• Mer. Giu 23rd, 2021

TROPPO FACILE AMARTI IN VACANZA – RECENSIONE

Il primo piano del Colosseo: deserto. Una ragazza prepara lo zaino, esce di casa con il suo cane e lascia un biglietto con scritte queste parole:

“Questo Paese era il mio Paese, questa casa è stata la mia casa per un po’. Ma questo posto oggi non è + mio, non c’è + nessuno qui per me. Chiunque tu sia, la porta è aperta, se cerchi cibo ce n’è in abbondanza, se cerchi riparo, le lenzuola sono pulite e l’acqua è fresca. Se cerchi me, sono andata via, un passo dopo l’altro. A piedi, su fino al confine. Che quando si fugge da ciò che si amava, si fugge sempre lentamente.”

Così inizia Troppo facile amarti in vacanza, il secondo graphic novel di Giacomo Bevilacqua, edito da BAO Publishing ed uscito il 13 maggio. Un’altra distopia, ma stavolta ambientata proprio in Italia, ma si tratta di un’Italia al suo massimo stato di degrado.

Linda è una ragazza forte e indipendente, che, insieme al suo cane Follia, vuole scappare dal decadimento del suo Paese. Seguiamo quindi i due protagonisti nel viaggio attraverso le città italiane, e verremo a scoprire le diverse problematiche che hanno portato il Paese ad essere abitato solamente da vecchi, ricchi e ignoranti. A questo viaggio “fisico” di Linda se ne contrappone uno più introspettivo, e con dei flashback andremo a conoscere Aman, figlio di un italiano e di una donna straniera. I due ragazzi sono caratterialmente opposti: mentre Linda è decisa e, talvolta, arrabbiata e stufa della condizione in cui vivono, il giovane Aman mostra un atteggiamento resiliente, reagisce con gentilezza ed educazione anche davanti ad episodi di razzismo.

Questa contrapposizione di caratteri ci mostra due modi diversi di reagire alle ingiustizie di un Paese corrotto e ormai preda dell’ignoranza e della chiusura mentale, un Paese solo di vecchi e approfittatori. Una situazione distopica, certo, ma che ha anche un fondo di verità e di attualità. Pensate infatti, che questo fumetto è stato scritto nel corso del 2020, un anno difficile per tutti e che ha sconvolto totalmente il modo di relazionarci con gli altri e, in alcune persone ha portato anche ad un peggioramento di certi atteggiamenti negativi.

La narrazione procede quindi lenta e inesorabile e i paesaggi che si parano davanti a Linda sono desolati e distrutti. La quasi totale assenza di didascalie, e i dialoghi essenziali ci permetto di godere appieno delle bellissime tavole, che è come se da sole riuscissero ad essere delle perfette narratrici. Una scelta molto originale è anche quella di iniziare ogni capitolo con il titolo di una canzone e, anzi, vi consiglio caldamente di leggere il volume seguendo le indicazioni musicali di Bevilacqua, come una vera e propria colonna sonora: riuscirete ancora di più ad addentrarvi nell’opera e “sentirete” le immagini, invece che osservarle e basta.

Un volume che merita di stare in tutte le librerie, anche solo per la bellezza e la cura con cui è stato realizzato.

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