• Dom. Set 26th, 2021

Falcon & The Winter Soldier – Recensione

Si è conclusa questo venerdì la seconda serie TV, anche se programmata per essere la prima, del MCU Falcon & The Winter Soldier. Con 6 puntate da quasi un’ora l’una, come per Wanda Vision, questa serie si è rivelata un successo incredibile. Dopo l’enorme numero di consensi ottenuto da Wanda Vision, molti davano già per sconfitta questa serie sulle “spalle” di Capitan America, invece a gran sorpresa questo prodotto si è rivelato un degno avversario che, a mio parere, ha addirittura la meglio sulla serie che l’ha preceduto.

Nonostante si basi su una visione più action e poliziesca, questa serie riesce a toccare in modo serio, ma non esageratamente pesante, temi sociali più che mai attuali.

Per quanto le premesse forse non erano così avvincenti, questo prodotto ha generato finalmente l’approfondimento che personaggi come Sam e Bucky meritavano, ripagando degnamente l’attesa.

Le prime due puntate sono per così dire d’assestamento: ci inquadrano esattamente i due protagonisti, con il loro rispettivo passato e rimanendo fedeli al massimo con tutto ciò che è stato prima. Certo, è tutto molto prevedibile, ma la trama procede in modo abbastanza lineare. Una nota negativa va forse al personaggio di Zemo (Daniel Bruhl), un po’ sprecato in fin dei conti, o comunque non utilizzato al massimo delle sue capacità.

John Walker (Capitan America) è interpretato da Wyatt Russell, che per aver ottenuto il ruolo ha ricevuto minacce di ogni tipo dai soliti fans infantili, che non capiscono il potenziale oggettivo di un personaggio e/o la situazione.

Interessante è il ruolo di Sharon Carter (Emily VanCamp), che per quanto abbia avuto davvero poco spazio nella serie, ci ha lasciati con un finale assolutamente aperto da cui, nel giro di poche ore, è arrivata conferma di un quarto film su Capitan America. Anche il Villain della serie Karli Morgenthau riesce perfettamente nel suo intento, anche se nel finale spinge un po’ troppo sull’emotività degli spettatori, mossa che si rivela non propriamente azzeccata.

Grande nota di merito va al modo in cui è stato trattato l’argomento razziale, in modo vero e spontaneo, senza sfociare nella solita predica. Viene ben inserito nel contesto e non stona mai.

Lavoro sopraffino e prova magistrale di Anthony Mackie e Sebastian Stan, nei panni di Sam e Bucky: con il quinto episodio ci si prende una pausa da tutto e ci si focalizza interamente su di loro, un’ora che passa che è un piacere. Bucky resta uno dei migliori personaggi del MCU, nonché mai creato nel corso dei Cinecomics, con un’evoluzione costante e ben costruita. Il personaggio di Sam invece ha dimostrato di essere più della spalletta comica o macchietta di fondo, un personaggio dal carattere forte e buono, un vero Capitan America.

Il tanto odiato, da me amato invece, John Walker è semplicemente eccezionale: una persona dai valori giusti che viene corrotto dalla pressione della sua ricerca della perfezione, che però lo porterà sul finale a una sorta di redenzione.

Rimane purtroppo ancora marginale il ruolo di Batroc, che resta una macchietta o poco più. Altrettanto aperta rimane la questione Madripoor. Sappiamo benissimo a chi è legata quella città, ed è un persoanggio che abbiamo amato e pianto: l’artigliato canadese, Wolverine. Una semplice citazione casuale o forse qualcosa di più?

Passiamo adesso agli spoiler per chiudere questa analisi:

Cominciamo dal meraviglioso costume di Sam nei panni del nuovo Capitan America, 100% fedele al fumetto e allo stesso tempo credibile e d’impatto. La stessa cosa è valida anche per il nuovo costume di John come U.S. Agent, seppur prevedibile.

Tragica è la sorte di Karli, che però non riusciamo veramente a compatire dopo aver ucciso, seppur involontariamente, Lemar e aver pianificato una serie di attentati e omicidi.

Empatizziamo invece con il povero Bucky, che affronta e sconfigge definitivamente (?) il suo passato da Winter Soldier, per iniziare una nuova vita.

Gioiamo invece per Sam e Isaiah, che ottengono una velata giustizia dal forte significato. Sam ha ciò che merita, e così Isaiah. Anche Walker trova la sua dimensione come U.S. Agent e magari sarà visto non come un opponente la prossima volta.

Dopo i crediti finali vediamo che dopo aver riabilitato il suo nome, Sharon Carter nasconde qualcosa di molto importante e sinistro a tutti noi. Ovviamente quale migliore occasione per svelare tutto se non in un quarto film?

In conclusione siamo di fronte ad un eccellente prodotto MCU, coinvolgente ed attuale, scritto bene seppur nella sua semplice linearità. I personaggi sono sviluppati davvero bene e non si può non empatizzare con Bucky e Sam, soprattutto con la quinta puntata che ci ha permesso di vedere il lato più umano di questi due uomini.

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