• Sab. Giu 19th, 2021

La fabbrica onirica del suono – Recensione

Grazie a Feltrinelli Comics, possiamo finalmente leggere un’opera molto particolare e interessante di Sergio Algozzino La fabbrica onirica del suono“.


Si tratta di una storia composta da circa 100 pagine, che si presentano come un tributo e omaggio alla musica fine anni ’60, tutta anni ’70 e ’80.
Un omaggio, certo di parte, ma apprezzabile. Il titolo onirico in realtà non è proprio corretto; come sostenuto da molti – se non tutti – il genere onirico o lo sai fare, o viene davvero male; In questo caso abbiamo una storia in realtà non onirica, che tuttavia non significa sia un difetto o un errore, anzi.


La storia Algozzino si legge molto bene, le pagine scorrono molto in fretta anche se i personaggi sono un po’ lasciati a loro stessi, soprattutto (e qui sta la critica) quelli principali. I disegni, sempre di Algozzino, sono ottimi e in perfetta sintonia col tema trattato dimostrando di essere connessi dalla prima all’ultima tavola.
Certo sono disegni un po’ piatti ed estremamente colorati e carichi, ma sono assolutamente apprezzabili soprattutto calati nel contesto in cui ci troviamo.


È una lettura non per tutti, non perché complessa, ma perché consigliamo vivamente solo a chi è appassionato dalla musica del tempo e sul concetto di rappresentazione della musica.
Questo concetto infatti è portato avanti sin dall’inizio, facendoci trasparire il pensiero dell’autore senza però influenzare la storia o i suoi personaggi.
Il titolo è quindi consigliato perché è oggettivamente scritto bene, ma non ne possiamo neanche parlare senza informarvi bene su cosa state per andare a leggere.


Nel caso l’abbiate letto, fateci sapere la vostra qua sotto con un commento, mi raccomando!

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