• Sab. Giu 19th, 2021

Siamo tornati al solito appuntamento annuale con la serie di Robert Kirkman e Lorenzo De Felici: Oblivion Song.

Una saga che ormai ci accompagna da diversi anni, capace ad ogni numero di tenerci incollati alle pagine. Merito anche degli splendidi disegni.

Giunti al quinto volume, entriamo nel vivo della storia. Dopo aver esplorato la dimensione di Oblivion, aver conosciuto il vero popolo che lo abita ed aver capito qual è, grosso modo almeno, la minaccia che incombe sul pianeta, siamo finalmente giunti al punto di non ritorno, allo snodo di tutte le vicende, o quasi.

Il volume in questione è importante per lo sviluppo della saga, non solo perché ci dà molte informazioni sugli “Uomini senza occhi” (i nativi di Oblivion, per intenderci) come la loro struttura gerarchica, ma anche su quanto siano effettivamente avanzati tecnologicamente rispetto ai terrestri e sulla loro struttura biologica.

Informazioni apparentemente inutili che però hanno lo scopo di arricchire la narrazione, per permettere al lettore di immedesimarsi di più in certi aspetti del popolo autoctono della dimensione (forse pianeta sarebbe più adatto) di Oblivion.

Tralasciando queste note di colore, Kirkman ci mette davanti una storia superficialmente semplice: molto lineare e quasi scontata. Ovviamente, come suo solito, ci sta soltanto prendo in giro. Lungo tutta la storia racchiusa in questo volume, ci vengono mostrate scene/situazioni essenziali per lo sviluppo di trame future (a mio avviso anche piuttosto importanti).

Nonostante tutto, la storia come la conosciamo non subisce chissà quali colpi di scena, specialmente paragonato al volume precedente. Non significa tuttavia sia privo di phatos o di coinvolgimento, anzi, risulta pienamente in linea con il resto della saga.

Passando al lato grafico, ovviamente troviamo nuovamente De Felici. Disegnatore e co-creatore della serie, il nostro connazionale Lorenzo ha sempre avuto uno scopo: rendere al massimo l’estraneità di quel mondo alieno che tanto fa paura alla maggior parte degli uomini.

Ritroviamo quindi tutti quegli animali dalle sembianze mostruose che, il più delle volte, non sono altro che innocui cuccioloni. Altro punto forte dello stile di Lorenzo sono sicuramente volti e anatomie, una cura quasi maniacale nelle proporzioni e nelle espressioni facciali. Tutto per rendere il più empatica possibile ogni scena.

Ultimo, ma non per importanza, il paesaggio. Ho notato in questo quinto volume molta più cura nel rendere Oblivion tanto distante dalle ambientazioni tipiche del nostro pianeta terra. Allo stesso tempo ho percepito la voglia di fare trasparire un senso di calore, di accoglienza da quel mondo tanto strano e variopinto.

Per concludere posso dire che rimaniamo perfettamente in linea con gli altri numeri della serie. Una storia, stavolta, si più semplice all’apparenza ma altrettanto convincente. Un resa grafica stupenda, che merita assolutamente di essere ammirata.

Insomma, consiglio a tutti di recuperare la serie se non lo avessero ancora fatto e consiglio a tutti gli altri di leggere il numero 5 il mese prossimo.

Vi ricordo che Oblivion Song è portato in Italia da Saldapress e il numero di cui abbiamo parlato poco fa sarà disponibile da Maggio, sia sul sito che in libreria/fumetteria.

Mi raccomando venite a dirci la vostra sia Instagram che su Facebook. Vi aspettiamo.

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