• Mar. Set 21st, 2021

Zero: la spietata distopia di Kot by Saldapress

Edward Zero è la macchina perfetta per portare a termine qualunque incarico gli venga affidato dell’Agenzia.
Zero è una spia che non si fa scrupoli a infrangere le regole. Così, quando un ordigno rubato diventa il punto nevralgico di un conflitto che dura da anni, Zeroviene spedito a recuperarlo. Il problema è che quell’ordigno si trova all’interno di un terrorista ancora vivo, che respira e che è stato bio-modificato. Ma sopratutto alle sue spalle c’è un intero esercito.

Zero Vol. 1 : Emergenza

Aleš Kot lo ricordiamo tutti per quel gioiellino che è “Il Mondo Nuovo” della scuderia USA di Image Comics, con il pennino di Tradd Moore ed edita in italia da SaldaPress. La SaldaPress ci sta facendo davvero sognare, raggiungendo in Italia picchi di qualità che le altre case editrici, la cui produzione sta forse subendo una curva discendente, non possono vantare.

Ma stavolta Kot non ci propone una storia dal sapore dolce e familiare, come nel fumetto omonimo del celebre romanzo di Huxley. Moore resterà a fianco dello sceneggiatore, ma dentro un team di disegnatori a supportare questa spy-story ad episodi. Zero è una serie di fumetti cinica e violenta, dove sono il dolore e il sangue a tenere il ritmo della narrazione. Anche qui, però, il mondo è in pericolo: questo ci fa pensare alla passione che Kot deve avere per la distopia e il genere apocalittico\post-apocalittico. Zero svela un volto meno romantico e più crudo: Il mondo dello spionaggio. In una storia carica d’azione, spietata e violenta, in cui ,a salvare il mondo ancora una volta sull’orlo del collasso, spesso non sono affatto gli eroi belli, buoni e affascinanti che rispetterebbero i canoni della Kalokagathia.

Il concetto greco di bellezza fisica, che si unisce ad un cuore puro e un animo eroico, qui non esiste. Nonostante ciò, lo stile grafico è un piacere per gli occhi, sebbene anch’esso non manchi di uscir fuori dagli schemi; la distorsione delle forme, è gradevole nel suo intento disturbante e le scelte cromatiche, sono sempre eccelse. L’architettura narrativa è sempre equilibrata e accompagna il lettore pagina dopo pagina, esattamente come il layout delle tavole, la cui struttura è tanto originale quanto ben leggibile.

Le vicende si svolgono in un immaginario futuro, ma non troppo distante dal nostro. Il protagonista di questa storia di spionaggio è Zero. Il nostro è un personaggio anomalo: un agente segreto il cui scopo primario è l’omicidio. Addestrato da una misteriosa organizzazione, da quando era un bambino, vive in un mondo che ricorda una caricaturale distopia, basata sul presente che viviamo: un mondo di liberismo spietato, dove gli interessi economici e politici, trasformano le persone in pedine da usare o in bersagli da distruggere. Di tutto ció Zero non sembra essere del tutto interessato, se non addirittura inconsapevole. Quantomeno per la gran parte della storia. Infatti è proprio dalla fine che Kot decide di stravolgere il lettore, capovolgendo la sequenza temporale della narrazione e aprendo la sua storia con uno Zero diverso da quello che siamo stati abituati e vedere, mentre ha una pistola puntata alla testa. Ma non è tutto: ad impugnarla è un bambino di 10 anni.

Ora, però, andiamo con ordine.

Zero, Vol.1: Emergenza

La storia parte in media res che, personalmente, è il migliore degli incipit. Il lettore è quindi subito catapultato nel bel mezzo dell’azione, nel bel mezzo della striscia di Gaza.

Il mondo è un posto orribile.
Questo è quello che facciamo per sopravvivere e prosperare in esso. Per poter fermare il male, dobbiamo annientarlo. Per poter fermare il male dobbiamo annientarlo e distruggerlo. E, un giorno, quando li avremo uccisi tutti, il mondo sarà un posto migliore, per questo.

Zero, Vol. 1: Emergenza

Questo volume è disegnato da Michael Walsh, nominato ai prestigiosi premi Eisner e ora in collaborazione con Jeff Lemire. I suoi disegni sono grafici e sintetici, ben sposati con il ritmo serrato del Volume. Le tavole sono sporche, crude, ma l’inchiostrazione è sempre ben calibrata e non intacca la lettura. La mano è certamente quella di un maestro.

A caratterizzare ancor più questa frenetica narrazione è l’ambientazione incredibile: la scelta della striscia di Gaza è eccelsa. Ma torniamo a noi. Edward Zero è agente modello:  calcolatore, stacanovista, preciso, gelido. Infiltratosi tra i corpi militari in guerra, deve recuperare un misterioso congegno dal corpo di un soldato palestinese. Ma qualcosa nel duello col suo avversario lo porterà a ritrovarsi in una pericolosa posizione di svantaggio. Il Soldato è “biomodificato“. La lettura è scorrevole, dinamica, velocissima; la sceneggiatura è infatti composta da dialoghi brevi e incisivi, non senza una spruzzata di frase a effetto qua e là che ci mostrano la pungente ironia dello sceneggiatore.

Leggeremo poi le origini Edward ZeroIl disegnatore cambia ad ogni nuovo capitolo: ritroveremo Tradd Moore, dal tratto sinuoso e dalle deformazioni grottesche che strizzano l’occhio al cartoon. Lo abbiamo amato ne “Il Mondo Nuovo” e lo amiamo anche qui. Ma Zero non è il solo protagonista della storia. Con lui c’è e Mina che sin dalla nascita, è stata indottrinata assieme al primo, da una misteriosa agenzia. I due bambini sono stati soggetti a somministrazioni di droghe, proteine e ritalin, con lo scopo di renderli soldati infallibili e privi di emozioni. Altri personaggi sono gli Easter Egg che troviamo qui ed il Vicedirettore Zizek (reference che ho molto apprezzato, al celebre filosofo Slavoj Zizek).

Il durissimo addestramento a cui Zero è stato sottoposto fin dalla tenera età, insieme ai compagni Mina e Robert, un altro bambino, continuerà poi con le missioni sul campo. Una tra queste, vedrà concludere un capitolo della sua vita con la tragica perdita di Mina; la compagna morirà in un incarico che prevedeva l’uccisione del più pericoloso terrorista al mondo, Ginsberg Nova.

Il sangue e la violenza esplicita caratterizzano questo Volume: non a caso il rosso è il colore dominante sia nelle sequenze più frenetiche sia per illustrare esplosioni e sangue. Presente anche nella luce di alcune inquadrature statiche, come metafora del pericolo e della morte che permeano nelle vicende.

Una menzione agli altri tre artisti coinvolti in questo volume. Mateus SantoloucoMorgan Jeske e Will Tempest hanno tratti grafici tutti diversi e questo potrebbe destabilizzare i lettori che preferiscono opere più uniformi. Con Mateus Santoluoco si torna in ambiti più da James Bond e con un’atmosfera che torna a quelle di Walsh. L’andamento quasi caricaturale viene rafforzato da fisionomie spesso esagerate. Personalmente, ho trovato il tutto coerente con la frenesia dell’azione e di una storia che, complice il fatto che è al suo inizio, lascia molte zone d’ombra in cui il lettore si sente tanto confuso quanto vorace, interessato. Il ritmo è velocissimo ma mai confusionario. Tutti i personaggi presentati finora sono ben delineati e la storia è decisamente trascinante.

Questo volume racconta come Zero sia diventato, da bambino come tanti, a macchina da guerra senza emozioni che perpetua una sua idea di giustizia, priva di qualsivoglia umanità. Il Volume, arricchito da documenti e interrogatori, si caratterizza dalle tinte fosche e lascia molti interrogativi sospesi. Una storia terribile e atroce che ti lascia incollato alle pagine, un pugno nello stomaco del quale non vuoi fare più a meno.

Zero, Vol.2: Il Cuore del Problema

L’amore… è una grande sventura. È un parassita, un permanente stato di emergenza che rovina tutto.

Zero, Vol.2: Il Cuore del Problema

Se il primo Volume si era concluso con la perdita di un occhio da parte di Edward Zero, mentre si trovava in Brasile per una missione, vediamo come poi questi sarà sottoposto ad una serie di test da parte dell’Agenzia, volti a valutarne la sanità mentale e l’effettiva operatività sul campo. Siamo in un mondo crudo, senza sentimenti. È a questo punto che entra effettivamente in scena il Vicedirettore, Roman Zizek. Questi, è responsabile delle operazioni e mentore del giovane Zero, a cui aveva rivelato un orribile segreto: l’Agenzia stava coprendo la verità su un agente patogeno che pian piano stava contaminando l’umanità. Un segreto a cui anche Zero, abbia preso parte.

Ma questo è solo l’antefatto.

il racconto inizia anche qui, come nel precedente volume, in media res. Siamo nel mezzo di una missione che conduce Zero presso (altro Easter Egg) il CERN dove, un gruppo di terroristi, ha preso possesso del complesso scientifico. Proprio qui, l’agente segreto incontra una sua vecchia conoscenza, certamente non a lui cara: il terrorista Ginsberg Nova, colui che, per Zero, è responsabile della morte di Mina. Lo troviamo sul varco di un portale dimensionale. Rivelerà delle scottanti verità al ragazzo, tra cui la sua identità e alcune cruciali informazioni.

Anche qui il volume è disegnato da cinque diversi illustratori e ancora, la scelta audace di Kot conferisce alla lettura un aspetto frenetico e dissonante, ma mai caotico.  Vanesa R. Del Rey si fa strada nel primo capitolo con un tratto grezzo e un nero a blocchi, che vorrebbe imitare e sporcare Mike Mignola (le esplosioni sembrano quasi ricalcate da una tavola di Hellboy!). Tuttavia, utilizza una palette unica che la caratterizza: l’unione di colori caldi, del gradiente del giallo e colori freddi, del gradiente del celeste, sembrano strizzare l’occhio a quel tipo di sci-fi di pellicole, come Stargate. Repentino il cambio con Matt Taylor e la sua inchiostrazione cristallina: dal tratto limpido e tagliente come un bisturi, che seziona la narrazione, come un corpo morto. Le forze spigolose e irregolari conferiscono alla narrazione un’ulteriore freddezza, ben adattandosi allo stile spietato di Kot. D’altro canto, il nero a blocchi di Jorge Coelho incupisce a maggior ragione lo scorrere degli eventi e Mignola Coelho, senza omaggiarla troppo, disegna un noir personale, che lascia al lettore il tempo di elaborare la spirale di orrore che sta leggendo.

Le tavole hanno una composizione così cinematografica che sembra vederle scorrere come fotogrammi. Tonči Zonjić segue la linea dei precedenti: un noir caratterizzato da sporcature e anche qui nero a blocchi, ma con una sintesi molto più minimale. Illustrerà il passato di Roman Zizek che, disvela in un flashback, atrocità che questi ha subito e ben inseriti in una dura riflessione sugli innumerevoli stupri vissuti dalle donne durante la guerra in Bosnia. Così, assieme a Kot lo stile di Zonjić ti svuota totalmente. Michael Gaydos è l’ultimo disegnatore e, con un lettore ormai straziato, ci mostra Zero segnato in volto: un protagonista specchio del lettore. Un uomo a pezzi, reso insensibile da tutto quel che ha vissuto e con uno stile spesso solido, duro: come ciò che Edward sta diventando.

Zero si ritrova a dover scegliere se, continuare a stare dalla parte di Zizek, suo mentore o se, prendere le difese di Sara Cooke, direttrice dell’Agenzia. La vita del giovane agente sembra andare a rotoli, essendo costretto dagli eventi a disertare il suo ruolo per scappare con una nuova identità. In un doloroso flashback sulle sue reali origini comprenderemo alcuni aspetti rimasti oscuri fino a ora, come la vera identità dei suoi genitori.

Nonostante non manchino scene di azione, questo è un volume più introspettivo: concentrato sulla comprensione del sé e sulla ricerca della propria identità. L’atmosfera è egualmente trascinante, ma il ritmo della narrazione vuole incalzare meno il lettore, lasciandogli spazio per riflettere su quanto finora ha appreso su Edward.

Un altro tema che emerge è l’amore, narrato attraverso i flashback che interessano Zizek e la Cooke. La loro relazione clandestina è una metafora che permette a Kot di parlarci in maniera cinica e affilata dei sentimenti: è straziante e spietato. Il loro è un amore impossibile e, leggendo le riflessioni di Roman Zizek, sentiamo un forte parallelismo con la vita di Zero: su quanto ha sofferto, nell’affezione delusa di bambino che vede la morte.

Sembra quindi che sia proprio l’amore, il “cuore” del problema.

P.S. Domani uscirà un secondo articolo che andrà a concludere questa maxi-recensione su “Zero”

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