• Lun. Giu 14th, 2021

𝗛𝗼𝗺𝘂𝗻𝗰𝘂𝗹𝘂𝘀
Homunculus è un film del 2021 diretto da Takashi Shimizu (Ju-on, The Grudge), tratto dall’omonimo manga di Hideo Yamamoto (Ichi the Killer) e distribuito in Italia da Netflix. Il nostro protagonista, Susumu, dopo una grave amnesia dovuta ad un trauma passato, si ritrova a vivere la sua vita come un barbone, usando la sua auto come fosse la sua unica dimora. Contattato da un giovane ragazzo benestante e figlio di un chirurgo, Susumu accetta di essere utilizzato come cavia per un esperimento in grado di liberare i nostri sensi normalmente assopiti, attraverso la trapanazione del cranio. L’operazione riesce e, osservando solo con l’occhio destro, il nostro protagonista si ritroverà a vedere la vera essenza degli esseri umani, il loro Homunculus, riuscendo in molti casi anche ad aiutarli.

Mi fermo qui per quanto riguarda la trama perché questa è una pellicola che va vista e assaporata dall’inizio alla fine, addentrandosi nell’anima di ognuno dei protagonisti e delle persone che incontreranno.

Come spesso riscontriamo nel cinema asiatico qui i generi si mescolano e passiamo dal thriller al dramma, dalla commedia al fantasy, con una semplicità disarmante tutta volta a disturbare ed emozionare, a toccarci nel profondo in ogni sensazione forte. Un plauso va alla CGI, perfettamente integrata nei paesaggi circostanti e riuscendo a dare quel senso di follia senza risultare eccessiva. Recuperatelo!

𝗦𝗽𝘂𝘁𝗻𝗶𝗸
Sputnik è un film del 2020 diretto da Egor Abramenko, presente sul catalogo RaiPlay. La pellicola si apre con una vista dell’Universo direttamente dall’interno di una navicella dove due astronauti sovietici si stanno preparando a tornare sulla Terra e rimanere nella storia. Qualcosa va storto, ma soprattutto qualcosa si impossessa di uno dei due, uccidendo l’altro. Da questo momento in poi ci ritroviamo immersi in un thriller/sci-fi di stampo politico nell’URSS del 1979, con una endocrinologa intenta a capire la natura della creatura, rinchiusa in una sorta di Area51 iper militarizzata e segreta.

I riferimenti iniziali al capolavoro Alien sono chiari e diretti, con la creatura, a mio parere bellissima, che prende a piene mani dal concept del compianto H.R. Giger. In questo caso però ci ritroviamo ad affrontare anche la psicologia di questo essere, più simbionte che parassita, che col passare del tempo si lega sempre di più all’umano che lo ospita, arrivando a toccare anche argomenti etici rimanendo molto più ancorati allo studio dei comportamenti umani piuttosto che alla fantascienza.

In conclusione posso affermare che questo “B-Movie d’autore”, ricco anche di sangue e violenza, è una chicca da visionare con attenzione che farà divertire gli appassionati del genere ma anche incuriosire chi invece di solito ne rimane distante e disinteressato.

𝗖𝗵𝗶𝗰𝗸 𝗙𝗶𝗴𝗵𝘁
Chick Fight è un film del 2021 diretto da Paul Leyden e presente sul catalogo Amazon Prime Video. Il film parla di una donna che sta attraversando un periodo difficile: la perdita della madre, del lavoro e la scarsa vita sociale, la portano sull’orlo del baratro. Tuttavia grazie ad una sua amica si ritrova immersa nel mondo delle lotte clandestine, un vero e proprio fight club tutto al femminile, per ritrovare il coraggio e la voglia di mettersi ancora in gioco. La pellicola è praticamente una commedia demenziale ricca di combattimenti e violenza, che vorrebbe mostrare una donna emancipata in un contesto che per secoli è stato ritenuto prettamente maschile ma lo fa, a mio parere, nel modo sbagliato.

La sceneggiatura non si prende mai sul serio, banalizzando ogni tipo di argomento e con battute davvero di livello infimo e questo porta ad affrontare, senza la giusta attenzione, temi e mondi che sarebbe stato bello vedere in maniera più sobria, magari sempre sotto forma di action comedy, ma con un minimo di spessore a livello di scrittura. L’esperimento fallisce in ogni suo aspetto: dalla protagonista vittima di una evoluzione mai credibile, alle comprimarie confinate a macchiette demenziali e sopra le righe, alla antagonista Bella Thorne, femme fatale piena di steroidi, ma anche lei così fumettistica da risultare ridicola.

Gli argomenti trattati sono quelli delle importantissime lotte dei nostri anni, con un colpo anche alla comunità LGBTQ+, ma con questa scrittura vengono mostrate e ridicolizzate agli occhi dello spettatore. Bocciato!

Francesco Foschini

Amante di cinema sin dalla prima adolescenza cerco sempre film che mi diano emozioni forti e mi facciano sentire vivo. Canto anche nella band posthardcore I MAIALI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *