• Mar. Set 21st, 2021

Dampyr Vathek! – Recensione

Sergio Bonelli Editore ha finalmente rilasciato il nuovo volume di Dampyr, che in questo caso raccoglie le storie con nemico Vathek, da cui prende anche il titolo.


Si tratta di un volume che copre, a modo suo, quasi dieci anni di Dampyr. Abbiamo infatti una prima storia che risulta essere una sorta di prologo, nel 2003 dal titolo Vathek, segue poi nel 2007 la narrazione vera e propria, che copre tre storie. Infine nel 2012 termina la Saga, con un epilogo un po’ particolare.
Per il prologo e l’intera storia di Vathek abbiamo Mauro Boselli a curare testi e sceneggiatura, affiancato dai disegni di Maurizio Dotti nel prologo e di Stefano Andreucci per la saga vera e propria. L’epilogo del 2012 è invece di Samuel Marolla e per i disegni, più elaborati, abbiamo di nuovo Maurizio Dotti, che torna dopo il prologo a lavorare sull’epilogo.


Cominciamo dalla storia originale con prologo annesso:
Vathek! è un prologo abbastanza scialbo in realtà, lento e assolutamente fuori contesto rispetto al resto, il tema principale non è né Dampyr né Vathek, ma la guerra civile angoliana su cui forse ci si è concentrati fin troppo.
La serie invece di tre numeri La Sovrana dei Regni Neri – La pattuglia del deserto – L’oasi perduta è ambientata in tutt’altro posto: il Deserto. La storia prende una piega soprannaturale, nonché d’azione all’interno del secondo numero.
Le parti fulcro della storia son ben poche però, e la maggior parte della storia è una serie infinita di tempi dilatati ed estremamente morbosi, che fanno cadere il ritmo della narrazione in quasi ogni situazione.


Ci sono diverse digressioni abbastanza vaghe e futili, qualcuna in meno sarebbe stata forse più gradita.
Il terzo numero, che conclude la Saga, è quello più dinamico, ma purtroppo ha un finale un po’ anonimo. Dopo due albi ci si aspettava uno scontro più articolato, che invece si conclude in poche pagine. Insomma un fumetto un po’ deludente su tutti i fronti.
Andreucci invece disegna molto bene la trilogia principale, con tavole curate e utilizzando i contrasti di luci con sapienza, e rendendo ogni tavola oggettivamente buona. Nonostante le tavole abbiano non troppa profondità, i corpi e i movimenti sono resi dinamici.


L’epilogo invece, La loggia del crepuscolo di Samuel Marolla, si collega fino ad un certo punto con gli albi precedenti. Lascia un finale aperto che chissà se verrà magari ripreso per concludere o semplicemente basare nuove storie o mini saghe ulteriori.
Chiudiamo parlando dell’evoluzione dei disegni di Maurizio Dotti che nel 2003 si presentano in classico stile Bonelli, seppur con più profondità nelle tavole, mentre nell’epilogo del 2012, grazie sicuramente a più esperienza ma anche grazie forse all’evoluzione delle tecnologie, presenta dei disegni molto più dettagliati e con grande dinamismo e profondità di campo, regalandoci una bellissima storia dal punto di vista visivo.


Concludiamo lasciando a voi con completa libertà il giudizio finale sull’opera: sicuramente non il culmine raggiunto da Dampyr, ma magari una buona storia se non si vuole eccedere in storie puramente soprannaturali nell’ambientazione e nei personaggi.

Purtroppo non è una lettura che intrattiene troppo, il ritmo è fin troppo frammentario e decadente, non pienamente sfruttato per troppo tempo. Fateci sapere cosa ne pensate, e se concordate sulle nostre pagine Instagram e Facebook nel caso l’abbiate già letto!

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