• Lun. Giu 21st, 2021

Come di consueto, torniamo a parlare dell’indagatore dell’incubo di casa Sergio Bonelli Editore, con il suo nuovo numero della testata regolare mensile Vendetta in maschera, di Gabriella Contu e con i disegni di Andrea Chella.

Pochi fronzoli, siamo di fronte a quello che personalmente reputo uno dei migliori Dylan da molto ma molto tempo. Una storia dura e cattiva, realista e che ci presenta un Dylan in una veste diversa dal solito. Non si può che apprezzare. In questo numero alla fine vediamo portato avanti anche un discorso sociale, che spesso viene lasciato a sé e poco considerato. Per quanto non sempre perfetta, questa nuova era di Dylan Dog (iniziata con la serie post-meteora, 666) ci ha presentato un Dylan sempre più attuale e vicino ad alcune tematiche decisamente non scontate: ciò non può che essere una nota di merito alla nuova gestione, che se offrisse sempre storie di questo calibro al pubblico, Dylan sarebbe veramente imperdibile per tutti.

La trama è molto semplice, il nostro protagonista verrà “ingaggiato” per risolvere un mistero dietro ad una serie di omicidi. Si potrebbe dire molto di più, ma si andrebbe a spoilerare una trama molto scarna e lineare, ma incredibilmente realizzata.

Dylan è spoglio di qualsiasi clichè o stereotipo che si possa immaginare e per questo la storia continuerà a stupire fino alla sua conclusione, che è veramente magnifica. Le tematiche e i personaggi tipici delle storie di Dylan Dog sono eliminati per dare spazio a nuove aree e nuove dinamiche che risultano ampiamente efficaci e che ci auguriamo di rivedere sulla serie principale di Dylan Dog.

Gabriella Contu qui ci porta dei temi ben precisi, con una netta presa di posizione da parte di Dylan. Questo lo renderà una sorta di eroe in un certo senso, il che magari non piacerà a chi si accontenta sempre del solito Dylan e a cui ormai è affezionato, ma indubbiamente si tratta di una sceneggiatura dotata, e sviluppata in modo praticamente eccellente. Si sarebbe addirittura potuto gridare al capolavoro se la storia fosse stata divisa in due albi, in modo da approfondire alcuni piccoli aspetti. Si tratta però di piccolezze, è già un gran numero così.

I disegni di Andrea Chella, che non disegna Dylan per la prima volta, hanno un tratto molto spigoloso e cartoonesco su certe tavole. I volti sono espressivi nonostante i tratti molto abbozzati. Non c’è un particolare gioco di luci e ombre o uno scrupoloso lavoro nei dettagli, ma è comunque un lavoro che aggiunto all’incredibile storia rende questo numero 415 davvero imperdibile.

In conclusione si tratta di un albo veramente imperdibile quello di questo mese. Non potete farvelo scappare se siete fan del personaggio o se semplicemente cercate di leggere il meglio tra le varie serie. Se siete completamente digiuni di Dylan Dog ve lo consigliamo lo stesso, ma sappiate che questo non è il solito ambiente in cui ritroviamo l‘indagatore dell’incubo.

Fateci sapere la vostra contattandoci sulle nostre pagine Facebook e Instagram circa questo nuovo numero di Dylan Dog!

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