• Ven. Giu 18th, 2021

Red Border – La Recensione

Red Border è il nuovo progetto edito Star Comics che oggi vi presento, un thriller pulp che merita di esser trattato a dovere, specie per alcune sue particolarità.

L’opera è scritta dall’iconico amante dei thriller, Jason Starr, ed è illustrata ad opera da Will Conrad, col suo stile molto plastico e muscolare. La storia si apre con uno scenario apparentemente tranquillo. Da subito, attraverso i dialoghi, emergono le tematiche che verranno trattate, durante tutto il corso della stesura, le quali: La mafia, la disparità di genere e il razzismo. Di fatti, il fumetto è ambientato tra il Messico ed il Texas, due luoghi che, a livello storico, sono stati travolti da spiacevoli eventi di stampo bellico, cosa che durante l’opera diverrà centrale.

L’opera vede come protagonisti Karina ed Eduardo, due giovani ragazzi innamorati che, a discapito di una buona azione compiuta dalla prima, sono ricercati in tutto il Messico, dal capo mafioso Jefe. In fuga, si imbattono in Tito, un ragazzo molto più giovane, che decide di arrivare al confine texano, con loro. Giunti sul luogo, Colby Benson Terzo, salverà i tre da una retata dei seguaci di Jefe, per poi portarli nel ranch di famiglia, in campagna.

Da questo momento in poi, Eduardo e Karina sembreranno non trovarsi più nelle decisioni sul da farsi, tanto da avere delle discussioni parecchio accese sull’inquietante ed eccessiva ospitalità di Colby Benson Terzo e dei membri della sua famiglia. Il resto, lascio che lo scopriate voi, così da scrivere nei commenti cosa ne pensate!

A livello tecnico, i disegni li ho trovati impeccabili e molto funzionali: Durante la lettura, invitano il lettore ad osservarli attentamente, per quanto realistici. Per questo motivo, trovo personalmente che si sposino perfettamente con la sceneggiatura di Starr; Ben suddivisa, che accompagna il lettore nei dialoghi e che non appesantisce le pagine, bensì le rende dinamiche e fluide. Però vi anticipo: Sono parecchio forti e suggestionano anche un bel po’!

I dialoghi non risultano banali e scontati, sebbene siano usati toni gergali e d’impatto: La lettura scorre e non sembra si assesti e tanto meno, non annoia. Personalmente, mi ha catturato parecchio, al punto tale di non essermi resa conto che da pagina 1, ero arrivata a pagina 50.

L’unica piccola critica che sento di dovergli fare, è la seguente: alcune cose, cadono nella ripetitività del genere in sé: Moltissime il lettore non se le aspetta assolutamente, mentre altre – personalmente parlando – tranquillamente le va a supporre… e fato vuole, le prende tutte.

Tuttavia, aldilà di questo, lo consiglio vivamente poiché mi è piaciuto moltissimo e la storia mi ha profondamente catturato!

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