• Gio. Giu 24th, 2021

Middlewest 1; 2– La Recensione

Middlewest è una serie a fumetti della Image Comics composta da tre volumi. È scritta da Skottie Young ed è disegnata da Jorge Corona, i colori invece sono a cura di Jean-Francois Beaulieu. In Italia, l’opera è edita da Bao Publishing.

Il protagonista della storia è Abel, un ragazzino che vive insieme a suo padre Dale a Farmington, paesino del Middlewest. Abel consegna i giornali in bici e ha degli amici, ma trascorre davvero una vita normale come dovrebbe essere alla sua età? Una cosa è certa, il rapporto con suo padre non è dei migliori. Un giorno quest’ultimo, in un attacco d’ira, si trasforma improvvisamente in un tornado dalle sembianze umane. Nella furia riesce a colpire suo figlio e gli lascia un marchio sul petto. Abel riesce a fuggire insieme al suo amico Volpe, una volpe (per l’appunto) rossa parlante. Da qui inizia il loro viaggio, che li porta a conoscere lo stregone Jebediah, il quale comprende la difficile situazione in cui si trova Abel e gli consiglia di trovare Madame Magdalena e di chiederle aiuto. Durante la ricerca si imbatteranno nel gruppo di circensi del Circo Hurst. Intanto, Dale è sulle tracce di suo figlio.

Il primo volume ci trasporta in una storia di genere Fantasy, dove la tematica principale è il rapporto tra genitori e figli. Certo, i figli devono assumersi le loro responsabilità se sbagliano, e quando questo succede bisogna rimproverarli, però bisogna soprattutto capire perché hanno preso quella decisione errata. Ma Dale è un padre che invece di dialogare con suo figlio, reagisce in modo molto severo nei suoi confronti e riversa la sua rabbia su di lui. Abel è convinto che sia stato sempre così, infatti lo ricorda sempre furioso, o almeno così sembra. Nel momento in cui Maggie però entra nei suoi ricordi, il ragazzino si rende conto che quando era piccolo, suo padre era dolce e paziente. Quindi qual è l’origine della rabbia di Dale?

Non si può non provare empatia per Abel: si sente solo, la madre è andata via, cerca affetto e comprensione dall’unico genitore con cui ha dei rapporti, ma riceve solo duri rimproveri, rabbia e alla fine anche una maledizione.  Quando si unisce ai circensi, finalmente si sente parte di una famiglia che lo ama ed è tutto quello che ha sempre desiderato in fondo. Ogni essere umano desidera avere un posto del mondo, no?

Durante la lettura dei primi capitoli ci si accorge che l’avventura di Abel comincia un po’ come quella di Dorothy di “Il mago di Oz”, infatti entrambi sono lontani da casa a causa di un tornado, sono accompagnati da un fedele amico a quattro zampe ed entrambi hanno l’obiettivo di incontrare una determinata persona.

Alla fine del primo volume, Abel scatena la sua rabbia e come suo padre si trasforma in un tornado rischiando di travolgere i suoi amici circensi. Nel secondo volume infatti, decide di lasciare il circo perché teme di uccidere qualcuno prima o poi. Così si incammina verso nuovi luoghi insieme a Volpe. Quando giungono nella Foresta di Innfi vengono attaccati prima da degli strani scoiattoli e poi vengono catturati dai Nowak. Grazie a questo antico popolo, Abel scopre il nome del marchio e chiede quindi il loro aiuto. Viene condotto da Himji Billo, capace di fargli incontrare lo spirito Nokoyuna; quest’ultimo gli rivela che deve affrontare il proprio passato per poter rimuovere la maledizione, e per farlo deve dirigersi al bosco invernale. Qui incontrerà inaspettatamente un membro della sua famiglia.

In questa seconda parte Abel si ritrova di nuovo solo: ha lasciato l’unico luogo che poteva chiamare casa, ha abbandonato la sua nuova famiglia per il loro bene. E nonostante i circensi sappiano cosa Abel è capace di diventare, vogliono comunque cercarlo in quanto è un loro compagno. Ciò è una stretta al cuore per il lettore, anche perché Abel è all’oscuro della loro decisione.

Il protagonista si ritrova quindi da solo a dover affrontare il proprio passato, per comprendere suo padre e la propria maledizione. Questa volta grazie ad alcune rivelazioni, si riesce a capire maggiormente la figura di Dale. Se nel primo volume la storia si incentrava sul rapporto genitori-figli, i temi principali del secondo volume sono la crescita e l’accettazione di sé. Abel si scontra con il suo passato e fa fatica ad accettare chi è, non vuole essere come suo padre, ma può davvero essere inevitabile?

I disegni dal tratto fiabesco sono perfetti, quando la rabbia di Dale e Abel esplode è quasi tangibile, infatti sembra fuoriuscire dalle tavole e travolgerci. L’uso del colore è assolutamente impeccabile.

Alla fine di ogni volume è presente una galleria di immagini con le cover dei vari episodi utilizzate dalla Image Comics.

In conclusione, Middlewest è una storia che sorprende, emoziona e ti trasporta in un mondo Fantasy. Non si può far a meno di attendere l’uscita dell’ultimo volume per conosce la fine di questo meraviglioso viaggio fatto di crescita, di amicizia e di accettazione.

I due volumi dell’opera sono disponibili nelle fumetterie, nelle librerie, online e sul sito della casa editrice milanese.

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