• Mer. Set 22nd, 2021

Love – Il Cane: Quando senza parole si dice tanto

Love – Il Cane è un fumetto molto particolare, un tipo di narrazione alla quale non mi ero mai approcciato prima, nonostante la grande quantità di materiale che ho letto. Qual è la sua particolarità? È un Fumetto Muto, senza dialoghi.

Tutto ciò che può essere trasmesso da questo fumetto viene dalla sceneggiatura e dai disegni. Un progetto molto ambizioso, quasi folle se vogliamo essere sinceri, ma che i due creatori di questa serie ( “il cane” è solo uno dei volumi che la compongono) hanno deciso di correre.

Frédéric Brrémaud (scrittore/sceneggiatore) e Federico Bertolucci (disegnatore) volevano raccontare qualcosa di semplice in maniera insolita. Volevano rendere meno monotana una lettura che molti, altrimenti, avrebbero sottovalutato. Ci sono riusciti? La risposta è sì! Come ci sono riusciti, senza l’uso dei dialoghi, è un altro paio di maniche.

Immagino tutti sappiate come si crea un Fumetto, ma per sicurezza ve lo riassumo brevemente: si parte da un soggetto (storia), poi si passa alla fase di sceneggiatura, si manda il lavoro al disegnatore, che fa quello che deve fare e poi si passa ai dialoghi, quindi ai baloon che tutti noi leggiamo. In Love dato che stiamo parlando di un Fumetto Muto, questa parte manca, ma la storia è sempre lì. Le due menti dietro questo progetto non hanno fatto altro che esaltare la storia nel suo stato più puro, perché in una Graphic Novel le vicende non le leggi, le vedi.

Il Lettore deve semplicemente mettersi ad osservare attentamente ciò che gli viene messo davanti e camminare lungo il percorso tracciato apposta per lui, pagina dopo pagina.

Brrémaud ha realizzato una storia molto semplice, che però nasconde un viaggio. Il protagonista, in questo caso il cane, si trova a dover intraprendere un’avventura nella natura più selvaggia, attraverso diversi pericoli e con gli aiuti più improbabili che potresti immaginare. Tu lettore non sai chi sia l’eroe, da dove venga e dove stia andando, e non sai neanche se stia andando da qualche parte in realtà. Hai quindi un’unica scelta: andare avanti fino alla fine, aiutato da una sceneggiatura costruita chiaramente per guidarti fino all’ultima pagina.

Un lavoro minuzioso e molto preciso, dove la più piccola sbavature avrebbe potuto rovinare l’andamento della letteratura. Un azzardo che ha ripagato, devo dire, a piene mani.

Bertolucci, dal canto suo, doveva invece far appassionare il lettore a quello che stava vendendo. Per questo motivo ha scelto di concentrarsi scrupolosamente sugli animali (i personaggi del racconto), e mitigare un po’ sull’accuratezza di tutto l’ambiente circostante. Le piante, ad esempio, sono decisamente più abbozzate e meno precise, quasi eteree in alcuni casi rispetto invece alle linee, alle movenze e all’espressività degli animali protagonisti.

Un grande punto da non sottovalutare è anche il colore: l’utilizzo di determinati toni e tecniche hanno reso molto più piacevole la scorrevolezza della lettura.

In conclusione posso dire che è stata una bella esperienza, Salpadress in questo caso ha portato una vera particolarità nel panorama fumettistico, che vi consiglio assolutamente di recuperare.

Vi ricordo che potete andare a dire la vostra, riguardo al Fumetto o al mio Articolo, sia sul nostro Facebook sia sulla nostra pagina Instagram.

Voto: 8

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *