• Gio. Giu 24th, 2021

Dall’autore di Hellboy un fumetto dalle cupe tinte vittoriane: JENNY FINN

Jenny Finn è uno di quei fumetti che ti attirano già da una prima veloce lettura della trama, una prima occhiata alla copertina. E così è stato per me con questo fumetto che, tra l’altro, troverete in libreria proprio da oggi per Editoriale Cosmo, finalmente a colori e in un unico volume. Altro elemento che mi ha avvicinato a quest’opera è che esce direttamente dalla penna di Mike Mignola, fumettista statunitense noto soprattutto per aver creato il personaggio di Hellboy. Infatti l’atmosfera che accompagna ogni tavola è cupa e quasi nauseante, un po’ alla Lovecraft, da cui Mignola prende ispirazione per le sue opere.

“Il molo di Londra è flagellato da una duplice minaccia rappresentata da una piaga che lascia alle sue spalle corpi ricoperti di tentacoli e un maniaco omicida che la notte uccide donne indifese. Alla disperata ricerca di risposte, i londinesi si rivolgeranno agli spiriti per rintracciare il presunto omicida, scoprendo la storia di una ragazza nata dal mare che ha portato con sé una terribile maledizione…”

Quindi Londra fa da sfondo a questi due misteri: in primo luogo un assassino di prostitute, mistero che prende gran parte del fumetto facendo inizialmente passare inosservata la presenza di una strana bambina di nome Jenny Finn, che si aggira per le strade più malfamate della città. Il protagonista, Joe, sembra prendere a cuore questi strani avvenimenti e inizia ad indagare. Inizialmente individua il colpevole degli omicidi in un vecchio scorbutico, aizza la folla contro di lui facendolo uccidere ma in realtà compie un errore madornale. Parallelamente a questo mistero, troviamo quello di una piaga che colpisce alcuni abitanti che iniziano a mano a mano a trasformarsi in una strana creatura, e il corpo e il viso si deformano riempiendosi di squame. Verremo più avanti a sapere che proprio Jenny Finn è causa di questa piaga e che, dietro al viso innocente della bambina, si nasconde una sorta di entità malvagia. Infatti lo spirito del vecchio che è stato ucciso ingiustamente ci spiega, durante una seduta spiritica, che la ragazzina è stata trovata tempo prima nel corpo di una mostruosa creatura marina.

Una storia all’apparenza molto semplice, ma il lavoro di Mignola, unitamente a quello di Troy Nixey, Farel Dalrymple e Dave Steward, rendono questo fumetto un ottimo prodotto. Sono assolutamente fondamentali quindi i disegni, si percepisce il malessere, il disgusto di una Londra dilaniata dalla malvagità e dalla malavita dei suoi abitanti. Gli stessi volti dei personaggi, distorti e sottoforma di inquietanti caricature, non fanno che aumentare questo senso di disagio, anche grazie ai minuziosi dettagli nel realizzare i diversi stadi della trasformazione delle persone infettate dalla piaga.

Unica pecca, dal mio punto di vista, è la mancanza di un approfondimento sul personaggio di Jenny Finn. Infatti, come dicevo all’inizio di questa recensione, la misteriosa ragazzina sembra quasi un personaggio secondario, e solo verso la fine inizia ad essere più presente nella storia. Sappiamo qualcosa di lei solo grazie al racconto del vecchio, mentre mi sarebbe piaciuta una caratterizzazione più profonda.

A parte questo piccolo dettaglio, trovo che Jenny Finn sia davvero un fumetto interessante e lo consiglio soprattutto agli amanti del genere un po’ gotico e dark, nonché dell’atmosfera lovecraftiana.

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