• Mar. Set 21st, 2021

Nobody’s Child 1 – La recensione

Nobody’s child è un fumetto diviso in due volumi, pubblicato negli Stati Uniti dalla Behemoth Comics. Massimo Rosi ha creato la storia e si è occupato della sceneggiatura, mentre i disegni e i colori sono a cura di Ramiro Borrallo. In Italia è edito da Leviathan Labs.

Siamo nel XXIII secolo, uno scienziato analizza un corno di rinoceronte albino, venduto da un bracconiere e scopre che i suoi geni hanno delle proprietà peculiari: possono curare delle malattie. Perciò un giorno, un gruppo di ricercatori del campo della biomedica, crea una cura sperimentale e la testa su pazienti malati di cancro e morbo di Parkinson, utilizzando molecole di Rhinoamina. Quali sono i risultati? I pazienti guariscono. Inizia così una caccia ai rinoceronti bianchi, fino a quando non rimane un solo esemplare. La storia, ambientata nel cuore del continente africano, vede Bakari Azikiwe e il suo amico rinoceronte bianco Sabium intraprendere un viaggio verso sud per imbarcarsi su una nave e lasciare l’Africa per evitare che anche l’ultimo esemplare venga ucciso.

“Se volete andare in fretta, andate da soli; se volete andare lontano, andate insieme.”

Questo saggio proverbio africano apre una storia commovente che racconta il viaggio di un uomo e di un animale, un viaggio di due amici, in cui uno è disposto a tutto pur di salvare l’altro dai bracconieri.

In quante altre storie è capitato di sentire o leggere tale affermazione: “ci prenderemo quello che è nostro”, ma secondo quale criterio quella determinata cosa è proprietà dell’essere umano? Chi lo ha stabilito? La Storia ci ha insegnato che l’uomo bianco, senza scrupoli, ha sterminato interi popoli per insediarsi nelle loro terre e impadronirsene. Inoltre nel corso dei secoli, sempre questo, ha fatto estinguere molti animali, arrivando perfino a minacciare l’integrità del pianeta Terra. Ha più volte dimostrato quindi la presunzione di considerarsi padrone del mondo, di credersi un dio.

In Nobody’s Child questo discorso non cambia ed è un fumetto che fa riflettere. È giusto sterminare una specie animale per la salvezza di alcuni esseri umani? Chi decide chi deve vivere o morire? L’uomo? No, eppure crede comunque che sia così.

All’interno di questa storia poi, l’uomo bianco non solo ha quasi annientato tutti gli individui di rinoceronte bianco, ma ha anche seminato morte e distruzione per il petrolio. Infatti Bakari Azikiwe è l’ultimo superstite dei Sudan, l’antica stirpe dei guardiani di questi mammiferi albini. Gli europei avevano promesso loro lavoro, istruzione, strade nuove e agricoltura, ma quello che hanno portato realmente è stato dittatura, corruzione, analfabetismo e morte.

Quindi c’è anche un parallelismo tra Sabium e Bakari, entrambi rappresentano l’ultimo individuo della propria razza ed entrambi hanno lo stesso nemico. Durante la lettura non si può non fare il tifo per loro due e alla fine di essa il lettore vuole conoscere il continuo della storia.

I disegni presentano un tratto semplice, ma riescono comunque  a donare la giusta espressività ai personaggi, anche al rinoceronte. L’utilizzo dei colori è ottimo ed in determinate tavole poi, sembra di immergersi nella savana africana.

Alla fine del volume è presente una cover gallery.

In conclusione, Nobody’s Child è una storia d’amicizia; è un viaggio di speranza e di sopravvivenza che trasporta il lettore tra i paesaggi africani. È un racconto interessante ed emozionante che mostra anche come la crudeltà dell’uomo non abbia limiti.

Il volume è disponibile in fumetteria, libreria, online e sul sito della Leviathan Labs.

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