• Dom. Set 26th, 2021

Con un po’ di emozione oggi vi parlo del primo numero di Full Metal Alchemist, riproposto in una splendida nuova edizione da Planet Manga.

Ve ne parlo con un po’ di emozione perché per me, ha significato molto nel mio percorso da nerd, se così si può dire. Il suo adattamento anime (Full Metal Alchemist Brotherhood) è stato il giro di boa che mi ha fatto dire: “io voglio imparare a fare questo”. Ovviamente sapevo ci fosse anche il manga, ma purtroppo non ho mai avuto modo di recuperalo fino ad ora.

Quindi eccoci con il numero uno FMA, qui iniziamo le avventure dei fratelli Elric scritte da Hiromu Arakawa.

Per chi ha visto Brotherhood la storia, almeno in questo primo numero, questa non sarà poi tanto diversa da quanto visto nelle puntate dell’anime. L’unica differenza sono magari dei maggiori focus su alcuni punti e dei piccoli chiarimenti extra su alcune cose, volte a rendere più coinvolgente la trama.

Appurata la quasi specularità fra le due trasposizioni, posso dirvi che la storia non perde di mortedente nemmeno per una pagina. Una narrazione fitta ma con una grande scorrevolezza, perciò non risulta pesante anche considerando la profondità dei temi trattati. Infatti uno dei punti forti del manga è proprio la capacità di rendere coinvolgenti e “leggeri” temi molto crudi e seri.

Proprio sviluppando i sopra menzionati temi (che vanno dall’importanza della famiglia, alla follia del progresso alla stupidità della guerra, fino alla pericolosità dell’indottrinamento religioso) si viene a creare un’avventura per protagonista piena d’azione, integrata ad elementi thriller e introspettivi.

Una commistione perfetta di generi, tanto da diventare il punto forte del manga. Dal punto di vista personale, ho amato l’assenza di spiegazioni inutili: in molti manga, soprattutto negli Shonen, ci sono troppo spesso lunghi monologhi (interni od esterni alla narrazione) volti a spiegare il potere e/o la meccanica peculiare del fumetto preso in questione. Invece, in FMA, noi apprendiamo il funzionamento dell’alchimia direttamente dai personaggi, leggendo la storia e vedendoli in azione. Per quanto mi riguarda è un grande valore aggiunto, soprattutto perché non toglie nulla alla narrazione e evita un cliché veramente fastidioso.

I disegni di Arakawa sono un vero spettacolo per gli occhi. Il tratto deciso e dettagliato rende perfettamente l’idea della serietà della trama, rende i personaggi veri quasi reali. Il dinamismo proprio dello stile del mangaka porta delle scene d’azione superlative.

In generale: l’aspetto grafico non delude mai in questo primo volume, dando al fruitore del manga una sorta di continuità serrata anche quando si passa da un tema e/o una situazione totalmente differente all’altra. La resa grafica rimane comunque la differenza più marcata fra FMA Brotherhood e il fumetto originale (a mio gusto personale, nel manga è reso tutto meglio).

Prima delle solite conclusioni voglio specificare una cosa: sono stato volutamente “superficiale” in questa recensione perché ho deciso di trattare ogni numero singolarmente e analizzare le tematiche generali dell’opera in un articolo a parte.

Non mi resta che concludere consigliandovi assolutamente il recupero di questa piccola perla. E vi consiglio di approfittare della nuova spledida edizione di Planet Manga.

Mi raccomando diteci la vostra nei commenti o nei post ufficiali sui nostri social.

Voto:9/10

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *