• Gio. Set 23rd, 2021

The Doomsday Machine – Recensione

Grazie a Leviathan Labs, abbiamo potuto leggere The Doomsday Machine.
Si tratta di un fumetto da 50 pagine circa con all’interno tre storie diverse di cui vi parleremo adesso.


La prima storia è Summer Mariryum di Davide Morena e disegnata da Federico Gennari. Questa prima storia di venti pagine è leggera e scorrevole. Le creature protagoniste hanno un ottimo concept art, molto accattivante e non troppo sopra le righe. Peccato che il racconto lasci un po’ il tempo che trova: non è una brutta trama, ma certo non rimane impressa al lettore ne tanto meno lo sorprende. I disegni sono abbastanza buoni, si alternano tavole dettagliate e curate ad altre più semplici e abbozzate.


Segue poi Shot ‘em dead di Francesco Cappelletti con i disegni di Francesco Sala. Questa storia è molto più sbarazzina e che fa da intermezzo. Una sequenza molto leggera, con pochi dialoghi, per il gusto di vedere un po’ di “vecchio” western che tanto ci piace. I disegni molto cartooneschi e spigolosi si adattano perfettamente alla trama, rimanendo semplice ma allo stesso tempo dinamica.
Una storiella simpatica che intrattiene un pochino il lettore.


Chiude l’albo I hung my head di Massimo Rosi e Angelo Razzano per i disegni.
Probabilmente la miglior storia dell’albo sia per trama che disegni: una narrazione scontata, ma con una formula vincente che tutto sommato non annoia né delude. Ci sono poi i disegni di Razzano che sono eccezionali: un gioco di luci e ombre spaventoso, soprattutto in certe tavole, rende ogni viso, oggetto o ambientazione incredibilmente reale. Si aggiudica la prima posizione in questo albo come storia migliore.


Il fumetto nel suo insieme non è né da buttare né da avere a tutti costi. Se siete fan del west e siete disposti a vederlo come scenario di base, ma senza alcune delle sue regole più classiche, allora questo potrebbe fare al caso vostro.

In caso contrario invece potreste rimanerne delusi, a voi la scelta!

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