. Notevole. in particolare, la scena della galleria.

La leggenda del pianista sull’oceano (1999).

(Paolo)

La leggenda del Pianista sull’oceano è un film davvero cult. Firmato da Giuseppe Tornatore con protagonista Tim Roth in un film senza tempo. Un film dedicato alla musica e alla sua bellezza (non per nulla Ennio Morricone ne firma la colonna sonora). Un film con lunghi momenti dedicati alla bravura di Novecento e di come “accarezza” i tasti del piano. Un film che non può non essere visto, non potete mancare questo appuntamento con un’opera d’amore verso la musica. Tim Roth è sublime è perfetto in ogni movenza e ogni espressione che ci regala, un capolavoro che corona la sua carriera. Una pellicola che rimane nel cuore.

Ichi the Killer (2001)

(Foschini)

Ichi the Killer è un film del 2001 diretto dal maestro Takashi Miike. Qui si sta parlando di una pellicola pulp in tutto il suo splendore, adattata dal censuratissimo e omonimo manga di Hideo Mamamoto, che riesce a mescolare in maniera eccelsa la Yakuza, il cinema splatter e il dramma intimista. I due protagonisti rappresentano i lati sadici e masochisti insiti in ogni essere umano e il contesto criminale nipponico è la cornice perfetta per dipingere questo quadro fatto di barbarie, torture e litri di sangue. Miike dimostra ancora una volta, e forse qui raggiungendo il suo massimo, la sua bravura nel girare alla perfezione scene violentissime e veloci con fotografie al neon che rilasciano una sensazione quasi aliena su tutta la pellicola. Lo humor nerissimo è la ciliegina sulla torta di questo capolavoro di un genio del cinema, una pellicola che dovete guardare ad ogni costo se amate questa arte.

Consigliati:

Gomorra (2007).

(Pietro)

Gomorra, film del 2007, diretto da Matteo Garrone è probabilmente la pellicola italiana di maggior successo degli anni 2000, insieme al “Divo” di Sorrentino. La trama del film è semplice anche se frammentata in più piccole vicende. Vedremo la storia di un ragazzino che inizierà la sua carriera nella mafia, le vicende di una coppia di adolescenti intenti a prendere il comando di una zona, la storia di un sarto e del suo sfruttamento da parte del gestore della fabbrica per cui lavora e infine la storia di un grosso impresario in contatto con la camorra e del suo assistente. Garrone, con uno stile quasi neorealista, mostra allo spettatore una realtà sporca, corrotta sin dalle radici, dove neppure il più semplice tra i bambini ha la possibilità di vivere la propria innocenza. La regia, che si confà di una serie di movimenti di macchina grezzi, mostra al meglio questo mondo terribile eppure a noi così vicino. La possibilità di fare del bene è lontana e ripudiata dai più, eppure il film vuole lasciarci ,verso la sua fine, una speranza di rinascita da parte delle nuove generazioni.

Onward (2020).

(Paolo)

Il film dello scorso anno di Disney-Pixar Onward merita assolutamente la visione. Dan Scanlon ci regala un film che ha fatto molto meno scalpore del film fresco di Golden Globe Soul, ma sicuramente ha degli spunti assai interessanti.
Un film sulla famiglia e sul crescere, non un film che parla di fratelli (non solo almeno) ma un film maturo addolcito per non pesare troppo. Un finale maturo e che farà riflettere i più grandi o chi ha vissuto a modo suo determinate esperienze. Non si tratta di un capolavoro anzi, ma è interessante e particolare, unico nel suo genere; un massaggio semplice ma non banale e anzi trattato nel complesso bene.

Una donna promettente (2020).

(Foschini)

Una donna promettente è un film del 2020 diretto dalla debuttante Emerald Fennell e in attesa di una uscita italiana. La pellicola si presenta come una commedia nera basata sulla vendetta, la vendetta di una donna che ha visto sgretolarsi davanti a lei la vita della sua migliore amica nel periodo del college. Il girl power è dominante, ma nessuna retorica rende il film banale, anzi, la critica alla società è generale puntando ovviamente con più ferocia il dito contro machismo e omertà. La regia è precisa e risalta i momenti di angoscia e di rabbia, andando ad accelerare nei momenti in cui l’azione e lo humor nero sono dominanti. La fotografia quasi color pastello si scontra con la cattiveria della sceneggiatura, ma dipinge alla perfezione il Mondo che stiamo vivendo. Un finale di una cattiveria assordante fa da ciliegina sulla torta per un film che bisogna recuperare, e che bisogna amare.

Sconsigliati:

Hydra the lost island (2009).

(Pietro)

Ok, qui è veramente come “sparare sulla Croce Rossa”: il film, un horror del 2009, narra le vicende di quattro uomini, rapiti e rinchiusi da dei ricchi su di un’isola, sulla quale verranno cacciati. Peccato che in quel territorio sia presente un’Idra, che ovviamente sarà il mostro principale della vicenda. Il film è molto brutto, pieno di errori di regia e buchi di sceneggiatura, effetti speciali tra i peggiori possibili anche negli anni 90 e una pochezza nella scrittura che raramente ho avuto la possibilità di trovare all’interno di una pellicola.

Wonder Woman 1984 (2021).

(Paolo)

Wonder Woman 1984 di Patty Jenkins è sicuramente un vero flop per la Dc. Un film banale e scontato, con personaggi buttati a caso e senza un minimo di pathos . Non è il peggiore eh, ma dopo una visione sicuramente sarete già saturi e vorrete passare oltre. Anche il villain Cheeta è veramente lasciato al suo destino gettando al vento um potenziale personaggio interessante.  L’unica nota ovviamente positiva è data dal magistrale Hans Zimmer che riesce a rendere empatica una scena ben specifica che dovrebbe essere una scena fulcro dell’interno film e che riesce quel minimo del suo intento proprio grazie alla colonna sonora.

All my Friends are Dead (2021).

(Foschini)

All my Friends are Dead è una comedy horror polacca del 2021 uscita direttamente su Netflix. Parlare di questo film per me sarà esattamente come parlare di un cinepanettone, di un cinepanettone brutto, con un po’ di sangue ogni tanto, ma davvero brutto. La pellicola parla di una festa tra adolescenti finita malissimo, una carneficina innescata e continuata per puro caso tra personaggi che sono stereotipi viventi, sesso occasionale e alcol da discount. La parola chiave di tutto il girato è “equivoco”, la stessa dei nostri cinepattoni appunto, ma in questo caso invece di innescare litigi tra mogli e amanti fa partire omicidi, omicidi ed omicidi. L’idea potrebbe essere anche divertente ma la messa in scena rende tutto ridicolo, a metà strada tra l’assurdo e la quotidianità, una via di mezzo inutile tra ciò che potrebbe davvero accadere in una festa tra adolescenti e un film demenziale. Vorrei concludere con un consiglio, se decideste di vedere tutto ciò, soffermatevi sulla scena di pissing (esattamente), e riflettete con me sul perché.

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